GLI OSSERVATI SPECIALI: Doni insicuro, Menez fantasma, Vucinic irritante.

19/04/2011 - 21:38

Dallo stadio Olimpico di Roma
Ivo Mauro

 

La semifinale di Coppa Italia rappresenta l’ultimo appiglio per la stagione deludente della Roma, ma in particolar modo ci sono alcuni calciatori sui quali sarà concentrata l’attenzione del tecnico, dei tifosi e degli addetti ai lavori.

 

DONI – Scelto da Montella come portiere titolare, non ha mai dato sicurezza alla difesa ed ha mostrato finora tutti i suoi limiti. Subito un pericolo nei primi minuti, complice un’incomprensione con Juan: il portiere brasiliano sbaglia l’uscita permettendo a Stankovic di segnare ma per fortuna Rizzoli annulla per un fallo del serbo. La difesa fa bene il suo lavoro e Doni non viene quasi mai chiamato in causa, ma al primo tiro verso lo specchio il numero 32 giallorosso subisce ancora goal. Anche nella ripresa quando l’Inter avanza c’è sempre la sensazione che Doni si limiti a svolgere solo il compitino. Unico miracolo nei minuti finali, in uscita bassa su Pazzini.

 

BORRIELLO – Dal cambio di allenatore non gioca praticamente mai: solo qualche minuto nella ripresa per il bomber napoletano ormai a secco da tre mesi. Recuperato da Ranocchia, la velocità non è il suo forte e si sa. Borriello però si rende utile in fase di sponda servendo Vucinic all’8′ minuto e non è colpa sua se il montenegrino continua a sbagliare goal incredibili. Il modo di giocare del numero 22 è completamente differente da quello di Totti: tante sportellate con Ranocchia e Lucio, pochi palloni in profondità e gran lavoro di fisico sull’out. Nel secondo tempo è costretto ad uscire dopo un colpo al volto subito in area di rigore.

 

VUCINIC – Su di lui il tecnico di Pomigliano D’Arco ha puntato forte, così come il prossimo presidente DiBenedetto. Ma le sue prestazioni sottotono e l’errore clamoroso contro il Palermo hanno fatto scendere al minimo la soglia di sopportazione della tifoseria. Non passano nemmeno 10 minuti e il montenegrino ne combina una ancora più grave quando tutto solo da fermo e a due passi da Julio Cesar non riesce a centrare lo specchio della porta. Vucinic capisce da solo che è il momento del riscatto e con molta caparbietà si butta in avanti anticipando Maicon e provando due conclusioni dal limite, ma ricade nell’errore quando si tratta di orchestrare il contropiede giallorosso. I suoi momenti di buio, ad ogni modo, incidono ancora una volta sul risultato. Nella seconda frazione il montenegrino prova raramente la giocata personale, per poi spostarsi più avanti dopo l’uscita dal campo di Borriello. La musica non cambia anzi, se possibile, peggiora.

 

MENEZ – Per lui vale lo stesso discorso fatto per Vucinic. E’ un periodo difficile per il fantasista francese che non riesce più ad esprimersi ad alti livelli. La partita di stasera, purtroppo, non fa eccezione. Menez viene a prendersi il pallone anche al centro, tentando di innescare qualche manovra pericolosa duettando con Vucinic. Il suo ingresso in campo comunque non cambia assolutamente il match perchè il francese invece di metterci grinta si limita ad un paio di accelerazioni e nulla più.

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