21 Maggio 2015

Giannini: “Il derby? Può cambiare il giudizio su una stagione intera”

ESCLUSIVA ROMANEWS – A pochi giorni dal derby, in esclusiva, la redazione di Romanews.eu ha incontrato il “Principe” Giuseppe Giannini, 15 anni in giallorosso, oltre 430 partite con la maglia della Roma. Capitano, bandiera con una sola fede.

Che cos’è il derby?
“Soprattutto per un romano, per noi romani, è la Partita con tutti i suoi pregi e difetti. I pregi sono di vedere tanta gente, tanti sfottò, tanta gagliardia in città pero è chiaro che se poi lo perdi ti condiziona il cammino per una buona parte dell’anno. Non dovrebbe essere cosi ma è una sfida talmente sentita che può cambiare il giudizio su una stagione intera”.

 Come arriva la Roma a questo appuntamento?
“La Roma si sta riprendendo. Secondo me arriva in una buona condizione. Ci sta che ogni tanto possa cadere in un risultato non positivo, vedi Milano, però adesso nelle ultime 4 partite ha vinto 3 volte. Qualche giocatore sembra che stia recuperando, vedi Doumbia o lo stesso Ibarbo, uno che in questo momento non sta esprimendo le sue vere qualità tecniche ma che sta facendo del sacrificio la sua arma migliore”.

 Che partita sarà?
“Mi aspetto una bella partita. Sono due squadre che hanno fatto un ottimo campionato, inoltre dopo mancheranno solo 90’ alla fine e credo che questo porterà i giocatori ad avere una spinta in più per giocarsela senza troppi  tatticismi. La Lazio ha dei giocatori di valore che conosciamo come F.Anderson, Candreva, Klose ma anche Parolo e Mauri che con i loro inserimenti sono molto pericolosi. Se dovessero pareggiare tutto rimarrebbe cosi e sarebbe un vantaggio per la Roma. Il derby comunque va fuori da qualsiasi logica. Puoi trovare il calciatore che ti gioca male tutta la stagione e poi diventa decisivo nella stracittadina”. 

 La finale di coppa Italia che la Lazio ha giocato prima del derby, può condizionare l’andamento della partita?
“Secondo me si, potrebbe incidere molto“.

Tatticamente, secondo lei, la Roma cambierà qualcosa? “Ma più o meno l’impronta che la Roma ha è ormai la stessa da due anni. Non credo che Garcia cambierà,  si fiderà del suo modulo e dei suoi uomini e molto probabilmente giocheranno quelli che abbiamo visto nelle ultime partite. Tuttavia penso che a volte servirebbe una sorpresa a livello tattico, per non essere totalmente scontati e piatti”.

 Può essere una partita decisiva per Garcia. Se la dovesse perdere rischia il posto?
“Non lo so. Da professionista dico che non sarebbe giusto, però nel calcio non contano le riflessioni, contano i numeri ed i programmi che si concordano ad inizio stagione. Se la Roma non va in Champions entrerebbero  nel discorso della valutazione dell’ allenatore, del suo lavoro, tanti altri fattori. Ma io spero di no, spero sia l’opposto, perché Garcia in due anni ha fatto benissimo”.   

 Come vede questa proprietà americana?
“Dai proclami, dalle interviste ed anche dai movimenti visti sul mercato c’è il desiderio di migliorare la squadra; anche se a volte puoi sbagliare a prendere un giocatore l’idea di base però è quella di dare all’allenatore più elementi possibili e di valore. Comunque aspetterei a dare un giudizio definitivo.  Si parla molto dello stadio  che reputo  necessario per fare il salto di qualità a livello mondiale”.

 Il più bel ricordo legato alla stracittadina che ha sia da tifoso che da capitano?
“Il più bello è quello che vincemmo 3-0 con Mazzone, con la corsa finale sotto la Sud. Sicuramente il derby che si ricorda con più piacere della Roma di quel periodo”.

 Oltre 430 partite con la Lupa sul petto, 15 anni in giallorosso. Perché non c’è stato più spazio per Giannini, dopo il ritiro, nella Roma?
“Nell’era Sensi ci sono state delle incomprensioni tra me ed il presidente che però in seguito mi aveva contattato per farmi rientrare in società ma dei dissidi tra me e Baldini bloccarono tutto”.  

 La proposta era per allenare le giovanili del club?
“No, era un ruolo dirigenziale, per stare al fianco di Baldini, diciamo come collante tra società e squadra, ma poi non si fece nulla per delle piccole incomprensioni tra me e lui ed ho preferito rinunciare”.

Da sette anni ha intrapreso la carriera da allenatore. Da poco ha concluso la sua esperienza in Libano, ora l’intenzione è di tornare a fare calcio in Italia?
“Si, esattamente, mi piacerebbe. Vorrei avere l’occasione giusta come magari è stata data a diversi miei ex colleghi. Quindi aspetto e vediamo cosa succede” .

 Qualcuno ha il coraggio di criticare Totti. Come è possibile secondo lei?
“Chi lo critica lo fa solo per il gusto di andare contro la massa ma domenica ero allo stadio a vedere la partita contro l’Udinese ed ha fatto ancora la differenza.  E’ indiscutibilmente il numero uno; è stato, è e rimarrà il più forte giocatore che la Roma abbia mai avuto e non solo. I numeri parlano per lui. Quanti sono i giocatori a livello mondiale superiori a Francesco? Messi e C. Ronaldo, due fenomeni, hanno militato in squadre che hanno sempre puntato al massimo mentre la Roma in alcuni anni stentava parecchio”.

 Serve un centravanti per l’anno prossimo ?
“Si, ma non è facile trovarlo anche perché chi li ha non li cede e spara prezzi altissimi. Però una pazzia per Higuain o Ibrahimovic  la farei” .

 Jackson Martinez del Porto?
“Anche, pero in questo caso stiamo parlando di un giocatore che andrebbe aspettato sotto il profilo dell’ambientamento; non sai come potrebbe reagire al calcio italiano. Invece un giocatore che conosce già il campionato da maggiori garanzie. Magari spendi di più ma vai sul sicuro”.

 Come finisce il derby?
“Da tifoso mi auguro una vittoria che possa rilanciare la squadra anche  in vista della prossima stagione perché la piazza, i tifosi, meritano di vincere qualcosa. E secondo me i presupposti ci sono”.

Matteo Pirritano

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1 commento

  1. paulo ha detto:

    tragico capitano, ma quando si potrà crescere come squadra? la stagione è negativa . quando si fa peggio della precedente non può essere che negativa , sia che si arrivi secondi o terzi