7 Luglio 2020

Gerson: “Dopo il primo anno a Roma ho capito che dovevo cambiare, ma Totti resta un esempio”

GERSON ROMA INTERVITA – Torna a parlare Gerson. In una lunga intervista a globoesporte.com, infatti, l’ex giallorosso si è espresso sulla sua fortunata avventura al Flamengo e sul periodo in Italia con le maglie di Fiorentina e Roma. Queste le sue parole:

Molti giocatori brasiliani sono circondati da grandi aspettative quando sono giovani. E’ stato il tuo caso alla Fluminense. Oggi hai 23 anni e hai già subito un cambio di posizione e aumentato molto il tuo gioco con la squadra. Come è successo questo cambiamento?
“Questo momento lo chiamo “un nuovo inizio” nella mia carriera. Ho iniziato a costruirlo in Italia, più precisamente nel mio secondo anno a Roma. Ho lasciato il Brasile tra tanti elogi e grandi aspettative. Questo a volte ci fa deviare un po’ dall’obiettivo della nostra carriera. Ho giocato poco nel primo anno alla Roma ed ero sicuro di aver bisogno di cambiare e reinventarmi. Ho iniziato ad allenarmi a casa, prestando attenzione ai dettagli, alle marcature, al posizionamento, a tutto. Durante quel periodo, ho capito che non potevo essere bloccato in un solo ruolo. Ho capito che non ero un giocatore pronto”.

Arretrare rispetto alla tua posizione iniziale è stata una tua iniziativa o di un allenatore in Italia? E quale è stata la tua prima reazione? Hai capito subito che sarebbe stato utile o pensavi che avresti finito per perdere importanza?
“Ad essere onesti, durante il periodo iniziale alla Roma, dopo l’allenamento rimanevo sul campo e chiedevo a allenatori, assistenti, di darmi nuove indicazioni, posizioni, di dirmi il modo corretto di posizionarmi in ogni ruolo. Credo che lì ho iniziato a costruire il mio modo di giocare in questa nuova posizione. Alla Roma ho giocato alcune volte dentro, come mezzala, ma il lavoro che ho fatto di più è stato sulla destra, con la libertà di impostare al centro”.

Quali sono state le tue ispirazioni quando hai iniziato giocare in questa posizione?
“Totti, con cui ho giocato alla Roma, è un calciatore che mi ha ispirato molto e, inoltre, mi ha aiutato molto ad adattarmi al club e al calcio europeo. E’ un modello per me, ma non per il ruolo che ho oggi. E’ un mio modello come calciatore e come professionista”.

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2 commenti

  1. Andrea ha detto:

    Pippa!

  2. Vincent Vega ha detto:

    Tra lui, Pellegrini, Cristante, Diawara, Mancini ecc. c’è veramente da chiedersi se i dirigenti della Roma, prima di investire su un giocatore lo seguano per 4/5 partite.