RN WEB RADIO FUSER – Diego Fuser, ex calciatore di Roma e Torino, interviene ai microfoni di Romanews Web Radio alla vigilia della sfida tra i giallorossi e i granata. Queste le sue parole: “Sono nato nel Toro, ho ricordi bellissimi, sono cresciuto lì, ho dato i primi calci al pallone, sono ricordi lontani ma ancora nitidi. Torino-Roma mi portò bene, feci gol alla Roma e quello fu il lancio della mia carriera. Quando sono passato al Milan la prospettiva era diversa, dovevamo vincere, mentre a Torino l’unico obiettivo era di fare un buon campionato. Il periodo con la Lazio è stato fondamentale, volevo assolutamente giocare e la Lazio fu l’occasione giusta, è stato un modo per far vedere quello che potevo fare, sono stati 6 molto belli in cui sono cresciuto moltissimo. Nella Lazio ho trovato grande continuità e grande autostima, sono riuscito a fare tanti gol e queste sono cose che danno molta fiducia”.

Il biennio alla Roma?
“Parlai con Capello nell’ultima di campionato, quando la Roma vinse lo scudetto. Lui mi ha voluto a Roma per l’anno prossimo, gli servivo per la Champions, per alternarmi con Cafù. Feci 20 presenze circa. Il secondo anno, per motivi che non posso dirti, non mi volevano più fare giocare, fu una scelta societaria. Sono stato molto bene con la Roma, soprattutto coi tifosi, nessuno si è mai permesso di farmi un coro contro. L’amicizia con Batistuta e Delvecchio sono state le cose più belle, in quegli anni lì la Roma era un grandissima squadra, ho un ricordo positivo di Roma anche se l’ultimo anno non è stato proprio il massimo. Dopodiché sono tornato a Torino, confesso che conclusa l’esperienza in giallorossa volevo smettere, però in famiglia non volevano, erano tutti del Toro e mi hanno convinto a continuare, se dovevo smettere, smettere a Torino sarebbe stata la cosa più giusta”.

La nazionale del passato?
“Dagli anni ’90 ci sono sempre stato, da subito dopo il mondiale del ’90. Ho percorso varie tappe, sono stato un po’ sfortunato perché nelle manifestazioni importanti mi sono fatto sempre male. Non sono stato convocato solo nel Mondiale nel ’98 con Maldini, e non so perché, avevo fatto tutte le qualificazioni, poi il ct optò per altro”.

La partita di domani?
“La Roma arriva da una grande partita e avrà il morale alto, giocare con il Toro è sempre difficile. Le partite a volte prendono delle pieghe strane, giochi male e fai gol, giochi bene e non lo fa, magari domani Bruno Peres fa una grande partita, il calcio è strano, va a sensazioni. La Roma è favorita in questo momento, è logico che deve andare a Torino e cercare di vincere”.

Martini-Sparla