• Frosinone-Roma, l’analisi tattica: sofferenza nel primo tempo, più organizzazione nel secondo

    Redazione RN
    19/02/2024 - 7:57

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    Frosinone-Roma, l’analisi tattica: sofferenza nel primo tempo, più organizzazione nel secondo

    FROSINONE ROMA ANALISI TATTICA – La breve trasferta regionale a Frosinone, dalla quale la Roma rientra con i 3 punti, porta con sé alcune considerazioni riguardo la profondità della rosa, che col recupero di Smalling ritrova un eccellenza del reparto difensivo, là dove riscopre forse definitivamente uno Svilar che comincia prepotentemente a imporsi, così come la poliedricità della rosa stessa nello sviluppo di gioco di moduli diversi. Eccetto la gara con l’Inter, prosegue la striscia convincente della nuova gestione DDR, già chiamata giovedì alla prima gara spartiacque, nel ritorno casalingo di Europa League.

    Moduli e sviluppi di gioco

    Daniele De Rossi muta per la prima volta la dislocazione in campo, disegnando con 4-4-2 col doppio centravanti, Lukaku e Azmoun, con l’iraniano più libero di svariare sotto punta e con gli esterni di centrocampo a piede invertito, Baldanzi (a destra) ed El Shaarawy (a sinistra). I mediani sono 2, Cristante a sostegno dell’azione offensiva e Paredes a cucire in maniera cadenzata ritmi e tempi di gioco, davanti alla linea difensiva coi centrali Mancini e Llorente e i terzini Kristensen ed Angelino. Tra i pali, come a Rotterdam, si conferma la scelta attuale dove Svilar scala gerarchie ormai in maniera evidente, con De Rossi che si dimostra attento alle dinamiche ed agli equilibri interni di spogliatoio.

    Di Francesco se la gioca con la solita sfrontatezza, in un 4-2-3-1 pressoché speculare, dove sul fronte avanzato la freschezza dei suoi giovani interpreti Reinier, Gelli e Soule’, alle spalle di Caio Jorge, mette a più riprese in difficoltà la linea giallorossa. In mediana ci sono Brescianini e Mazzitelli, per i quali i compiti si completano, davanti alla linea difensiva di Turati dove Monterisi e Okoli sono i centrali, con Lirola e Valeri sulle corsie esterne.

    Primo tempo di sofferenza, vantaggio casuale

    Il Frosinone assale la Roma sin dai primi minuti, con un pressing ultra offensivo e un baricentro molto alto, che andrebbe attaccato alle spalle, se lavorato sulla palla alle spalle della linea alta, tattica vincente se i due attaccanti riuscissero a muoversi bene. Sulla costruzione giallorossa Di Francesco manda i due attaccanti a schermare le linee di passaggio centrali, così come si evidenzia la prima indicazione di serata, laddove nel giro palla gli avversari su palla a Svilar non lo attaccano perché differenza di Rui Patricio valutano la tecnica di piede dell’estremo difensore. Il Frosinone legge altresì bene i momenti della gara, sempre corto, sale aggressivo subito in avanti e si ricompatta bene dietro quando perde campo, a un recupero palla medio-alto e trova la conclusione con Svilar che si erge a protagonista in 2 occasioni negando il vantaggio ai frusinati.

    La Roma soffre, con le due catene esterne non riesce a lavorare con l’esterno alto ad aiutare il terzino, nonostante la buona volontà di Baldanzi ed El Shaarawy. De Rossi si infuria, pur vedendo che la squadra gestisce ritmi non elevati e un 4-4-2 ordinato perché la gara di coppa e stata dispendiosa, finché non irrompe sulla gara un capolavoro di Huijsen, che peserà come un macigno sugli equilibri della gara e sulle economie di gioco delle due squadre. In chiusura di tempo diventa importante la citazione al giovane centrale olandese, che rappresenta a tutti gli effetti il prototipo del difensore centrale moderno che interpreta il calcio con inserimenti e gioco centrale. Una volta il difensore centrale difendeva, recuperava e appoggiava palla al centrocampista più vicino, oppure riceveva e la girava a destra o sinistra, in base al giro palla sviluppato nel momento. Adesso i centrali entrano dentro al campo e arrivano anche al tiro.

    Ripresa che finisce per legittimare i 3 punti e prestazione in ascesa

    Llorente per Hujsen, ammonito e bersagliato dallo Stirpe per un incauto siparietto dopo il gol segnato, e Pellegrini sotto Azmoun (esce un deludente Lukaku) e De Rossi ripresenta in campo i suoi con un 4-4-1-1, non dopo avergli risparmiato una vera strigliata (come da lui ammesso), con i giallorossi che rientrano bene. Qui diventa vitale, quando prendi campo, di avere equilibrio e lavorare sulle marcatura preventive e cercando di reggere più palla davanti e non essere lenti ad accompagnare l’azione offensiva. C’è da reggere il ritorno del Frosinone, dentro Celik per Kristensen, in un cambio più difensivo, ed arriva il secondo gol, con Cristante che dalla distanza induce in errore (presa imperfetta) Turati, con il comodo tap-in di Azmoun, che consente il raddoppio proprio nel momento in cui la gara stava vivendo il passaggio decisivo. Quando Paredes triplica su calcio di rigore cala il sipario sulla gara, con l’ingresso di Smalling che ci fa intravedere la luce, mentre di lì a poco vanno fuori Angelino e Baldanzi, per Llorente a sinistra e Aouar ora visto come trequartista esterno.

    Maurizio Rafaiani

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    1. Io sto con De Rossi. La squadra è composta da giocatori forti, molto quotati, nazionali e campioni di ogni genere. Non dimentichiamo che ce li ha portati Josè (sentite cosa dice Azmun nell’intervista!!).
      Questo però può essere anche un limite. Credo di sapere quale è il problema e l’inizio di ieri sera ne è la conferma. Un campione non si lascia intimidire da emeriti sconosciuti (tutti i giocatori del Frosinone lo sono) e gioca sotto ritmo convinto che con la sua classe riesca a non farsi pressare e togliere la palla e che in fase di costruzione possa andare a due allora tanoto poi arriverà al tiro e a segnare.
      L’aggettivo che si usa in questi casi è COMPASSATI come uno scrittore alla presentazione del suo libro; ma gli scrittori compassati non vendono e i campioni compassati non segnano gol, anzi li prendono. Mi sono capito?

    2. Io sto con mou!! Rega vogliamo arrivare in fondo e vincere mai qualcosa (come abbiamo fatto con lui) oppure essere contenti di avere un gioco tanto bello quanto inutile per il risultato finale ? De Rossi non conosce fase difensiva , non si adatta alle caratteristiche dei giocatori che ha, non sa di strategia né di tattica .. boh .. mourinho ha vinto tutto, ha vinto pure a Roma e lo mannamo via ? Ma scherziamo ? Con il capitano ad essere il primo che gli fa la fronda ? Ma andasse a sudare la pagnotta come gli operai … ANELLO DEBOLE DEBOLE DEBOLE 

    3. Oltre l’analisi, corretta, io ci metterei la sveglia che ha dato DDR sia immediatamente al gol del vantaggio e menomale che eravamo in vantaggio altrimenti si sarebbe mangiato qualcuno direttamente in campo e poi poco dopo al riposo tra primo e secondo tempo ha pettinato tutti, anche chi e’ rasato e quindi
      giusta la sostituzione dell’impalpabile Lukaku, questo e’ stato necessario per far comprendere che tutti sono utili e nessuno indispensabile e comunque va bene cosi come la conferma di Svilar, era ora.

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