L’ANALISI –  FROSINONE – ROMA (4-4-2) CONTRO (4-2-3-1) – Tre punti sofferti e la Roma ritorna dalla scomoda trasferta di Frosinone con la certezza che la stagione le potrà regalare concrete soddisfazioni anche sotto l’aspetto del pragmatismo e del sacrificio da parte di tutti i giocatori impiegati. La gara odierna conferma come i giallorossi non siano più legati a pochi riferimenti prevedibili, ma possiedano più variabili ad un gioco che, per quanto cerchi molto di valorizzare le caratteristiche di Dzeko, trova sul campo sbocchi e flussi di gioco più ampi e non sempre codificabili da parte della avversario. Anche se il risultato è stato in bilico fino alla fine e durante il secondo tempo si siano visti antichi errori (come abbassare il baricentro al rientro in campo dopo l intervallo) il ventaglio di giocatori (14) impiegati durante la gara ha regalato più opzioni alla lettura tattica da parte di Garcia. Di contro, il Frosinone ha lavorato, per buona parte di gara, su un pressing ultraoffensivo con i 2 mediani e i 2 attaccanti a formare una gabbia dove inibire il palleggio e le linee di passaggio di Keita e De Rossi, mentre in fase offensiva una catena sulla corsia di sinistra ben orchestrata da Soddimo, puntuale e penetrante che mette in mezzo Florenzi. In fase offensiva la Roma spinge con assistenza puntuale degli esterni difensivi (Digne e Florenzi) che creano i presupposti per la sovrapposizione o l’appoggio che porti al cross per sfruttare le qualità aeree di Dzeko. Arrivano ben 8 traversoni nei primi 15 minuti, mentre in almeno 4 occasioni, in seguito a situazione da palla inattiva, i giallorossi hanno l’opportunità agevole di battere a rete ma sono, colpevolmente, imprecisi. Come a Verona il campo è lasciato secco e con erba alta e le difficoltà di palleggio in certi momenti non consentono ritmi adeguati. La Roma nel secondo tempo fatica a ripartire e soffre certe percussioni centrali, con Garcia che ricorre a Nainggolan per passare ad un centrocampo a 3, ma togliendo Dzeko finisce per schiacciare la squadra pericolosamente. Il successivo ingresso di Salah ridona un certo equilibrio e freschezza alla squadra, che rifiata opportunamente fino al raddoppio finale, non prima di avere vissuto qualche pericolo tanto da somigliare, in maniera sinistra, a molti secondi tempi della scorsa stagione.

SZCZESNY: La deviazione sulla conclusione a fil di palo dalla distanza di Tonev è un autentico miracolo, ma lui la fa sembrare ordinaria amministrazione. Padrone assoluto della area di rigore su qualsiasi traiettoria aerea, dà ai compagni una sicurezza completa gestendo ogni scarico di palla secondo la logica del momento, ora appoggiando al compagno,ora allontanando attraverso il rilancio.

FLORENZI: In moto perpetuo per 90 minuti, ha le idee chiare su come affondare e su come servire Dzeko a centro area. In fase difensiva Gervinho lo aiuta poco o nulla mettendolo in difficoltà nel gestire la superiorità numerica che gli avversari giocano dalla sua parte. Non passa gara che non lo si veda inquadrare la porta con una conclusione dalla distanza, ed è solo la traversa a negargli un meritatissimo centro.

MANOLAS: Duello ininterrotto con Ciofani e Dionisi, con Rudiger che lo lascia spesso in un 1 contro 1 pericolosissimo. Sui contrasti aerei se la cava, anticipandololi sistematicamente, mentre con palla a terra l’avversario è bravo ad appoggiarsi creandogli qualche imbarazzo.

RUDIGER: Alcune respinte imprecise che mettono in difficoltà i compagni e una certa anarchia nel gestire le situazioni di palla scoperta. Esce molto alto e mette più istinto che razionalità nei contesti della gara.

DIGNE: Spinge con costanza, un piede educato gli consente le traiettorie adeguate per Dzeko. Con personalità crescente, la sua intraprendenza diventa sempre più una certezza per i flussi di gioco della squadra. I suoi tempi di gioco e l intesa con il compagno nella catena (Falque) sono perfetti.

DE ROSSI: Lavoro oscuro ma importante nella fase difensiva, palleggia il minimo indispensabile, delegando al compagno di reparto la gestione iniziale.

KEITA: Molto pratico e meno ricamatore del solito, appoggia malamente fuori un colpo di testa dopo 30 minuti. Nella ripresa non riesce quasi mai a dettare i ritmi della squadra che si abbassa e finisce per perdere più di un pallone, per via del sistematico lavoro ai fianchi dei due mediani avversari.

GERVINHO: Se si esclude la generosità e la voglia e il coraggio comunque di farsi dare la palla nonostante azzecchi poche giocate, il resto della sua gara è una galleria degli orrori,che tocca l apice a fine primo tempo con un passaggio orizzontale che innesca una ripartenza avversaria. Un corpo estraneo alla manovra e una gestione della palla come se giocasse una partita su un altro campo.

DZEKO: L’impressione e che l infortunio occorsogli dopo pochi minuti alla testa ne condizioni la gara, con poco lavoro di sponda e qualche conclusione poco cattiva. La sostituzione arriva a scopo conservativo per la Champions che incombe.

FALQUE: Come avevamo anticipato sin dall analisi fi Verona, ha ben chiare le coordinate su come valotizzare e raggiungere Dzeko a centro area,e non perde mai occasione per dimostrarlo. I suoi suggerimenti dalle corsie sono di tutte tipologie e qualità in eguale misura costante. Sblocca la gara con un tap-in sporco nel momento più delicato della gara,con il Frosinone che accusa il colpo ; decisivo sia negli equilibri.

TOTTI: L’indicazione della gara odierna è che,col capitano,si giocherà generalmente col 4-2-3-1,con due mediani bloccati a proteggergli le spalle. Ma la sua gara non rimane di certo nell immaginario collettivo, per larghi tratti anonima rispetto al suo pedigree. Senza considerare l intesa non significativa con Dzeko.

NAINGGOLAN: Subentra per dare compattezza al centrocampo in difficoltà ed aumentare la superiorità numerica nella zona dove nascono i pericoli e la supremazia del Frosinone nel corso della ripresa. Non ruba più l occhio come ci aveva abituato lo scorso anno ma resta fondamentale me lo apporto in entrambe le fasi.

SALAH: Il suo ingresso consente alla squadra di rialzare il baricentro,con le sue percussioni ritorna a spaventare un avversario che stava pericolosamente cominciando ad intravedere sbocchi positivi nella gara. Da un suo recupero palla nasce il contropiede che chiude la gara.

ITURBE: A tempo praticamente scaduto scarica in porta la sua rabbia che vorrebbe incanalare su binari positivi che possano regalargli una stagione all altezza. Prima del gol le solite scorribande che sbattono sulle sagome degli avversari e un calcio di punizione velleitario.

11 Commenti

  1. De Rossi fa sempre un lavoro oscuro, non lo vede mai nessuno in campo fa solamente abbassare la squadra come è abitudine quando gioca mediano. Si ricordano un tiro in porta di cui si è vergognato anche lui, un passaggio a Gervinho che stava scattando fatto invece sui piedi di un terzino, una rincorsa a vuoto a centrocampo su un avversario che lo ha seminato, il solito fallo d’ammonizione e i soliti passaggini lenti al compagno che gli sta vicino. Poi il corsport gli mette addirittura 6,5. Bel metodo di giudizio rispetto a Keità che ha corso per lui andando a contrastare a centrocampo, finendo sfiancato. Ma quello non è romano, sul capitano non infierisco per il passato, ma con chi si ostina a fargli fare figuracce. Oltretutto ha pigiato i piedi a Dzeko intasando gli spazi, così come contrasta Pjanic quando gioca. Io non ho nulla contro di loro, ma per il bene della magica Roma vorrei che giocassero poco e solo in casi di cataclisma. Sarebbe ora di fare spazio ai giovani come loro lo hanno avuto da giovani.

    • D’accordo con te Giuseppe. Purtroppo la squadra senza Dzeko davanti e con l’ormai inutile Gervinho, non aveva più riferimenti in avanti. Totti mi è sembrato un pò spaesato e mi spiace. Giocatore formidabile un tempo ma ormai mi sembra che la squadra non possa più permettersi di averlo in campo. Complimenti a Sabatini per aver preso Falque, Digne e Scezsny, grandissimo portiere, davvero strepitoso.

      • Io per tutto l’anno scorso ho scritto che con De Sanctis in porta non si andava da nessuna parte. Un portiere normale con una lucidità minore dovuta all’età. Ora invece abbiamo un grande portiere, sicuro, calmo senza urlare continuamente come De Sanctis che metteva in agitazione la squadra. Questo polacco fa paratone magnifiche come deve fare un grande portiere e così che si salva il risultato.

  2. L’unica certezza che dà questa gara è che dopo un’ottima partita con la juve hai giocato, con una squadra di giocatori davvero modesti che retrocederanno rapidissimamente, una partita pessima. P.S. Totti ha giocato peggio di Gervinho.

  3. Inutile analizzare i singoli, da questa formazione con questi interpreti messi insieme non mi aspettavo altro. Totti era già stato provato trequartista in un 4231 e non aveva fatto bene, meglio provarlo più libero di muoversi tra le linee in 4312. in ogni caso se giochi con 2 mediani dal passo compassato davanti a 2 marcatori puri che non sanno giocare la palla e costringono un centrocampista ad arretrare per uscire dalla nostra area di rigore, Totti che non può avere il dinamismo di un giovane, non ci vuole Nostradamus per prevedere che, se tutto va bene e contro una squadra scarsa, minimo ti troverai con un squadra lenta, spaccata in 2 ed in inferiorità numerica a centrocampo. Solo dopo possiamo parlare di Gervinho che ha giocato male, ma non sarebbe cambiato molto con un altro a suo posto, almeno nell’impianto di gioco

    • Momik condivido in pieno. con una squadra lenta con Totti e due altri lenti De Rossi e keità (preferisco quest’ultimo per classe e impostazione), non si fa molta strada. Gioco prevedibile, oggi vedi Empoli, Chievo, Sassuolo, corrono e se tu non corri quanto loro la differenza non la vedi, ti schiacciano e l’ha fatto addirittura il Frosinone, che non ha infierito in polemiche (pur avendo ragione) avendo mezza squadra compreso il presidente tifosi accaniti tifosi della Roma.

  4. Dove sono tutti quelli che dicevano che sbagliavo a dire che i capitani sono inutili? Rivedersi attentamente la loro partita e le loro strabilianti super giocate. Ripeto non ho nulla contro di loro, ma un pò di rinnovamento non guasterebbe, se vogliamo pensare a vincere.

    • Io ne conosco un paio: uno si firma Santi B. e l’altro Balbo. Santi B. è uno che insulta… Ieri, di De Rossi, ho visto i soliti retro-passaggi da 6,5 milioni di euro netti all’anno e Totti nemmeno l’ho visto… ma perché? Giocava?

  5. ARTICOLO ASSOLUTAMENTE CENSURABILE. DALLA CRONACA DI ROMANEWS SI POSSONO CONTARE 4 OCCASIONI PER IL FROSINONE E 12 PER LA ROMA ! Grande Frosinone ? Ma non scherziamo, sara’ un miracolo se si salveranno.

  6. Premessa: io non ce l’ho a partito preso con nessuno. Non mi interessa lo stipendio Che un giocatore percepisce e chi ha o meno la fascia da capitano. Lo stemma davanti per me conta piu del nome scritto sulle spalle ma volevo condividere alcune considerazioni. 1) De Rossi: il suo futuro é da difensore centrale a mio parere. Non avendo più la dinamicità di un tempo, abbassa troppo la squadra da centrocampista mentre la alza da centrale. 2) Totti: spaesato e fuori contesto. E nervoso come troppo spesso ultimamente gli capita. 3) Gervinho: ha bisogno di spazi per esprimersi. Farlo giocare con Frosinone e Verona è stato un errore. 4) Iago Falque: mi piacerebbe vederlo a destra anzichè a sinistra ma è il vero equilibratore del gioco della Roma. 5) Szczesny: inventiamoci qualcosa per l’anno prossimo. Sapere Che tornerà all’Arsenal tra un anno mi fa stare male. Scusate la lungaggine e sempre FORZA ROMA

  7. “1) De Rossi: il suo futuro é da difensore centrale a mio parere.” A mio parere invece il suo futuro è altrove così non combina più danni… “2) Totti: spaesato e fuori contesto. E’ nervoso, come troppo spesso ultimamente gli capita.” Analisi quasi perfetta poiché incompleta. Aggiungiamo che ha 39 anni e camminando in campo è come se la squadra giocasse in 10. E QUINDI? ANCHE SE BASTASSE LA SUA, DI ANALISI… QUAL E’ LA PIU’ OVVIA, ELEMENTARE, FACILE DELLE SOLUZIONI???????????

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