18 Luglio 2022

Da Mourinho alla Conference e Dybala: i Friedkin, l’inno alla ‘Joya’ della Roma

Mercato, società e non solo, i Friedkin sino ad ora non hanno sbagliato una mossa

Toda Joya, Toda Beleza. Non solo una celebre canzone, ma, visto che i Friedkin si intendono di cinema, potrebbe essere la colonna sonora di quel film che si chiama AS Roma. La presidenza statunitense è arrivata a fari spenti, e in questa maniera ha continuato a lavorare. Parlando con i fatti. Sino ad ora, solo scelte giuste, nei confronti della squadra, dei tifosi, della città. E rispetto alla precedente gestione, è cambiato tutto.

Mourinho e l’attenzione per i tifosi

Nella prima, e sino ad ora unica, intervista ufficiale, i Friedkin hanno parlato della Roma come di un ‘gigante addormentato’. E loro piano piano la stanno risvegliando, portandola sempre più alto, con ambizione e dedizione. Non a caso, dopo aver fatto di tutto per sanare i conti, senza timore di mettere mano al portafoglio, il primo anno della loro gestione si è concluso in grande stile: con un colpo da fuochi d’artificio che ha fatto il giro del mondo. A maggio 2021, nello stupore generale, il comunicato che ha infiammato ancora di più l’anima dei tifosi, José Mourinho alla guida della squadra. Portare nella Capitale uno dei tecnici più vincenti del mondo equivale solo ad una cosa, avere l’ambizione di vincere. E il messaggio è arrivato forte e chiaro. Il tifo giallorosso si è riversato a valanga, complice la riapertura degli stadi post-pandemia.

E non ha più lasciato la mano della squadra. Intendiamoci, l’amore dei fans giallorossi c’è sempre stato, in quantità abbondante, ma quest’anno è scattato qualcosa di diverso, una scintilla ancora più luminosa, alimentata dai Friedkin che hanno reso i prezzi di biglietti e abbonamenti accessibili, con una campagna piena di sconti e vantaggi che ha portato l’Olimpico ad essere un fortino traboccante di amore, canti e passione (e in trasferta il supporto non è mai mancato, neppure nella lontana Norvegia). L’orecchio dei Friedkin è sempre teso verso la propria piazza, non di rado, infatti, sulle maglie è stato riproposto il vecchio stemma, tanto desiderato da una parte di tifo. E mettiamo pure il dettaglio, neanche tanto, di regalare i biglietti della finale di Conference ai tifosi presenti alla disfatta 6-1 di Bodo. Ma non finisce qui. La storia è appena cominciata.

La Conference, lo Stadio e… la ‘Joya’

Le difficoltà in casa Roma ci sono state, anche dopo l’arrivo di Mourinho, che pensava di poter contare su Edin Dzeko come guida per l’attacco. Il bosniaco è volato a Milano negli ultimi giorni di mercato, ma niente paura, Dan e Ryan Friedkin non si sono persi d’animo. In poco tempo, ecco Tammy Abraham, un investimento da circa 40mln, insomma, non spicci, per far sì che la Roma non perdesse in termini qualità. Il campo, poi, almeno in campionato ha presentato qualche alto e basso, ma la proprietà è sempre stata presente, fronte comune con Pinto e Mou, con la bussola che puntava in Europa. L’epilogo di questa storia è cosa nota, la proprietà statunitense alza al cielo la Conference League a Tirana, riportando a Trigoria un trofeo europeo che mancava dal ’61 (Coppa delle Fiere), regalando ai tifosi giorni di festa, culminati con il giro al Colosseo in bus scoperto. In tale occasione, molti fans, tra i vari cori, avevano cantato in direzione di Dan e Ryan “presidente portaci Dybala”, già allora in uscita dalla Juve. Detto, fatto.

Con abilità e prontezza, e con la ‘Joya’ che sembrava attendere solo l’Inter, gli imprenditori americani si sono inseriti nelle negoziazioni (con l’aiuto di Mourinho), con un’offerta e un progetto convincenti a tal punto che l’argentino ha cambiato rotta e ha preso un aereo per il Portogallo, dove la Roma è in ritiro estivo. E sino ad ora nessuna cessione illustre, con i tifosi che chiedono adesso un altro piccolo sforzo, non cedere Zaniolo per poter essere ancora più competitivi. Alla fine, il colpo è arrivato (e forse ne arriveranno altri, settembre è lontano), ma riavvolgiamo un attimo il nastro. Perché nel bel mezzo del mercato, quando tirava un’aria colma di anticipazione per qualche acquisto boom, i Friedkin hanno annunciato qualcosa di altrettanto importante, ovvero il luogo dove sorgerà il nuovo stadio della Roma, a Pietralata. Uno step fondamentale, che con una proprietà che parla solamente attraverso i fatti sembra mettere in discesa la strada per la nuova casa giallorossa. Insomma, questa presidenza ha preso la direzione giusta, ha abbracciato la causa della Roma a 360 gradi. E questo, signori e signore, potrebbe essere un film che in futuro porterà molteplici Oscar.

M.Teresa Tonazzi

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