23 Luglio 2022

Friedkin, che svolta dopo 22 anni! La Roma esce dalla Borsa

All’ultimo giorno utile la Roma è riuscita a raggiungere la percentuale per il delisting

Ieri i Friedkin hanno raggiunto un altro obiettivo ritenuto centrale per far crescere il club e avere più spazio di manovra: l’uscita dalla Borsa dopo 22 anni. All’ultimo giorno utile infatti la Roma è riuscita ad arrivare alla percentuale per il delisting. 

La svolta

La Roma è entrata nella Borsa il 23 maggio del 2000 e da ieri si può dire che ne è ufficialmente fuori, si legge su La Gazzetta dello Sport. Per le operazioni tecniche il delisting avverrà a fine agosto, al massimo nei primi giorni di settembre, ma ormai l’operazione è conclusa.

Con gli otto milioni di azioni acquistate ieri, i Friedkin sono arrivati a detenere il 95,913% del pacchetto azionario, ampiamente di più di quel 95% che era necessario. La vita societaria sarà molto più snella e i vincoli meno stringenti di quelli vissuti fino ad oggi.

La corsa all’acquisto ha trovato un’impennata nelle ultime 48 ore, quando i Friedkin hanno rastrellato in tutto ben 11 milioni di azioni, che hanno portato il totale in mano alla proprietà giallorossa a 603,2 milioni. Un traguardo che i magnati di Houston hanno raggiunto grazie ai 57,3 milioni di azioni acquisite negli ultimi mesi tra la fase di stake-building e quella dell’opa.

Un ulteriore sforzo che è costato un investimento economico di 38,5 milioni di euro e porta la somma totale investita finora dai Friedkin nella Roma a 607,5 milioni di euro. Così suddivisi: 199 per l’acquisto del club, 370 per garantire la vita del club nel corso di questi due anni e ora i 38,5 milioni di euro utilizzati per aumentare la quota del pacchetto azionario e lasciare i cordoni della Borsa. Lunedì verrà comunicato il piano di “squeeze out”, con quel 4,1% di capitale sociale ancora in mano a privati o investitori che verrà remunerato con un valore di 0,45 euro per ogni singola azione.

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