Una tempesta di goduria con raffiche a 200 all’ora di soddisfazione e grandinate di perfido piacere. La meteo-sensazione scaturita dallo zuccheroso epilogo di Inter-Juventus non si placa, anzi, monta nuovamente alla rilettura – l’ennesima – dell’intervista di Cristian Chivu alla Gazzetta dello Sport di sabato scorso. Diceva, Chivu, prima di prendere le due sberle in bianco e nero: «Abbiamo pagato psicologicamente l’eliminazione dalla Champions, ma posso garantire che l’effetto Liverpool è svanito e la reazione si è già vista contro il Genoa… Il peggio è passato». Commovente. E ancora: «Trezeguet? Uno degli attaccanti più fastidiosi che abbia incontrato». Profetico. E infine: «I tifosi possono stare tranquilli, perché il gruppo è solido». Ottimista.  Un po’ meno profetico, è stato Mancini, che se l’è tirata da solo e di brutto quando, ammiccando alla Roma e all’inseguimento aveva detto (ricordate?): «Quando la lepre (Inter), scappa, è il cacciatore che deve stare attento a non scivolare…». Una gufata tremenda che aveva centrato l’obiettivo nel derby. Mancio però, non aveva previsto la lepre zoppa di Marassi e quella in salmì di domenica scorsa. Pensate un po’: la nemica di un tempo, la Juve, che riapre la corsa al titolo in favore della Roma e la Lazio, ancora pavoneggiante per il derby, che potrebbe dare un robusto aiuto già sabato prossimo. Il massimo, dai.
E a proposito di Massimo (Moratti naturalmente), non è sfuggita la sua, di profezia, quando, due giorni prima della sfida con i bianconeri aveva dichiarato: «Il calcio è crudele, quando pensi di vincere ti dà una risposta diversa…». La stessa che gli hanno rifilato Camoranesi e Trezeguet, of course. Proprio il francese è il simbolo dei tempi che cambiano e stupiscono. Al Meazza, ha giocato con la sciarpa giallorossa al collo o giù di lì. Alla domanda del Corsport: «Preferirebbe lo scudetto alla Roma?», ha risposto senza tentennamenti: «Considerando tutto quello che è successo sì. Non so se è più forte dell’Inter, ma sicuramente gioca meglio». Trezegol, lui sì che è stato profetico: «Un pareggio? No, andiamo per vincere. Dovremo essere belli, alti e ben concentrati». Impressionante.
«Abbiamo vinto noi, non dite che ha perso la Roma». Parole e pensieri di Delio Rossi, che prima di Firenze ha rivendicato la vittoria nel derby assorbendone i meriti. Prandelli, dopo la vittoria, pare non abbia detto: «Abbiamo vinto noi, non dite che ha perso la Lazio». Rossi, aveva giocato alla perfezione la partita a parole ancor prima di scendere in campo. «Il valore della Fiorentina non lo scopro certo io. In casa è una formazione quasi insuperabile». I suoi, hanno fatto di tutto per non smentirlo. E ancora, Delione: «Sarà un esame di maturità per capire se il derby è stato solo una bella parentesi o se invece siamo tornati quelli di un anno fa». Pazzo-Pazzini gli ha regalato un viaggio indietro nel tempo.

 
Paolo Franci