4 Marzo 2008

´Franci a gamba tesa´: la profondità di Di Carlo, Totti il profeta e i tre punti di Ranieri…

“Franci a gamba tesa”: la profondità di Di Carlo, Totti il profeta e i tre punti di Ranieri…Il giornalista di Quotidiano Nazionale, risultati alla mano, “rilegge” le dichiarazioni della vigilia«Ad ogni parola muore una reputazione». Il poeta settecentesco Alexander Pope, che di parole evidentemente se ne intendeva,  mai avrebbe immaginato che una delle sua massime sarebbe finita sul sito di Romanews.  Io che poeta non sono, anzi, ne prendo volentieri in prestito il verbo per ammiccare a Mimmo Di Carlo, di professione allenatore del Parma – dicono i maligni almeno fino al match con la Samp – e perlomeno incauto nel dichiarare, prima del match  con i giallorossi: «A Roma cerchiamo l’impresa». Pensieri e parole consegnate alla Gazzetta di Parma, anche se i colleghi del giornale emiliano non hanno specificato il tipo di impresa: edile, agricola, manifatturiera. Non c’è altra spiegazione. Lo stesso Mimmo, aveva anche riferito di volere «95′ minuti di tensione». E in effetti, Mirko Vucinic lo ha preso in parola, segnando il quarto gol proprio a cronometro scarico. Meno chiaro, Di Carlo, quando dice: «Bisogna che la squadra si disponga bene per trovare la profondità». Riletto oggi il verbo dicarliano, fa pensare indubbiamente alla profondità del baratro, che i suoi hanno ispezionato con pignoleria svizzera. Il premio mago Do Nascimiento della settimana spetta invece a Francesco Totti. A caldo, dopo i quattro sganassoni rifilati al Parma, aveva detto: «Stasera il Napoli può fermare l’Inter!». Detto, fatto. I bene informati che gravitano attorno alla Pinetina, raccontano di grandi toccate in zona attributi al solo nominar capitan Totti…  A proposito di Pinetina, pare che Mancini,. quando ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è di tornare alla vittoria, su un campo non facile, ma abbiamo le possibilità di farlo», non si riferisse certo al match di Napoli. Maligni noi a pensarlo perché probabilmente, per come l’Inter non ha praticamente mai tirato in porta al San Paolo, il riferimento era al prossimo match con la Reggina e il campo difficile di cui parla, è il Meazza, nel senso delle condizioni del terreno. L’amico Ranieri, coach della Juve: «Mi aspetto una grande partita come quella dell’andata». Il dirimpettaio Prandelli, persona serissima, lo ha preso in parola e accontentato in pieno. L’ingrato Claudione non lo ha neanche ringraziato. Vergogna! Ranieri bis: «L’assenza di Mutu? Un grandissimo. Ma Prandelli ha Pazzini e Vieri». Claudione nostro, ha dimenticato coso, come si chiama, quello della mitraglia alla Batigol. Ah sì, Osvaldo! Il Ranieri tris, è da leggere con grande serietà: «Non mi metto i tre punti in testa come un maniaco». E qui le cose sono due, o si sente Doctor House e parla di sutura, oppure è ferreo nelle sue convinzioni, visto come non li ha presi, i tre punti, con Reggina, Torino e Fiorentina. La coda la riservo a Renzaccio Ulivieri: «Sia col Palermo che con altre squadre di alta e media classifica  i punti che dovremo cercare serviranno per non staccarci dalla concorrenza. Le gare della vita saranno con Livorno, Catania, Empoli e Siena».  Lui ha pensato al Palermo, alle squadre di alta classifica, a Livorno, Catania, Empoli e Siena ci penserà il suo successore.
Paolo Franci

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