Fiorentina-Roma, l’analisi tattica: cinque minuti di follia in una partita di controllo

Redazione RN
28/05/2023 - 7:12

L'analisi tattica di Fiorentina-Roma 2-1, match valido per la 37° giornata di campionato

Getty Images
Fiorentina-Roma, l’analisi tattica: cinque minuti di follia in una partita di controllo

FIORENTINA ROMA ANALISI TATTICA – Nella tappa di avvicinamento alla seconda finale europea consecutiva in un anno, la Roma gestisce il campionato quasi per scandire il tempo dell’attesa, con i 3 punti che svaniscono nei 3 giri di lancette finali, che portano una sconfitta immeritata, che certifica definitivamente non solo l’uscita matematica dal quartetto Champions, ma con esso il trend deficitario di un campionato in chiaroscuro, altalenante, e mai del tutto convincente. Di seguito l’analisi tattica del match.  

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Mourinho preserva in vista di Budapest lasciandone a casa quattro, e altrettanti titolari presunti in panchina, virando su un modulo che nel primo tempo si rileva adatto alla rosa, un 4-3-2-1 dove davanti a Svilar ci sono Smalling e Llorente, con Missori e Zalewsky esterni. In mezzo c’è Tahirovic, con Wjinaldum e Bove mezzali, con Sollbakken ed El Shaarawy punte esterne a piede Invertito, con Belotti terminale offensivo.

Anche per Italiano c è il 4-3-2-1, con spazio a Cerofolini tra i pali, con Igor e Martinez Quarta centrali, Venuti e Biraghi terzini. In mezzo Mandragora detta i tempi, con Duncan e Ikoné mezzali, a supporto del tridente formato dai trequartista esterni Saponara e Barak alle spalle di Jovic.

PRIMO TEMPO PERFETTO PER GESTIONE DELLE DUE FASI

La formazione inedita porta la Roma ad un ulteriore strategia difensiva, che basandosi sulle intercettazioni, sullo scaglionamento noto degli uomini di Italiano, gioca un primo tempo Importante sotto l’aspetto delle palle recuperate e della produzione offensiva susseguente.

La transizione positiva dei giallorossi, dopo conquista bassa o media (non fa differenza) infatti ha portato sempre ad una uscita e susseguente sviluppo offensivo che dopo il vantaggio iniziale avrebbe potuto scavare un divario decisivo.

Perché la Fiorentina non ha saputo andare oltre una supremazia territoriale e un possesso palla sterili e mai incisivi, con Jovic sempre in mezzo alla morsa dei due centrali giallorossi, e i trequartisti esterni poco in grado di trovare spazi tra le linee, con Bove e Wjinaldum sempre pronti a scivolare sulla catene esterne puntualmente.

Giocando a specchio, nel gioco delle coppie, e nei duelli, la Roma finisce avanti il primo tempo rischiando pochissimo e non dando mai l’impressione di correre a vuoto sulla gestione del possesso viola.

RIPRESA IN CONTROLLO, FINO AI 5 MINUTI FINALI DISCUTIBILI

Si riparte con Mancini per Smalling, e Celik per El Shaarawy, mentre per Italiano è il momento di Terzic e Milenkovic per Biraghi e Martinez Quarta. Il copione è sempre il medesimo che aveva contrassegnato la prima frazione di gioco, con i giallorossi speculativi e i viola sempre propositivi, con una difficolta di penetrazione rotta sporadicamente dagli 1contro1 di Saponara sugli esterni, e gli inserimenti delle mezzali, che continuano a sbattere sul muro giallorosso.

É il momento di Cristante per Wjinaldum al quale risponde Italiano con Dodò e Sottil per Venuti e Saponara, in una ripresa di stallo, con poche emozioni, e le sostituzioni a spezzare il ritmo, con la Roma che con Ibanez per Sollbakken torna alla difesa a 3, Abraham per Zalewski, mentre tra i viola c’è Kouame per Duncan.

E quando su una gara sotto controllo irrompe l’aspetto casuale, ecco che con un uno/due in 3 minuti, con due reti improvvise e più di una recriminazione, la parola fine sancisce la sconfitta di giornata, in una vissuta più come un fastidio per l’imminente appuntamento con la gloria per entrambe.

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Maurizio Rafaiani

 

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