Feyenoord-Roma, l’analisi tattica. Squadra passiva e in difficoltà nel palleggio

Redazione RN
14/04/2023 - 8:00

L'analisi tattica di Feyenoord-Roma , gara di andata dei quarti di finale di Europa League

Getty Images
Feyenoord-Roma, l’analisi tattica. Squadra passiva e in difficoltà nel palleggio

FEYENOORD ROMA ANALISI TATTICA – La Roma torna da Rotterdam con zero punti, alcuni giocatori in meno, la consueta dose di sfortuna, ma con la consapevolezza che il passaggio del turno sia e rimanga assolutamente alla portata, nonostante l’ennesima gara che per caratteristiche estetiche non soddisfi i palati più fini, con questi primi 90 minuti che hanno lasciato indicazioni tattiche significative, a cominciare dalle posizioni in campo.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

Per Mourinho è 3-5-2, perche’ dopo avere sperimentato con successo la linea a 4, fa ritorno ai 5 dietro, con Mancini, Smalling, Ibanez, davanti a Rui Patricio, con Zalewsky e Spinazzola a battere le corsie esterne. Ma la novità di serata è il marcato centrocampo a 3 con Matic in regia e la coppia di mezzali Cristante e Pellegrini ai lati, esperimento riuscito, nonostante la sconfitta, laddove la squadra ha avuto modo di tenere campo nei 90 minuti concedendo solo qualche tiro dalla distanza. Sul fronte avanzato Abraham ritrova la maglia da titolare, con Dybala a supporto. Se le indicazioni delle ultime gare sulla funzionalità della linea a 4 e del centrocampo a 3, sono indizi che diventano prove, la gara odierna ha detto che manca l ultimo gradino, quello di superare la difficoltà realizzativa affidandosi a 3 giocatori offensivi, vista la difficoltà sia nell accompagnare l’azione offensiva, sia nel riempire area e 30 metri finali. Per Slot un 4-2-3-1 molto schematico in campo, con Bijlov tra i pali, Trauner e Hancko centrali, Wieffer e Kocku in mediana e Szymisnski sotto la punta centrale Gimenez. Sugli esterni le catene terzino-esterno offensivo sono composte da Geertruida e Jakanbaskh a destra e Hartmann Idrissi a sinistra.

PRIMO TEMPO INTERLOCUTORIO 

Con gli uomini di Slot che scalano da subito molto in avanti, tenendo ritmi alti, palleggiando il minimo indispensabile e con flussi di gioco subito verticali verso la punta centrale Gimenez o sulle catene esterne per giocare la superiorità numerica contro i quinti giallorossi, diventa chiaro da subito il non farsi schiacciare troppo, perché sulle respinte e seconde palle gli olandesi sono squadra reattiva per caratteristiche di gioco, che sa capitalizzare ogni palla sporca o vagante. La Roma fatica, il suo palleggio non ha mai grande continuità, ci sono pochi movimenti di raccordo col portatore palla, e quando riesce a superare tale pressione attraverso il palleggio dei suoi giocatori più qualitativi non accompagna gli avanzati in fase di transizione positiva, e non riempie l’area. La prima nota stonata di serata è l’infortunio a Dybala, al cui posto fa il suo ingresso un pimpante El Shaarawy, che si segnala subito per verve e spirito d’iniziativa. La Roma difende compatta, come consuetudine ,rischiando poco o nulla e concedendo solo la conclusione dalla distanza. Verso fine primo tempo l’opportunità di svolta sulla gara, con Pellegrini che va sul dischetto con un pallone che pesa come un macigno, e per la situazione che sta vivendo, di rendimento scadente, non poteva andare diversamente, dando la stura ad una settimana che si prospettera’ difficile per lui, così come un finale di stagione duro.

RIPRESA EQUILIBRATA,DECISA DAL SILURO DI WIEFFER

Al rientro Pellegrini è sostituito da Wjinaldum, ma l’atteggiamento della squadra è troppo passivo, poco reattivo, con l’aspetto mentale del rigore che influenza in maniera opposta le due squadre, galvanizzando gli uomini di Slot e pesando maledettamente sugli uomini di Mourinho. L’incerto è dietro l’angolo e al 53′ Zalewsky perde il duello con Idrissi per una postura assurda che concede cross , con Wijnaldum che non cura Wieffer a rimorchio che segna. La terza tegola di serata si materializza con l’infortunio ad Abraham (Belotti al suo posto), così come ancora una volta sono i pali della porta avversaria immancabili compagni di viaggio giallorosso da sempre, con la traversa clamorosa di Ibanez. Dopo un breve abbassamento di determinazione, sul quale la Roma di qualche anno fa sarebbe crollata, i giallorossi riprendono quota, con una reazione importante, così come importante è cercare di restare in gara coi calci di punizione. Mourinho chiude con Celik per Spinazzola, con Zalewsky che trasloca a sinistra, ma la Roma non trova modo di impattare una gara che avrebbe meritato di non perdere.

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Maurizio Rafaiani

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  1. Non capisco come si faccia a definire nel titolo “siluro” di Wieffer citando il goal del Feyenoord, quando a mio parere sarebbe stato meglio definirlo “a rimbarzella” visto che il pallone ha fatto 2 rimbalzi a terra prima di entrare in rete.
    Per me, anziché essere in siluro potente come vorrebbe far intendere chi ha scritto l’articolo, e stato un tiretto pieno di c….fortuna, non visto da R.Patricio perché coperto sia da Wijnaldum che dall’altro attaccante olandese, e causato ancora una volta e sempre con lo stesso errore di postura fisica da parte di Zalewsky, che seppur bravo sulle fasce non è assolutamente un difensore.

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