Feyenoord-Roma, l’analisi tattica. Buona gara ma difesa da migliorare

Redazione RN
16/02/2024 - 10:32

Getty Images
Feyenoord-Roma, l’analisi tattica. Buona gara ma difesa da migliorare

FEYENOORD ROMA ANALISI TATTICA – Una buona Roma anche in campo europeo impatta nella prima di De Rossi nell’appendice del playoff di Europa League, mostrando ormai connotati di rilievo, con una ricerca del gioco, l’esprimere dei singoli e la consapevolezza che attraverso il riconoscimento del lavoro settimanale la strada verso gli obiettivi abbia un senso contemplato; da Rotterdam esce una squadra che, risultato alla portata della gara di ritorno a parte, conferma la solidità del nuovo progetto tecnico e la condivisione da parte degli interpreti, di cui quelli più celebrati possano quanto prima cominciare ad incidere spostando equilibrio, come solo loro sono in grado di fare.

Moduli e sviluppi di gioco

Dopo 100 presenze da giocatore nelle Coppe, a 20 anni e poco più di distanza dalla prima presenza nel settembre del 2003, la prima di Daniele De Rossi in Europa è conferma del modulo definitivo della sua nuova vita in giallorosso, un 4-3-2-1 arioso, con le punte esterne a piede invertito alle spalle di Lukaku, con Dybala a destra e Zalewski che a sinistra rileva El Shaarawy. In mezzo il turno di riposo è per Cristante, gioca Bove, con Paredes a dettare i tempi e Pellegrini a svariare a tuttocampo a sostegno dell’azione offensiva. Dietro, davanti ai pali difesi da Svilar, ci sono Mancini e Llorente al centro, con Karsdorp e Spinazzola esterni. Slot medita l’ennesimo tentativo di vendetta dei portuali con un 4-3-3 a specchio nel quale brilla più di un assenza di spessore (Trauman, Gertruida e Gimenez che va comunque in panchina) davanti a Wellenreuther, composto da Beelen e Hancko centrali, con Nieuwkoop e Hartman esterni. Davanti alla difesa il play è Zerrouki, con Wieffer e Stengs mezzali a sostegno del reparto offensivo con al centro Ayase, con Minteh e Paixao ai lati.

Primo tempo equilibrato, svantaggio su grave disattenzione difensiva

Con fasi difensive diverse le due squadre hanno un avvio veloce, con la Roma che attende e chiude le linee di passaggio centrali, mentre il Feyenoord scivola forte in zona palla, aggredendo il portatore e con coperture e diagonali perfette, e per dislocazione e moduli sono per entrambi gli spazi esterni i migliori da praticare, e dove vanno a consumarsi i duelli decisivi. La Roma palleggia con sicurezza nonostante lo scalare aggressivo in avanti degli uomini di Slot, e quando viene a giocare dentro il campo Dybala diventa difficile da prendere perché Stengs (mezzala sinistra) sta con Bove e i due centrali difensivi devono lavorare in “marco e copro” su Lukaku.

Il primo quarto di gara vede un’occasione clamorosa per parte, e dopo un colpo di testa di Lukaku, risponde Paixao pareggiando l’occasione su palla sanguinosa persa da Zalewski, che trova la squadra aperta sul campo, fermo restando una non sempre irreprensibile presenza dentro al campo dei centrocampisti giallorossi, pigri nel ripiegamento. La Roma costruisce a 3 con Paredes davanti ai centrali, alzando entrambi I terzini, ma soprattutto sfruttando gestione di livello di Svilar, che legge sempre bene gli sviluppi, trovando anche col gioco lungo la possibilità di alzare palla subito davanti sul centro destra, verso la catena Dybala/Karsdorp, per togliere tempi di pressione agli avversari e ribaltare azione cogliendoli lunghi sul campo.

Nel secondo quarto di gara la Roma si fa preferire per il palleggio, una ricerca di combinazioni nello stretto davanti all’area, l’indice di pericolosità si alza con la traversa colta da Paredes, e con Bove che toglie una palla d’oro dalla disponibilità di Lukaku, mentre c’è equilibrio in supremazia e percentuali di possesso e si arriva così nei minuti di recupero con Llorente, che su cross laterale si perde Paixao da solo in area di rigore, propiziando il vantaggio olandese.

Ripresa dove entrambe provano a vincere

Si riparte con gli stessi 22 e con Llorente sempre in difficoltà nei corpo a corpo con Ayase, regala una punizione in apertura di ripresa, ma è nella fase di gestione dove dopo il consolidamento del possesso viene a mancare qualità nella conclusione finale e in certe rifiniture, dove manca la Roma, con un Lukaku poco incisivo e utile. Ma si sa che il campione, anche se in serata storta, trova sempre modo di incidere e quando Lukaku trova la via del gol, impreziosendo un cross di Spinazzola, l’equilibrio ritorna in essere dentro la partita.

Slot inserisce Gimenez e Litr per Ayase e Minteh, De Rossi avvicenda El Shaarawy per Zalewski, ma il secondo tempo della Roma è un esempio di maturità e consapevolezza che col gioco puoi tenere la gara aperta ; arriva il momento di Ivanusevic, Read, Milambo per Stengs, Nieuwkoop, Paixao, cambi offensivi di Slot per cercare di vincere gara (perché sa l’atmosfera dell’Olimpico al ritorno), mentre sul fronte opposto arriva il momento per Celik (cambio più difensivo, Cristante, Baldanzi, in luogo di Karsdorp, Bove, Dybala). La Roma ci prova, il Feyenoord fa altrettanto, ma al fischio finale la divisione della posta rimanda tutto alla gara di ritorno.

Maurizio Rafaiani

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  1. Interessante quando viene descritta la non sempre irreprensibile presenza dentro al campo dei centrocampisti giallorossi, io aggiungerei visto anche il costante impiego degli stessi interpreti gradirei vedere che i nostri centrocampisti non seguissero solo la palla ma anche i movimenti degli inserimenti avversari, anche qui c’e’ da lavorare.
    Mentre assolverei in parte la linea difensiva che tranne Karsdorp unico sempre titolare mentre cambia la linea ad ogni gara, qui al rientro di Ndika e Smalling c’e’ da aspettarsi di piu’ oltre ad una definizione dei titolari.

    Mentre non condivido la mancanza di partecipazione alla transizione difensiva di Dybala, nel calcio moderno tutti devono partecipare ad ebtrambe le transizioni e Dybala sembra conoscerne solo una e cosi non va bene e’ come giocare in 10, cosi ne soffre tutta la squadra in modo particolare il nostro lato destro.
    Buono comunque il ricondizionamento generale della squadra, ancora un paio di settimane e siamo in ordine, grazie anche ai recuperi degli infortunati e agli inserimenti dei nuovi ed allo spirito che sta imprimendo Daniele De Rossi.

  2. Ma come svariava bene il capitano ieri sera ! Troppo che svariava che solo davanti al portiere si è svariato tutto insieme. E vorrei aggiungere un quesito : che fine ha fatto Bove ? Dall’arrivo di De Rossi si è liquefatto. Forse paga la colpa di avere ringraziato Mou pubblicamente, e messo inspiegabilmente in panca ha perso entusiasmo. Non vorrei però che sapendo la fame de dinero della Società, che di fronte a un’offerta ridicola, anche 15-20 milioni, lo cederebbe prima di subito a luglio, abbia stretto l’occhiolino a qualche big che ovviamente gli metterebbe sul piatto un contract very very rich, almeno tre volte della paga che percepisce ora.

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