5 Novembre 2023

Fermo Immagine, Roma-Lecce: Lukaku, (L)ecce homo

Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Josè Mourinho.

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ROMA LECCE MARCACCI – Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Josè Mourinho.

Lukaku, (L)ecce homo

Noi ragioniamo e analizziamo le partite senza mai prescindere dai contenuti, che possono essere più indicativi dei risultati. Questa premessa ogni tanto in questa città è necessaria, soprattutto perché non facciamo parte del coro di quelli che spesso ragionano e scrivono secondo opinioni precostituite. Anche con un risultato diverso da quello maturato in questo umido pomeriggio all’Olimpico, la nostra analisi sarebbe la stessa, ovvero: perché nella seconda parte della gara odierna il Lecce è parso squadra maggiormente identitaria, più fresca sotto l’aspetto atletico, più organizzata a livello di fraseggio. Non è una provocazione, è ciò che abbiamo visto con il trascorrere dei minuti, soprattutto dopo la mezz’ora (scarsa) durante la quale la Roma ha fallito un calcio di rigore con Lukaku e sbagliato occasioni con l’attaccante belga, con Dybala, con Aouar.

Abbiamo visto il Lecce crescere, diventare dominante a livello territoriale, cominciare a percepire che la Roma era diventata “azzannabile” dalla trequarti in su. Il gol leccese era nell’aria, perché più numerose si erano fatte le incursioni di Almqvist e compagni. Segno che la partita da un po’ di tempo era diventata prevedibile e che ancora più prevedibile era diventata la Roma. Tardivi sono stati i cambi, definitivamente confusa è diventata la fase offensiva, pur con Dybala, Lukaku, Amoun, Belotti.

Questo abbiamo visto, nessuno può essere esentato dalla responsabilizzazione, dalla guida tecnica a ognuno dei giocatori che sono stati in campo e che, forse il segnale più preoccupante, sono andati progressivamente in calo di fiducia. Arriva in extremis il pareggio di Azmoun, meritato perché l’episodio è frutto di un’azione ben condotta da Zalewski e il primo a crederci è lo stadio: l’Olimpico ha fornito l’assist di un entusiasmo che ai giocatori sembrava essere venuto a mancare definitivamente nel secondo tempo. Quando si materializza il 2 – 1, è come se Lukaku fosse entrato da qualche secondo: Romelu diventa l’uomo del destino in un pomeriggio in cui era andato in scena il suo ologramma. Il bello del calcio, con tanto lavoro per i cardiologi.

Paolo Marcacci

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1 commento

  1. ADAMAS-----ALESSANDRO ha detto:

    ROMA VITTORIOSA e salentini scornati. GODOOOO !