Fermo immagine, Roma-Feyenoord: Svilar, le mani sulla Roma

Redazione RN
23/02/2024 - 0:18

Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Daniele De Rossi

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Fermo immagine, Roma-Feyenoord: Svilar, le mani sulla Roma

ROMA FEYENOORD MARCACCI – Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Daniele De Rossi.

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Svilar, le mani sulla Roma

Difficile scegliere un protagonista tra gli altri, per questa soffertissima qualificazione che ha tanti volti, sui quali la fatica ha moltiplicato la sofferenza. Potremmo parlare di più di un protagonista, partendo da un inesauribile Bryan Cristante fino a un Nicola Zalewski sui cui piedi il pallone dell’ultimo rigore pesava come un macigno. Però se pensiamo al massimo delle vibrazioni emotive della serata, non possiamo che chiedere a Mile Svilar i suoi stessi guanti, per applaudirlo con l’eco, quella delle sue imprese, cominciate molto prima delle sue due splendide parate sui rigori olandesi. Perché, per puntualizzare, quelli sono stati due rigori parati. È chiaro che abbiamo negli occhi i momenti topici delle due serie dal dischetto, ma dovremmo ricordarci che dopo il vantaggio del Feyenoord Svilar aveva compiuto un autentico miracolo sul tentativo di raddoppio degli uomini di Slot, che di per sé è valso un gol, perché la sua risposta è arrivata nel momento in cui la Roma era ancora disorientata. Come non parlare, poi, della risposta esibita sulla conclusione secca e tesa ricevuta improvvisamente sul primo palo all’ultimo giro di lancetta dei supplementari?
La Roma non ha soltanto avvicendato i titolari tra i pali per la seconda metà della stagione: la Roma, signori, ha trovato un portiere; lo ha trovato senza cercarlo, perché lo ha avuto in casa e per troppo tempo in panchina, a questo punto. Lo ha trovato per le stagioni a venire, finché sarà possibile; il ragazzo non ha soltanto un campionario di doti brillanti che ne evidenziano la completezza, ha anche le inequivocabili doti caratteriali del leader. Basta ammirarne la freddezza negli uno contro uno contro gli attaccanti che arrivano a campo aperto, oppure il decollo autorevole in presa alta chiamando la palla già quando parte il cross.

Il miglior commento, per definirne la completezza delle doti e la prestazione maiuscola, è nella sintesi delle sue dichiarazioni a caldo: – Ne ho parati due, potevano essere tre.

Paolo Marcacci

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