Fermo immagine: Losi, De Rossi, Ranieri, Pellegrini: stadio d’animo

Giacomo Emanuele Di Giulio
05/02/2024 - 22:47

Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Daniele De Rossi

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Fermo immagine: Losi, De Rossi, Ranieri, Pellegrini: stadio d’animo

ROMA CAGLIARI MARCACCI – Continua l’appuntamento con la rubrica di Paolo Marcacci al termine delle partite della Roma. Ogni post-gara un commento su quanto mostrato dagli uomini di Daniele De Rossi.

Losi, De Rossi, Ranieri, Pellegrini: stadio d’animo

Un estratto di appartenenza romanista con pochi eguali, figlio del calendario e del destino: sotto il segno e il simbolo di un capitano emerito, ovvero Giacomino Losi, si abbracciano Daniele De Rossi e Claudio Ranieri; ecco perché capisci che…er Còre de Roma non potrà mai smettere di battere.
Ci sono atmosfere da stadio per le quali sembra che la partita sia un dettaglio, visto il picco emotivo fino al quale si arrampica lo stato d’animo di un popolo intero; popolo, sì, perché abbiamo sempre detto che “tifoseria” per la gente della Roma è sempre stato un termine decisamente riduttivo. Basta un volto sullo schermo, immagini che il tempo ha sbiadito ma che al cuore pompano più sangue di prima; è in quei frangenti che i padri spiegano ai figli perché sono lì insieme, anche se i figli ancora non c’erano e i padri avevano meno anni di loro.

Figli di Roma, capitani e bandiere.

Il copione della gara inizia nel modo in cui si conclude, ossia con la Roma in dominio e il punteggio che si arrotonda in modo via via
più frustrante per il Cagliari, che subisce il gol di Pellegrini ai primi vagiti della partita e da quel momento in poi non riesce quasi per nulla ad attuare alcun “piano B”, nonostante i mestieranti del gol in avanti li abbia.

La notizia più confortante per i tifosi della Roma non è la proporzione rotonda del risultato, quanto il modo in cui lo stesso è maturato, sull’onda lunga della spinta del pubblico e anche di una certa assistenza dalle fasce, a cominciare dall’esordio decoroso di Angelino, omaggiato in modo importante dal pubblico. La Roma sin dall’inizio ha voluto non soltanto vincere la partita, ma farlo divertendosi: sorprendente è stata, ad esempio, la propensione a dialogare di prima da parte di tutti i “tenori” romanisti; in questo senso, esemplare è l’azione del 2 – 0, cominciata con un velo di Dybala lungo l’out destro è finalizzata dallo stesso Campione del Mondo, con in mezzo il ricamo di Pellegrini e un altro, decisivo velo da parte di Lukaku.

Ci sono gli avvicendamenti, nell’ultima parte, ovviamente pensando all’Inter; anzi: ci saremmo aspettati che certi cambi arrivassero prima, ma su questo discorso si innesta un’altro tema: la Roma stavolta non ha conosciuto smarrimenti, come con Verona e Salernitana. Non a caso, Daniele De Rossi aveva parlato di “condizionamento” atletico sintetizzando il lavoro delle ultime settimane.

Paolo Marcacci

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