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GREGGI BAVAGNOLI FEMMINILE INTERVISTA – “Una donna che gioca a calcio non si vede tutti i giorni, bello vedere quando una femmina fa uno sport differente rispetto alla danza. Mia madre voleva farmi fare danza classica ma quando mi ha visto giocare a calcio ha cambiato idea. Ho iniziato a Testaccio per due anni. Giocare con i maschi è diverso, avevo una fisicità diversa, loro avevano più forza fisica ma al livello tecnico sono allo stesso piano con i maschi”, queste le parole di Giada Greggi a Sky Sport durante la rubrica “La Giovane Italia”. La centrocampista della Roma Femminile ha parlato della sua carriera calcistica: “Entrare nella Roma è stato gratificante, il primo gol col Chievo Verona è stato emozionante. Ho esordito a 14 anni con la Fiorentina. A Montepulciano la prima convocazione in Nazionale e giocai la prima gara contro la Bielorussia. Il campo mi rappresenta: da introversa divento estroversa e do più confidenza e fiducia alle mie compagne. A scuola vado benissimo, la matematica mia appassiona di più rispetto alle altre materie. Abbiamo fatto una stagione straordinaria, bellissima. Merito di Bavagnoli che, prima di ogni match, ci dice di essere un gruppo, una squadra”.

Anche Elisabetta Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha parlato alla rubrica “La Giovane Italia”: “Per me il calcio è come una famiglia, è stata tutta la mia vita. Mi piace tanto costruire con un gruppo di giocatrici quel quid che serve. È un rapporto molto emozionale di cui le donne hanno bisogno: non ci sono solo campo, tattica e tecnica ma anche condivisione. Abbiamo bisogno di far appassionare le persone con tutta la bellezza delle donne, di un’atleta statuaria o di un’atleta con una frequenza di passi incredibile. Giada Greggi ha delle potenzialità sia dal punto di vista condizionale che tecnico eccezionale. Mi ritengo una persona autorevole, non autoritariaVorrei essere una persona su cui le mie giocatrici possano sempre cambiare. Credo di aver assimilato nella mia carriera tantissime sfumature, bisogna avere umiltà nell’affrontare le situazioni. Si vince anche quando non si vince, per esempio i tifosi ci hanno fatto vincere, è incredibile come ci abbiano supportato. Dobbiamo far innamorare la gente, continuare a far appassionare le persone. Non vorrei mai che l’attenzione e la consapevolezza che il pubblico sta percependo nei confronti del movimento calcistico femminile possano venire a mancare, perché stiamo costruendo un calcio che possiamo considerare sì diverso a quello degli uomini ma comunque ottimo. Abbiamo subìto per tanti anni con il pregiudizio e adesso è bello sentire tanti colleghi che chiedono di poter entrare nel calcio femminile e non per soldi. Poi il fatto che possa diventare un lavoro è una grande conquista, una grande vittoria”.