26 Settembre 2022

El Shaarawy, perché è la freccia in più nell’arco di Mourinho e quel particolare “feeling” con San Siro

L'apporto dell'attaccante giallorosso all'interno della rosa e il suo legame con Milano

Foto Tedeschi

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Arrivato per la prima volta a Roma nel gennaio 2016, l’avventura di Stephan El Shaarawy nella Capitale sembrava essersi conclusa dopo aver disputato una delle sue stagioni migliori a livello realizzativo in Serie A: 28 partite condite da 11 gol e 5 assist. Invece, la storia tra il Faraone e la tifoseria giallorossa è continuata. Dopo un inizio di stagione che lasciava presagire delle buone sensazioni in termini di prestazioni, contando anche le amichevoli pre-stagione, l’attaccante della Roma è stato però costretto a fermarsi a causa di una lesione del muscolo psoas della coscia sinistra. In tutto questo tempo El Shaarawy ha lavorato a parte con l’obiettivo di tornare in campo: le condizioni sono in via di miglioramento e lo Special One punta anche su di lui in vista del ritorno del campionato italiano.

San Siro, il passato e il presente di El Shaarawy

Subito dopo la sosta nazionali, la prossima partita della Roma in Serie A sarà tutt’altro che agevole poiché si troverà di fronte l’Inter di Simone Inzaghi. Entrambe le squadre sono reduci da una sconfitta rimediata lo scorso turno e vogliono subito rialzare la testa. In casa giallorossa avrà certamente un peso l’assenza in panchina di José Mourinho, espulso durante l’ultima all’Olimpico contro l’Atalanta, ma non ci sono soltanto cattive notizie.

Sarebbe infatti vicino il rientro in rosa di El Shaarawy. Il classe ‘92, fermo ai box dal match contro la Cremonese, sta continuando il suo percorso di recupero per poter essere a disposizione dell’allenatore portoghese e volare con il resto della squadra a San Siro. É proprio in quello stadio che, probabilmente, l’attaccante giallorosso è diventato “Il Faraone”. Dopo l’esperienza con il Milan, la Scala del calcio è diventata una trasferta per Stephan. Ciò nonostante, in maglia giallorossa, per ben 3 volte è riuscito a lasciare la sua firma durante la gara: contro la squadra rossonera durante le stagioni 2015/2016 (1-3, con l’aggiunta anche delle reti di Salah ed Emerson) e 2016/2017 (1-4, a segno Dzeko con una doppietta e De Rossi su rigore), oltre che contro l’Inter nel corso dell’annata 2018/2019 (gara terminata 1-1 con il pareggio di Vecino per i nerazzurri).

Se si dovesse chiedere a qualcuno della rosa della Roma come segnare a San Siro, El Shaarawy sa come si fa. Il numero 92 si deve ancora sbloccare, chissà che l’occasione giusta non possa arrivare proprio a Milano, magari subentrando dalla panchina. E non sarebbe la prima volta.

I numeri del Faraone sotto la gestione Mourinho: gol pesanti e spirito di abnegazione

El Shaarawy per Mourinho è quello che in termini calcistici si definisce il “dodicesimo uomo” della rosa. Non è un caso, infatti, che tutti i gol segnati finora dal Faraone siano arrivati oltre il 90esimo minuto, sempre nel campionato italiano. Tutte queste reti, però, hanno un comun denominatore: sono state siglate dalla panchina (per un totale di 3). Analizzando la scorsa stagione, con 27 presenze di cui 19 da subentrato, El Shaarawy non ha mai tradito la fiducia del tecnico portoghese, portando a casa gol che hanno fatto la differenza nel risultato finale.

Tali numeri sembrano un po’ “magri”, specie se messi a confronto con il dato totale dei minuti giocati (1211, cioè 45 per partita) ma c’è da considerare anche un altro aspetto. Nel momento di massima difficoltà della Roma, soprattutto in termini di assenze, il Faraone è stato schierato in ruoli inediti e lontani dalla sua consueta area di maggiore influenza: ad esempio, l’esterno sinistro a tutta fascia, che gli ha richiesto un maggior dispendio di energia.

Lo Special One considera il classe ‘92 come una sorta di “jolly”, in grado non solo di spaccare la partita con le sue giocate ma anche di dare un contributo alla squadra in diverse zone del campo. Con 13 contrasti realizzati su 15, nella stagione 2021/2022 l’attaccante giallorosso ne ha vinti l’87%. A testimonianza di ciò lo stesso El Shaarawy aveva dichiarato in una recente intervista: “Il mister è un grande motivatore, sa caricarti nella maniera giusta. Facciamo gruppo, siamo uniti, lavoriamo tutti per il bene della Roma e non del singolo. A me nello specifico chiede di fare tanta aggressione e pressione nella fase di recupero palla. Mi chiede di aiutare in fase difensiva. Vuole abnegazione da parte di tutti nel recupero del pallone”.

Marco Guerriero

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