30 Ottobre 2022

El Shaarawy, l’usato sicuro della Roma: la sua pericolosità offensiva in relazione ai minuti giocati

Il Faraone dimostra ancora di possedere alcune caratteristiche da attaccante puro, nonostante il suo progressivo allontanamento dalla porta

Foto Tedeschi

Giovedì sera in Finlandia, in occasione della sfida di Europa League contro l’Helsinki, Stephan El Shaarawy ha festeggiato nel migliore dei modi il suo trentesimo compleanno. In una partita trappola per la Roma, il Faraone ha fornito una prova sostanziosa, condita dal gol, assegnatogli d’ufficio dalla Uefa, che alla fine è risultato decisivo. Il suo contributo alla causa giallorossa c’è sempre stato, soprattutto da quando Mourinho siede in panchina. Come ha già dimostrato in altre occasioni, lo Special One considera il classe ‘92 la freccia in più da far entrare a gara in corso. Ma le qualità dell’ex Milan e Genoa non finiscono qui.

Il rapporto gol/assist nelle coppe europee

Con l’arrivo di Mourinho alla guida della Roma, Stephan El Shaarawy ha aumentato sempre più la sua precisione sotto porta. Sembra quasi un paradosso, specie se parliamo di una squadra come la Roma che ha una delle percentuali più alte di xG prodotti in campionato: 1,6 ogni 90 minuti. Prendendo sempre come riferimento il match contro l’Helsinki, la rete del secondo vantaggio giallorosso è arrivata sull’unica occasione creata in tutta la gara da Stephan: un tiro, un gol.

Paradossalmente, il bomber della squadra, ovvero Tammy Abraham, nella stessa partita ha calciato quattro volte in più segnando però soltanto una volta. Appena è stato buttato nella mischia, alla sua prima da titolare in Europa League, El Shaarawy ci ha impiegato poco più di un’ora per iscriversi al tabellino dei marcatori. Le coppe europee sono il suo habitat naturale. Nella scorsa stagione in Conference, infatti, in 8 presenze è andato a segno 4 volte collezionando anche un assist. Su 465 minuti totali giocati, ha conservato la media di un gol ogni 116.

Il paragone con gli altri calciatori della rosa: Shomurodov e non solo

Tra i “panchinari” della rosa che si avvicinano di più in termini di minutaggio, c’è ad esempio Eldor Shomurodov. Durante l’annata 21/22, l’uzbeko, collezionando un insieme di 396 minuti ha prodotto comunque molto meno del Faraone: 1 rete e 2 assist (sempre in riferimento alla Conference League). Ma i paragoni non finiscono qui.

Per quanto riguarda quest’anno, è da sottolineare anche un ulteriore aspetto delle caratteristiche di El Shaarawy. Mettendolo in relazione con gli altri esterni della rosa, cioè Karsdorp, Celik, Zalewski e Spinazzola, si può notare come la sua natura spiccatamente offensiva sia rimasta nonostante il progressivo allontanamento dalla porta. In campionato ha la più alta percentuale di precisione nei passaggi: 79% (il secondo è Zalewski con 78).

In più, è il calciatore della Roma che è andato più volte al tiro (5), centrando sempre lo specchio della porta. Rispetto agli altri “compagni di reparto”, alcuni dei quali si fermano a malapena a tre tentativi (sia fuori che in porta), il Faraone è colui che ha giocato di meno: 6 presenze in Serie A (197 minuti totali). Le stesse di Rick Karsdorp, ma l’olandese, al contrario, è molto lontano dalla produzione realizzativa del numero 92.

Marco Guerriero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.