• El Shaarawy, Dzeko, Florenzi e Perotti: otto anni fa il poker della Roma contro la Lazio

    Marco Guerriero
    03/04/2024 - 15:00

    Otto anni fa, il 3 aprile 2016, la Roma di Spalletti otteneva una vittoria schiacciante nel derby contro la Lazio: il racconto del match

    El Shaarawy, Dzeko, Florenzi e Perotti: otto anni fa il poker della Roma contro la Lazio

    ROMA LAZIO DERBY – Nel corso della sua storia, il derby capitolino ha sempre regalato emozioni autentiche e mai banali. Racconti di uomini entrati a far parte dell’etere romano grazie ad una rete, per maggiori informazioni chiedere a Giovannelli, Cassetti e Yanga-Mbiwa, una giocata, come il triplo sombrero di Cafu su Nedved e il tacco di Mancini, oppure prestazioni memorabili di singoli, ad esempio Montella e Totti, giusto per citarne due. In questo ventaglio generazionale di partite, c’è un po’ di tutto.

    Roma è la città eterna, e senza tempo lo sono anche le stracittadine, che si trascinano ricordi indelebili, a volte catturati in una foto, magari un po’ ingiallita o salvata da qualche parte sul cellulare, altre ancora nella prima pagina di un giornale. Il teatro dell’Olimpico ha ospitato le faide più aspre tra giallorossi e biancocelesti, concentrando in 90 minuti la passione di un intero popolo. Alcuni match vengono ricordati tutt’oggi, come quello del 3 aprile 2016, esattamente 8 anni fa, quando la Roma di Luciano Spalletti schiantò la Lazio di Stefano Pioli con un sonoro 1-4.

    Roma, otto anni fa la vittoria roboante contro la Lazio

    Alla trentunesima giornata del campionato 2015/2016, Roma e Lazio vivono due situazioni di classifica completamente opposte. I giallorossi, ad un passo dal baratro dopo l’esonero di Garcia, a gennaio sono stati risollevati da Spalletti, che ha preso la squadra in corsa e l’ha portata a fare un filotto, fino a quel momento, di otto vittorie e un pareggio nelle ultime nove. I biancocelesti guidati da Pioli, invece, dopo la sconfitta contro il Sassuolo, arrivano all’appuntamento con due pareggi e un successo contro l’Atalanta. La Lazio è ottava, fuori dalle coppe, mentre la Roma tallona il Napoli per il secondo posto che, al contrario del terzo posto, a quei tempi voleva dire qualificazione diretta in Champions League.

    Stati d’animo differenti, ma si sa, quando c’è il derby, i valori si azzerano e la nomea di favorito o sfavorito sparisce completamente. La compagine del tecnico toscano si schiera con un 4-3-3. In porta Szczesny, terzino destro Florenzi, insignito della fascia di capitano, la coppia di centrali Manolas-Rudiger e sull’out di sinistra Digne. A centrocampo De Rossi rimane in panchina, e ci starà per tutta la durata del match. Al suo posto ecco Pjanic, supportato da Nainggolan e Keita mezzali. Davanti il tridente “leggero” formato da Salah, Perotti ed El Shaarawy.

    Lazio-Roma 1-4, il racconto del match

    Il derby si mette subito sui binari giusti per la Roma. Dopo appena un quarto d’ora di gioco, i giallorossi sono avanti con il colpo di testa di El Shaarawy su cross pennellato di Digne. “Lo attacco sempre un po’ per questa mania dei capelli. Mi ha azzittito facendomi vincere un derby con un gol di testa, ho promesso che non gli dico più niente”, così De Rossi scherzerà qualche mese dopo dal ritiro della Nazionale. All’intervallo si va a riposo sul risultato di 1-0 per la squadra di Spalletti, con Pjanic che prende anche un palo da fuori area. Un destro a giro scagliato all’altezza della lunetta, su cui Marchetti rimane immobile.

    Nella ripresa il tecnico toscano fa qualche cambio: fuori il Faraone, dentro Dzeko. Passano cinque giri di lancette e al 65′ il bosniaco appoggia in rete a porta vuota il pallone del 2-0 dopo il secondo legno della gara centrato dai giallorossi, questa volta a opera di Perotti. Potrebbe essere l’occasione per sferrare l il colpo del KO, ma la Lazio rinsavisce e si rende pericolosa nell’arco di pochi minuti. Prima il difensore Hoedt di testa prende il palo, poi Szczesny devia sulla traversa un tentativo ravvicinato di Parolo. Il centrocampista ribadirà in rete più tardi (76′), complice l’uscita sbagliata dell’estremo difensore polacco su Klose che lascia completamente la porta libera per il tap-in facile.

    Si tratta di un attimo, però. Nel momento di massima spinta, gli uomini di Pioli subiscono la doccia gelata del 3-1 di Florenzi all’83, realizzato al volo con un destro chirurgico all’angolino. Quattro minuti dopo, ci pensa Perotti a mettere il sigillo alla partita. Conduzione personale palla al piede fino al limite e sinistro a giro che batte Marchetti. L’argentino cala il poker, corre sotto la Curva Sud e con le mani fa il cuore verso i tifosi. Finisce qui, con la Lazio che chiude in dieci uomini a causa dell’espulsione di Hoedt nel finale. L’epilogo della Serie A 2015/2016 vede la Roma di Spalletti al terzo posto, distante due lunghezze dal Napoli, e un play-off da giocarsi per accedere alla prossima Champions League. La Lazio, invece, conclude in ottava posizione, mentre Pioli viene esonerato dopo la sconfitta nel derby.

    Marco Guerriero

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    1. La Lazio non credo che sia il Brasile, non ricordo più l’ultima volta che abbiamo vinto.
      È ora di tornare alla vittoria

    2. Io mi ricordo una sostituzione assurda di Spalletti, fece entrare Iago Falque al posto di un centrocampista, e la lazio prese in mano il centrocampo, oltre a due traverse. Per fortuna che Florenzi, con quel tiro al volo riaggiustò la partita a favore nostro. Sarebbe stato anche questo l’ennesimo derby perso dal fenomeno..

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