9 Agosto 2009

Ecco chi vuole la Roma

 
(IL MESSAGGERO) – Che sia lo “scapolo d’oro” di Russia, oggi, Mikhail Prokhorov, classe 1965, accredidato come possibile acquirente della Roma calcio, non c’è dubbio. Il più ricco, il più alto – 204 cm, precisa lui stesso – nel suo portafogli ha anche le miniere di Polyus Gold, prima compagnia aurifera russa. Fino a poco fa il mondo lo conosceva soprattutto per i suoi eccessi. Come in quel gennaio 2007, quando la polizia francese lo beccò tra gli chalet di Courchevel in Svizzera con 22 “amici miliardari”, tante fanciulle in fiore e banconote ovunque, a festeggiare il capodanno russo. Fu arrestato per favoreggiamento della prostituzione, poi rilasciato. «Un enorme danno di immagine» commentò, «un complotto contro di me». Lui che si fa vedere spesso in giro al fianco di modelle sul suo jet o uno dei 3 yacht, dalla Costa Azzurra all’Italia, e considera il far festa una “filosofia di vita”. O per quello “scherzetto” del maggio 2007, giorno del suo 42esimo compleanno, quando rischiò per una scommessa di far piangere decine di fan: proponendo di sposare alle Maldive, di fronte a 700 invitati, «la prima incontrata per strada», per poi divorziare dopo 5 giorni.
Ma oggi per i russi “party-man Misha” è soprattutto l’oligarca miracolato: quello che tra tutti i paperoni russi è uscito meglio dalla crisi economica, arrivando quest’anno a conquistare il trono di paperone di Russia, mentre gli altri cadevano rovinosamente. Pur dimezzando il proprio patrimonio (oggi ammonta a “soli” 14.1 miliardi di dollari). Fortuna? Forse. Ma soprattutto fiuto: che nella primavera 2008, quando la Russia è isola felice nel mare della crisi mondiale, lo porta a vendere la sua quota di Norilsk Nickel, gigante russo dell’alluminio, a Oleg Deripaska, primo riccone del paese, per 7 miliardi di dollari. Crollato il barile insieme al rublo, mentre i colleghi affondano lui si dà alla campagna acquisti. A prezzi stracciati: Renaissance Capital, una delle maggiori banche di investimento russe, nanotecnologie, RusAl.
La sua fortuna, il “re dei metalli”, comincia a costruirsela negli anni 80 sovietici vendendo jeans, la merce più ambita al mercato nero. Lui che si era laureato in finanza nel 1989, fino al 1992 è negli uffici della prima banca sovietica, che lo porterà al salto negli anni 90, caduta l’Urss: era del capitalismo selvaggio, un pugno di spregiudicati e giovanissimi finanzieri come lui si accaparrano per poche lire le industrie chiave dell’ex Impero. Entra nel board della Onexim, tra le prime banche private russe, e nel 1996 col socio Potanin acquista Norilsk Nickel, il piu grande produttore al mondo di nickel e palladio. Il quartier generale è nella omonima cittadella 1900 km nordest di Mosca, un ex gulag. In pochi anni ne fa una delle prime società estrattrici al mondo (sostituendo i vecchi rompighiaccio nucleari che trasportano i metalli nel gelido Mar di Barents con moderne fregate finlandesi), coopta compagnie in Usa e Canada.
Tra i big tycoon russi resta l’unico ancora non maritato, tra i flirt attribuitigli c’è la ex top Naomi Campbell, che però alla fine gli ha preferito un altro russo, un po’ meno ricco. In Russia, si sa, è impossibile restare ricchi se il potere non lo vuole. Considerato da sempre vicino al Cremlino, nel 2006 Vladimir Putin gli ha conferito l’Ordine dell’Amicizia. E per ripulirsi un po’ l’immagine, lui s’è dato alla filantropia: il Fondo Prokhorov gestito dalla amata sorella Irina, finanzia università e istituti religiosi, ma soprattuto club sportivi come Cska Mosca, hockey e calcio. È presidente della federazione russa di biathlon, e la passione per lo sport è testimoniata anche dagli ultimi post sul suo blog personale nel popolarissimo LiveJournal russo: con foto delle sue prodezze sull’acquascooter. Intanto ha deciso di trasferirsi a Yeruda, Siberia, 5mila km da Mosca, 88 abitanti. «Non è per evadere le tasse», giura, ma per contribuire alle finanze del villaggio: che sta seduto sulle riserve d’oro. Addio Costa Azzurra?

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