“TONI ASPRI“, L’EDITORIALE–  Una vittoria eccezionale. Di quelle che ‘pesano’ come macigni e fanno ‘volare’ leggeri e felici. La vittoria di un uomo che ha deciso di ‘ridisegnare’ la Roma e rimettere ognuno al proprio posto. Una vittoria di un presidente che ha ‘ripreso’ in mano la sua azienda. Un’azienda che progetta passioni e persegue i risultati, rendendo felici i tifosi.
Si, signori: è soprattutto la vittoria di Pallotta. Uno ‘zio d’America’ che ha portato a Trigoria il ‘grande centravanti’ quando in pochi credevano lo prendesse veramente.  Un patron dai connotati italiani che ha chiesto a Sabatini acquisti intelligenti, avallandone scelte oculate ma, al tempo stesso, coraggiose scommesse. Un ‘capo’ che ha chiesto a Garcia di dare alla Roma un nuovo look, sfruttando al meglio un capitale tecnico che pochi possono vantare. I primi segnali si sono visti: Florenzi resta terzino, Castan riposa e sogna il ‘grande ritorno’, Pjanic inizia ad esaltarsi come un vero ‘progetto’ di campione, i nuovi arrivati mettono in vetrina velleità e doti, Iturbe non parte più e Gervinho resta ‘finalmente’ in panchina. Unico neo: una passerella per Totti sarebbe stata d’uopo…
Ma questa è materia per nostalgici e innamorati di quel talento di Porta Metronia che non smetterà mai di farci amare un calcio fatto di giocate da vero, unico, inimitabile numero dieci. La ‘sua’ prima vittoria contro la Vecchia Signora, caro Garcia, merita brindisi ed elogi. Il cammino è lungo ma certe iniezioni di fiducia rivitalizzano, compattano, fanno tornare il sereno e nascondono, d’incanto e per qualche prezioso giorno, mugugni, errori, dichiarazioni sbagliate e discutibili scelte tecniche. Ora, in un pomeriggio di agosto, un tris formato dal Destino, da Pallotta e da una Juve in crisi di identità e alle prese con i veri postumi del ‘dopo Conte’, le hanno consegnato le armi della riscossa. Spetta a lei lucidarle, farle brillare al sole del campionato e lanciare l’assalto ad una stagione che può diventare interessante. Molto interessante.

Fabrizio Aspri

13 Commenti

    • Ieri nella telecronaca di Sky erano più intenti nel fare supposizioni su quando fosse entrato Totti, piuttosto che sul commentare l’ottima prestazione della squadra. Dopo le tre sostituzioni il commento è stato “chissà come la prenderà”. Io penso che il capitano ha capito la situazione e l’ha capita, ma i giornalisti ci ricameranno su per tutto il campionato. Mi chiedo cosa succederà quando la squadra, senza di lui, perderà

  1. Pallotta nemmeno sapeva chi fosse Dzeko 😀
    Bisogna ringraziare Sabatini e soprattutto il City, che ci ha permesso di prenderlo a prezzo di saldo, partendo addirittura da un prestito oneroso.
    Altrimenti pure quest’anno il grande centravanti sarebbe rimasto solo un sogno…

      • Non credo proprio che una società seria cambi ds perché qualcuno lo accusa di essere laziale 😀
        Sabatini vende bene i giocatori, e la Roma arriva ormai costantemente in Champions, per cui Pallotta ha fatto l’unica scelta possibile per un proprietario di una squadra di calcio…

  2. Ahahahahah ma Dzeko chi è??? Solo a Roma ci accontentiamo di questi nomi….fosse poi un fenomeno….avesse preso Messi pure pure…..che tristezza….per una vittoria casalinga risicata con la Juve che momenti pareggia…..ma svegliatevi!

    • Misa che hai sbagliato sito. Il tuo si chiama Lazionews.eu
      Anzi se riesci a criticare Dzeko datti proprio alla pallavolo o al cricket vedi te.

    • Lallo ce fai un piacere…te lo dico cantando:”TE NE VAI O NO…TE NE VAI SI O NO”..ormai sei TANATO….segui il mio consiglio
      . rassegnati alla mediocre stagione della tua squadra inizia nel Migliore dei modi..PS PURE NONNO MATRI HA COMPRATO IL GRANDE LOTIRCHIO….ORMAI SIETE LA S.S.VILLA ARZILLA….

  3. Caro Sig. Lallo, il Sig Totti ha smesso di essere un calciatore diversi anni fa. Fossi in lei me ne farei una ragione, magari potete sentirvi e la domenica pomeriggio uscire insieme. In bocca al lupo

    • Caro Sig. Fede,

      mi spiace per lei ma siete sulla stessa lunghezza d’onda di Lallo che non perde occasione per insultare il Capitano (come chiunque indossi la maglia giallorossa, giocatori e dirigenti). La differenza è che Lallo è laziale. Io mi farei qualche domanda.

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