15 Settembre 2022

Dybala-Zaniolo, questione di feeling. Finalmente Belotti. Pellegrini, gara di pancia

Foto Tedeschi

Era necessario essere all’altezza dei 60mila dell’Olimpico stasera in una gara che già poneva pressione sulle spalle della Roma. Dopo un primo tempo non indimenticabile, i giallorossi sono usciti fuori, anche con la qualità dei singoli. In gol Dybala dopo appena 69 secondi, poi Pellegrini, ed è arrivato anche il primo sigillo di Belotti. Il tabellone poteva indicare numeri più ampi, perchè le chance i giallorossi le hanno avute, e tante, è mancata un po’ di freddezza davanti la porta. Oggi tutti promossi, e il ritorno di Zaniolo ha già dato i suoi frutti. Il 22 ha dispensato gioco e assist. La ‘Joya’ entra e svolta la gara, e Pellegrini torna al gol. Bene anche l’ingresso di Camara.

Le pagelle

Rui Patricio 6: Vede fantasmi dalla Bulgaria quando Hoskonen gli sbuca davanti con un colpo di testa, ma il palo lo salva. Il resto del primo tempo si chiude senza altri patemi d’animo. Chiude la porta a Browne con un’ottima uscita, ma c’era offside evidente. Per il resto, ordinaria amministrazione, fatta eccezione per un intervento con i pugni su una punizione avversaria allo scadere. Spoiler, aveva preso anche quella.

Mancini 6 : Lotta, sempre e comunque. A volte al limite della ‘legalità’. Si stufa di stare in difesa e decide di partecipare all’assedio giallorosso, anche lui senza successo. Almeno nel primo tempo. Si fa male alla caviglia pur di fermare l’incursione di Browne, che era in evidente fuorigioco. Poi si riprende e a punteggio acquisito può gestire palla insieme ai compagni.

Viña 6: Rispolverato in veste difensore centrale, l’uruguagio non si fa intimidire. Quando può, lo si vede fare incursioni in avanti, alla ricerca di corridoi non sempre precisi per i compagni. Esce all’intervallo per lasciar posto a Dybala. (Dal 45’ Dybala 7,5: il primo pallone toccato, letteralmente, entra in rete. Ed è una palla che scrolla ansia dalle spalle della Roma. Gli bastano 69 secondi per la rasoiata mancina vincente. E poi sul palco Olimpico mette in scena tutto il repertorio e si diverte come un bambino con gli acquerelli. Giocate di classe, traiettorie disegnate per i compagni e un contributo sempre più decisivo, unito ad una condizione fisica invidiabile ne fanno, al momento un’arma affilata. Affilata come un diamante. O meglio, come una ‘joya’)

Ibañez 6: Praticamente al primo intervento difensivo prende il giallo per fallo su Hetemaj. E rischia anche su un secondo intervento. Sembra un po’ più scarico rispetto alle uscite precedenti. E anche in virtù del giallo Mourinho lo fa riposare un tempo (Dal 45’ Smalling 6: ha poche grane per le mani, fa il suo senza sbavature e senza neppure spettinarsi il codino)

Karsdorp 6: Deve tenere il confronto con Celik, i cross non sono ancora precisi. Sbarra la strada a Browne per buona parte della gara, e sul 2-0 deve preoccuparsi solo di trovare i giusti corridoi per incrementare lo score giallorosso.

Matic 6,5: Si improvvisa anche Spinazzola e mostra qualche numero sulla fascia. A centrocampo però mette ordine e sbuca puntuale quando c’è da rimettere a posto gli equilibri. Nella ripresa può rilassarsi, perché gli avversari non gli danno molti grattacapi. Tanto che anche lui prova a ritagliarsi spazio sul tabellino con una sassata mancina da fuori area.

Cristante 6,5: Dialoga meglio con Matic, e non si nega qualche galoppata in avanti. Il suo cross alla mezz’ora sul secondo palo può valere il vantaggio, ma il portiere avversario ci mette una pezza. Decide di mettersi anche in proprio con un destro ruvido da fuori area, che quasi si rivela vincente. E ci prova più di una volta, perché capisce che è il tipo di serata dove può esserci spazio per tutti. Prende un giallo evitabilissimo. (Dal 64 Camara 6,5: Entra in una fase distesa della partita, e si adatta al clima rilassato dei compagni. Gestisce con disinvoltura i palloni e si inserisce bene nelle geometrie di squadra. Si toglie pure lo sfizio del tiro, di poco fuori).

Spinazzola 6: Tunnel e dribbling, poi prova una sgasata delle sue. Sta ricaricando le pile, e si vede. Ma in fase difensiva c’è da migliorare, perché si perde Hoskonen che fa sudare freddo Rui Patricio colpendo il palo. E a fasi alterne cambia anche lato. Nella ripresa rifiata un po’, perché la Roma è più in controllo.

Pellegrini 6,5: Prova a dialogare con i ‘nuovi’ compagni di reparto Belotti e Zaniolo, poi spara sulla barriera la punizione guadagnata da Belotti. Prova a rifarsi con un numero in area, ma si allunga la palla al momento del cross decisivo. Non trova fortuna neppure di testa. È fortunato dopo, quando butta dentro di pancia un’azione tutta di Zaniolo. Ma era stato lo stesso numero 7 a servire Dybala per l’1-0. Gol e giocate e anche un po’ di riposo in vista dell’Atalanta. (Dal 68’ Bove sv: C’è tanta voglia da parte di Edoardo di guadagnarsi spazio).

Zaniolo 7,5: Ha tanta voglia di fare, e subito prova a riprendere da dove aveva lasciato, ma il suo mancino è troppo debole. Cerca la via della porta come i cavalieri cercavano il sacro Graal, e ci prova da ogni zolla. Poi ispira Belotti con un colpo di tacco. Il ‘Gallo’ ricambia il favore, ma l’appuntamento con il gol è da rimandare. Va detto, ne ha sempre 3 intorno, minimo. Poi si porta dietro tutti quanti e alla ripresa con una galoppata delle sue rende la vita facile a Pellegrini e propizia il secondo gol. Con Dybala la sintonia è acclarata. E fa segnare pure Belotti. Se avesse avuto un po’ di tempo in più, oggi avrebbe fatto segnare anche Rui Patricio. Straripante. (Dal 75’ Abraham sv: Un po’ di minuti per caricarsi in vista dell’Atalanta, mantiene gli occhi fissi sulla porta.)

Belotti 7: Lingman gli fa un regalo per la titolarità e gli consegna praticamente palla. Il ‘Gallo’ pregusta il primo acuto, ma Tenho lo stende al limite dell’area, un intervento che gli costa l’espulsione. Prende colpi per buona parte di gara, ma tiene botta. Non riesce a sfruttare il bel colpo di tacco di Zaniolo. E poi è lui a servire Pellegrini con il tacco. I compagni lo cercano, vogliono il suo sigillo. Ci riesce Nicolò, e stavolta la cresta di Andrea è tutta per la Sud. Il primo gol in giallorosso,  tra le mura amiche, e il primo non si scorda mai.

Mourinho 7: Sfodera qualche cambio a sorpresa dal suo cilindro nella formazione iniziale, ad esempio Viña in difesa. E Dybala a riposo. La sua Roma ridisegnata fa gioco, senza graffiare, ma è padrona del campo e rischia praticamente nulla. E da quando si trova in superiorità numerica prende coraggio, ma ancora senza far male. Mou allora capisce che serve la spinta, e mette dentro Dybala alla ripresa. Mossa vincente. Perchè i giallorossi passano in vantaggio, chiudono la gara e si divertono in campo.

M. Teresa Tonazzi

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