21 Luglio 2022

Dybala, una Joya Capitale: “Non vedo l’ora di giocare. Era destino che arrivassi alla Roma”

L'argentino è pronto per iniziare la nuova avventura nella capitale

E’ arrivata ieri mattina la notizia che tutti i tifosi romanisti aspettavano ormai da due giorni: l’ufficialità di Paulo Dybala alla Roma. Dopo aver raggiunto i nuovi compagni in Portogallo e aver seguito il secondo tempo dell’amichevole contro lo Sporting Lisbona in tribuna vicino ai Friedkin, il calciatore argentino ha firmato il contratto che lo lega ai giallorossi per tre anni ed è pronto per iniziare la nuova avventura nella capitale.

Joya Capitale

Prima il suo volto lanciato sui social alle 12, poi il tweet con la campagna associata a Missing People e infine il comunicato, lanciato dai canali del club poco dopo le 12.30. Così la Roma ha ufficializzato Paulo Dybala, si legge su La Gazzetta dello Sport, mentre Paulo era a sudare da solo sul prato dell’Estadio Municipal di Albufeira.

Nel pomeriggio poi il primo allenamento con i nuovi compagni sotto gli occhi attenti di Dan e Ryan Friedkin, che sui social lo hanno accolto così: «Chiunque sembra migliore in giallorosso. Benvenuto alla Roma». Archiviati i contratti, le foto, le firme e la prima intervista rilasciata ai canali del club, Dybala si è potuto dedicare più accuratamente alla conoscenza dei compagni. Guidato da Spinazzola, con cui aveva già un profondo rapporto di amicizia ai tempi della Juventus.

«Sono molto felice di poter iniziare, è stato tutto molto veloce. E io avevo voglia di conoscere i miei compagni, l’allenatore e chi lavora per la Roma. La chiamata del mister, del direttore, l’aver potuto parlare coi proprietari sono stati tutti punti molto importanti, mi hanno dato certezze. Il mister poi è stato molto chiaro con le sue idee, è uno dei motivi più importanti nella mia scelta. Tutti sappiamo cosa rappresenta
nel calcio, le sue chiamate mi hanno emozionato. Ho avuto la fortuna di giocare con i più grandi e ora
posso lavorare con uno degli allenatori più importanti della storia del calcio.» La voglia di vincere e infine la maglia, con la scelta della 21. «Il direttore mi aveva proposto la 10, ma credo che quel numero debba essere ancora di Totti per ciò che ha fatto e che rappresenta. Ho ringraziato, ma c’è bisogno di rispetto
e responsabilità per quella maglia. Un giorno magari potrò indossarla, ora sono contento con
il 21, che è il numero con cui ho iniziato a vincere. E con cui spero di vincere anche qui».


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.