Dragoni, Sole 24 ore: ´La Roma? Non mi risultano trattative concrete´

14/06/2009 - 0:00

 
Gianni Dragoni, giornalista de Il Sole 24 ore, intervenendo a La Signora in Giallorosso, fa il punto sulla questione societaria della Roma: “A me non risulta che esistano trattative concrete, a meno che nelle ultime ore non sia accaduto qualcosa di nuovo. Riguardo Fioranelli, non si è mai capito chi sia la società di diritto svizzero cui Fioranelli fa riferimento. Chi rappresenta. La famiglia Sensi, come dichiarato nei comunicati, ha valutato la cosa, ma il tutto si è svuotato. Non so perché Fioranelli abbia agito in questo modo, certo è che le azioni in Borsa hanno subito diverse impennate, anche considerevoli”. Dragoni chiarisce anche la struttura del debito del Gruppo Sensi nei confronti di Unicredit: “Faccio riferimento all’ultimo bilancio conosciuto, quello del 2007: il Gruppo Italpetroli, nel complesso, ha un esposizione pari a 364 milioni, 274 dei quali nei confronti di Unicredit. Il debito, nonostante la banca detenga il 49 per cento delle azioni di Italpetroli, appartiene completamente al Gruppo Sensi. La quota che detiene Unicredit, in realtà, è quella utilizzata per ripianare parzialmente il debito verso quella che, a suo tempo, era la Banca di Roma, poi assorbita da Unicredit”. La situazione, quindi, resta di difficile soluzione: “Di questa vicenda hanno parlato in molti, compreso Angelini che, comunque, non ha fatto ancora nulla. Non mi risulta che abbia presentato un’offerta”. Eppure alcuni si sono esposti in maniera importante: “Non so perchè lo facciano. La Consob, però, ha convocato Fioranelli proprio per vederci chiaro. Da quanto mi risulta lui ha sempre detto di avere i soldi, ma non ha mai presentato offerte o fornito delle garanzie. Fioranelli è un muro di cartone. Riferirsi a una società svizzera è lo schermo ideale per nascondere qualcuno”. E gli altri?: “Angelini i soldi per portare a termine l’operazione li avrebbe, ma non ha presentato offerte. I libici non hanno di certo problemi di soldi, ma sono interessati soprattutto ad entrare in compartecipazione con aziende quali Enel, Eni e Telecom”. In sintesi: “La Roma è in vendita, ma non ha offerte”.

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