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ROMA-BOLOGNA, L’ALTRA PANCHINA – Voglia di trasmettere dalla panchina ciò che era in grado di fare sul terreno di gioco. E’ questa la caratteristica che contraddistingue Roberto Donadoni, allenatore di un Bologna alla ricerca della vittoria in Serie A dopo una sequenza di risultati non esaltanti. Domenica, alle 20.45, i felsinei affrontano la Roma, seconda in classifica, sul palcoscenico dello Stadio Olimpico: la sfida è lanciata.

DAL CAMPO ALLA PANCHINA – Lombardo, di Cisano Bergamasco, Donadoni è protagonista di una carriera da calciatore densa di successi. Dotato di una tecnica cristallina e di duttilità, riesce a vincere con il Milan sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe Europee e quattro Supercoppe Italiane. Nel 2000 decide di appendere gli scarpini al chiodo e di intraprendere il percorso da allenatore. La ‘nuova vita’ non inizia, però, nel migliore dei modi: dal 2001 al 2003, sulle panchine di Lecco, Livorno e Genoa, colleziona, tra Serie C1 e B, tre esoneri e due decimi posti.

L’ASCESA – Dopo una ‘pausa’, il presidente del Livorno, Spinelli, lo richiama, nel gennaio 2005, alla guida della squadra, che milita in Serie A. Donadoni ottiene, alla prima stagione, un nono posto e viene confermato dalla società. L’annata seguente (20052006), nonostante gli ottimi risultati sul campo, il rapporto con la dirigenza si logora e il mister si dimette a febbraio, lasciando gli amaranto al quinto posto in classifica. Nel luglio 2006, arriva la grande opportunità: la panchina dell’Italia. Il tecnico non ci pensa due volte e accetta, ma l’esperienza non è esaltante. Nonostante la qualificazione alla fase finale dell’Europeo del 2008 e l’eliminazione ai quarti di finale (contro la Spagna) solo ai calci di rigore, non viene confermato dalla Federazione.

LE DIFFICOLTA’ – Terminata l’esperienza con la Nazionale, per il tecnico si apre un periodo complicato: nelle stagioni 20092010 e 20102011, si siede, in Serie A, sulle panchine di Napoli e Cagliari, venendo esonerato in entrambe le occasioni, a causa dei mancati risultati e di divergenze con le società. L’esperienza forse più significativa, però, è quella con il Parma, compagine che guida dal gennaio 2012 al 2015. Con gli emiliani, Donadoni ottiene, nelle prime tre stagioni, un settimo (20112012), un decimo (20122013) ed un sesto posto (20132014), riuscendo anche a conquistare, grazie ad una buona qualità di gioco espressa, l’accesso ai preliminari di Europa League, poi negato per difficoltà economiche della proprietà. Nel 20142015, infatti, la società Parma ‘crolla’, in preda a problemi finanziari: il club fallisce e il mister resta, insieme a gli altri tesserati, svincolato.

IL RILANCIO – Nell’ottobre del 2015, Donadoni diventa il nuovo allenatore del Bologna, subentrando a Delio Rossi. Alle prese con una situazione difficile, riesce a salvare la squadra, portando in auge il suo 4-3-3 e posizionandosi al quattordicesimo posto in Serie A. Il resto, è storia recente. Il mister viene confermato nella stagione corrente alla guida del club felsineo: l’avvio di campionato è altalenante, condizionato dagli infortuni. Dopo undici giornate, il Bologna è quindicesimo con tredici punti e non vince da sei partite. Domenica, trasferta all’Olimpico contro la Roma di mister Spalletti: Donadoni e la sua truppa cercano il colpo grosso per rilanciarsi.

Mattia Emili