L’ex di Roma e Lecce, Alberto Di Chiara
, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Power Station ha detto la sua sul match tra le due squadre (in scena domani, ore 20.45, al “Via Del Mare”) e sul momento dei due club:
“Lecce-Roma è una partita alla portata della Roma, il tasso tecnico della squadra non si discute ma è sulla testa e sull’atteggiamento che si dovrà tenere alta la concentrazione. La squadra ha reagito bene alle dimissioni di Ranieri e all’arrivo di Montella: Bologna e in parte Parma sono state una buona partenza. Il Lecce era partito come cuscinetto e invece oggi, tra le candidate alla retrocessione, è quella che si sta comportando meglio. La Roma dovrà fare attenzione e non farsi condizionare da tutto quello che le gira intorno. La continuità la si raggiunge tappa dopo tappa. E così la Roma dovrà vivere il suo futuro partita dopo partita cercando di impegnarsi e concentrarsi al massimo”. “Ho letto di un ritorno di Mourinho alla Roma”, continua Di Chiara, “non so se si tratta di fantascienza, ma di sicuro è un allenatore che costa quasi come Messi. Bisognerà chiedere a Unicredit, ma Mourinho a Roma sarebbe un evento clamoroso che prima di accarezzare bisogna valutare dal punto di visto economico. Di sicuro la comunicazione romana ne trarrebbe beneficio”. Chiusura dedicata agli affetti: “Al di là delle soddisfazioni che mi sono tolto a Lecce e dimenticando quell’episodio eccezionale quanto doloroso per i tifosi romanisti (Roma-Lecce 2-3, 1986, ndr), io sono romano e il mio cuore tende di più verso i colori giallorossi. Quella giornata fu clamorosa. Giocavo con mio fratello e tornammo a Roma, nel quartiere di fede giallorossa di Cinecittà un po’ timorosi. Invece non accadde niente, la gente era rimasta ammutolita dentro lo stadio. Incredula. Sento parlare di voci di combine, come sempre accade di fronte ad eventi clamorosi come quella partita. Certo, si potevano evitare alcune manifestazioni come il giro di campo di Dino Viola come se lo scudetto fosse stato già vinto mentre si era ancora appaiati alla Juventus. Episodi così danno sempre quel pizzico di cattiveria in più che in campo ti rende impermeabile a qualsiasi tipo di messa in scena.”