DERBY ROMA LAZIO – Paulo Fonseca non aveva illuso: “Vogliamo regalare il derby ai tifosi”. Promessa mantenuta.  Nella sua ultima partita allo stadio Olimpico, regala e si regala una vittoria che vale più per defenestrare la Lazio definitivamente dalla corsa all’ultimo posto in Champions League, che per la classifica della Roma stessa. Dopo un primo tempo non convincente – il primo squillo verso la porta biancoceleste arriva solo alla mezz’ora – la Magica riesce ad andare negli spogliatoi in vantaggio grazie a Mkhitarian, in gol per tre gare di fila (non gli era mai successo!). Funziona la premiata ditta con Dzeko che gli ha servito l’assist nel match di mercoledì con l’Inter e oggi con la Lazio. Un bosniaco che nelle ultime giornate si trova meglio nei panni di rifinitore più di bomber.

LEGGI ANCHE
La Roma vince il derby e Mourinho esulta: “Complimenti alla squadra e a mister Fonseca!”

Il derby Roma – Lazio nel segno dei vecchi e dei giovani

La Roma  fa suo il derby nella ripresa. Convinta dei suoi mezzi, come sempre avremmo voluta vedere in questa stagione di rimpianti, e complice una Lazio non al meglio, annulla gli avversari nella seconda parte del match grazie anche ai “panchinari”. A Fonseca in questa stagione non gli era riuscito quasi mai di incidere su un risultato con le sue scelte da bordo campo. Solo il Crotone (con zero reti) ha fatto meno gol con calciatori subentrati dalla panchina in questo campionato della Roma, 2 prima del fischio d’inizio del derby. E invece Pedro si alza, entra e segna il 2-0.  Un segnale! Così come un segnale importante è arrivato ancora una volta da Darboe. Non solo l’esperienza quindi di Mkhitarian, Dzeko e Pedro, ma anche la convinzione, il coraggio, la personalità e la  serenità di questo giovane di belle speranze, entrato in punta di piedi nel calcio dei grandi. A condire il mix perfetto della serata, un Fuzato in grande spolvero che ha consentito alla Roma di tenere la porta illibata come non le capitava nel derby dallo 0-0 dell’aprile 2018.

Il sapore della vittoria, negare la Champions alla Lazio e altre cose che la Roma dovrà ricordare

Paulo Fonseca si congeda così dall’Olimpico con una vittoria nel derby, e la prima vittoria in una sfida alle squadre di vertice. Un raggio di luce che servirà ad approdare nella Conference League, ma che ha anche il sapore della beffa al termine di una stagione incolore. Fonseca si darà il cambio con Mourinho non prima di essersi appuntato la spilletta della stracittadina sul petto. Sarebbe stato troppo lasciare Roma senza aver assaggiato il gusto della vittoria del derby della Capitale. Un sapore che i tifosi conoscono bene, e anche stasera hanno dimostrato il loro amore incondizionato acquistando i ticket virtuali di ogni settore dello stadio per essere vicini alla squadra almeno con lo spirito. Alcuni giocatori conoscono bene questo sapore, altri no visto che non si batteva la Lazio da quattro partite (2 pareggi, 2 sconfitte). Gli acquisti degli ultimi due mercati non lo conoscevano. Bene, ora chi rimarrà nella prossima stagione lo memorizzi bene. Perché tornare indietro fa male.

GSpin

1 commento

  1. Unica piccola soddisfazione di quest’anno, non averli mandati in Champions, per il resto menomale è finito il campionato.

Comments are closed.