12 Maggio 2020

Decreto rilancio, un comma aiuta i tribunali in caso di stop della Serie A

Foto Getty

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DECRETO RILANCIO SERIE A – Dalla scorsa settimana le squadre di Serie A sono tornate ad allenarsi con sedute individuali, ma la ripresa delle competizioni è tutt’altro che scontata. Un concetto espresso sia dal ministro Spadafora che – più indirettamente – da un comma inserito all’articolo 221 nel Decreto Rilancio del Governo sulle “disposizioni processuali eccezionali per i provvedimenti relativi all’annullamento, alla prosecuzione e conclusione dei campionati”. Il comma regola il potere, per le federazioni, di annullare, proseguire o concludere i campionati ma anche la centralizzazione di tutti i ricorsi in un unico grado al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni.

La norma del Decreto Rilancio favorisce lo stop della Serie A

La norma di fatto elimina i due tradizionali gradi di giudizio federali e sembra scritta apposta in previsione di un possibile stop dei campionati – non solo di calcio – e le conseguenti piogge di ricorsi di chi non sarebbe d’accordo con titoli assegnati (o non assegnati), qualificazioni alle coppe europee, retrocessioni e promozioni. Ovviamente, con questa norma, non c’è la volontà dichiarata di orientare la scelta verso lo stop, ma fornisce un importante assist alle federazioni nel caso in cui decidessero che la scelta migliore sia quella di fermare le competizioni.

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