ROMA-FIORENTINA, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del giallorosso Daniele De Rossi in occasione di Roma-Fiorentina.

POST PARTITA

DE ROSSI IN ZONA MISTA

È il miglior centrocampo nel quale tu hai giocato?
“È un centrocampo diverso, l’anno scorso era fortissimo con Pjanic e Keita che davano ancora più qualità. Non ci dimentichiamo che io ho giocato con Pizarro: con lui la palla la prendevamo al primo minuto e la riconsegnavamo al novantesimo. Questi 3 sono dei centrocampi forti, ci metto anche questo con Paredes e Grenier. Sono dei giocatori fortissimi che farebbero i titolari in qualsiasi squadra europea, anche le più blasonate quelle della Premier e della Liga”.

Chi merita lo scudetto?
“Parlare di chi lo merita quando c’è una squadra che sta 4/7 punti avanti è limitativo. La Juve è una squadra fortissima, una squadra che vince per cinque anni e che anche il sesto rimane continuità al comando non può non meritare ed avere una menzione speciale. Secondo me noi siamo al loro livello, abbiamo perso dei punti che ci fanno ancora male nel girone d’andata. Ma quella non era ancora questa Roma. A gennaio siamo tornati dalle vacanze, una l’hanno persa loro e una noi, torna a far male sia lo scontro diretto che abbiamo perso che quelle partite con Empoli e Cagliari”.

Due assist e un gol che è partito dai tuoi piedi, il rinnovo?
“Non è direttamente collegato agli assist. Sono contento della prestazione e sono contento del presente, le cose vanno bene. Se devo pensare a me e al mio futuro sono contento di star bene fisicamente, faccio gli scongiuri ma sono felice. A 33/34 anni con una carriera importante alle spalle anche senza tanti trofei non hai questo assillo di sapere quello che sarà domani. Sono molto tranquillo e felice che le cose stiano andando bene”.

Come va la caviglia?
“La caviglia va bene, mi sono spaventato. Diciamo che era la sinistra, la destra è un po’ più debole. Sono fortunato che era la sinistra. È andato tutto per il verso giusto, è stato bravo Riccardo Del Vescovo con la copertura dolorifica. È andato tutto bene”.

DE ROSSI A ROMA TV

Uno scivolone ci può stare?
“Sì anche la Juve ne ha persa una in questo 2017. Non faremo altro che cercare di recuperare questi punti che ci dividono dalla Juve”.

Tutta differenza nell’andamento esterno?
“Abbiamo perso punti quando ancora non eravamo questa squadra qui. A Cagliari era dopo il Porto, a Empoli lo trovi il portiere che para anche le mosche. Lo scontro diretto è stato equilibrato. Dobbiamo cercare di essere positivi, mancano ancora tante partite e tutto si può fare”.

Roma diversa?
“Sì, è diversa rispetto all’anno scorso con un pochino di qualità in meno. Hai acquisito muscoli, centimetri e in Serie A serve anche quello. Siamo diversi ma non inferiori. Neanche superiori perché nel girone di ritorno quella Roma ci ha fatto divertire”.

Roma dimensione europea:
“Io credo che questa partita sia stata particolarmente bella dal punto di vista di certe trame. Credo che l’aver sbloccato la partita possa aprire l’avversario. Poi c’è da metterci attenzione e sforzo fisico. L’abbiamo proposta spesso e volentieri questo tipo di prestazioni. Se vogliamo andare avanti in Europa dobbiamo continuare così”.

Sempre più nel vivo della manovra:
“E’ una delle stagioni migliori, ho fatto diversi anni in cui stavo in questa condizione fisica. C’è stato un calo quando la squadra è calata. L’altro anno tanti infortuni che mi hanno fatto dubitare di poter tornare a livelli alti, poi si lavora, stava a me trovare una certa condizione fisica grazie alla squadra”.

Grandi risposte sul campo?
“Se c’era una cosa che mi disturbava era smettere senza essere tornato ai livelli in cui ho giocato tante stagioni in questa carriera. Il discorso singolare viene in secondo piano. Ero contento anche l’anno scorso quando giocavo un po’ meno e la Roma vinceva, il bene primario è sempre la nostra Roma”.

Il coro di stasera un po’ particolare?
“I tifosi sono così, ti ringraziano di aver giocato come vogliono. A me l’affetto da parte dei tifosi non è mai mancato. Aspetto che torni quella fetta di tifo che ci manca tantissimo. vedo che si sta smuovendo qualcosa e sono contento, il coro sarà ancora più forte”.

DE ROSSI A SKY

Sull’infortunio pre partita:
“Sì non pensavo che si fosse visto. Sono cose che succedono se il campo non è in perfette condizioni, sono fortunato che è capitato con la sinistra”.

La Fiorentina:
“Questa è una squadra atletica e tecnica, amano l’uno contro uno. L’abbiamo preparata benissimo”
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Che significa per un calciatore contare su uno stadio di proprietà?
“Abbiamo visto le immagini del nuovo stadio ed è molto bello. Ai sorteggi spero sempre di beccare squadre che non ho mai beccato per vedere gli stadi. Ci sono discorsi economici importanti, oltre che l’aspetto romantico. La condizione fisica e l’interpretazione e il coraggio ti permettono di vincere contro squadre forti. Come caratteristiche tecniche la Roma sfrutta il contrasto, la mette sul fisico e non è seconda a nessuno”. 

Impressione sul Cesena:
“Il Cesena mi ha stupito. Il Pescara meriterebbe molti punti in più, ogni volta che ha perso ha sempre messo in difficoltà gli avversari”. 

C’è qualcosa che accomuna Spalletti e Conte:
“Sono gli allenatori più forti, vivono la partita in maniera simile, il mister a bordo campo è sempre presente come Conte. Sono due ossessionati dalla vittoria, sta a noi renderli vincenti”. 

DE ROSSI A PREMIUM SPORT

Grande partita stasera…
“Sì, era una partita difficile. Questo risultato, meritato, non rende la differenza di valori tra noi e loro. La Fiorentina è una squadra forte e noi abbiamo fatto tutto il possibile per batterla”.

Cosa manca per arrivare alla Juventus?
“La Juventus le vince quasi tutte. In altri campionati i nostri punti basterebbero per vincere qualcosa in più. Hanno una squadra di extra-terrestri, già che siamo lì ad infastidirli è una grande cosa. Noi non molliamo assolutamente, ma loro hanno qualcosa in più”.

Il tuo futuro?
“Non ne ho mai parlato, perché preferisco concentrarmi sul presente. Quello che è importante è il Crotone, la Fiorentina. Quando arrivi a 34 anni, il contratto non è un assillo. Poi, quando la società mi chiamerà, ne parleremo, ma non è un’ossessione”.

Quanto conta Spalletti?
“Credo che lui sia il tassello che serve per mantenere la Roma a certi livelli. E’ un qualcosa in più che le altre squadre non hanno. Lui, Sarri e Allegri sono allenatori da non farsi scappare. Spalletti è la pietra da cui la Roma deve ripartire”.

Problemi nel riscaldamento?
“Sì, mi è partita una zolla sotto al piede e la caviglia si è girata. Fortuna che era la sinistra, fosse stata la destra, la caviglia mi avrebbe abbandonato. Poi il medico mi ha dato una mano con un antidolorifico. Però questi manti erbosi vanno trattati meglio, sia per la salute dei giocatori che per lo spettacolo”.

Fazio?
“Lo conoscevo di nome, ma mi ha sorpreso per la sua forza e il suo rendimento. Neanche le più rosee aspettative potevano farmi pensare che fosse un calciatore di quel livello, per non parlare poi dell’uomo. Anche Emerson è davvero un calciatore impressionante”.