• Cristante: “Sogno di vincere l’Europa League. De Rossi deve restare. Fronda contro Mourinho? Tutte falsità”

    Marco Guerriero
    30/03/2024 - 11:22

    L'arrivo di De Rossi, l'esonero di Mourinho e la notte di Budapest, i sogni europei, le fake news e non solo: ecco l'intervista a Cristante

    Cristante: “Sogno di vincere l’Europa League. De Rossi deve restare. Fronda contro Mourinho? Tutte falsità”

    CRISTANTE ROMA INTERVISTA – Bryan Cristante a 360 gradi. Il centrocampista della Roma ha concesso una lunga intervista esclusiva al Corriere dello Sport, affrontando soprattutto i temi più caldi della stagione: dal rapporto con De Rossi e il suo impatto sulla panchina giallorossa all’esonero di Mourinho, passando anche per il lavoro quotidiano dei Friedkin, le ambizioni della squadra in Europa League e non solo. Di seguito le sue dichiarazioni.

    Roma, De Rossi, Friedkin e non solo: le parole di Cristante

    Bryan, intanto come sta?
    “Bene, dai. La sosta mi è servita a recuperare e a superare il problema alla schiena. Per questo ho saltato anche la Nazionale. Ora sono pronto per il rush finale”.

    D’altra parte ha un fisico che le permetterebbe di giocare tutti i giorni. Come è possibile?
    “Sicuramente ho una componente genetica che mi aiuta a recuperare velocemente dopo un grande sforzo. Ma il resto lo fa la professionalità, che ti spinge a rispettare il tuo corpo. Toccando ferro, non mi sono neanche capitati infortuni gravi. La continuità è fondamentale per un atleta”.

    Ogni anno sembra destinato a partire di rincorsa, poi gioca più di tutti.
    “Ma queste sono le proiezioni di voi giornalisti, che in estate mi ignorate nei campetti… Per fortuna io non mi lascio influenzare da quotidiani o social, so isolarmi”.

    Si sente sottostimato?
    “Ma no. Non sono quel tipo di giocatore che finisce sul tabellino spesso per gol e assist. Le mie caratteristiche sono meno visibili o spettacolari. Però mi sono sempre guadagnato quello che ho. Se mi viene riconosciuto un valore all’interno del la squadra, da dirigenti allenatori e compagni, a me basta”.

    E i tifosi?
    “All’inizio in effetti abbiamo faticato a ad amarci reciprocamente. Ma negli anni credo che anche loro mi abbiano apprezzato”.

    La sua importanza dipende anche dal fatto di saper interpretare qualunque ruolo.
    “lo mi trovo bene ovunque. Bisogna solo perfezionare gli automatismi quando si cambiano posizioni e compiti.

    Persino in difesa.
    “Ecco, li magari mi sento meno a mio agio. Se serve alla squadra mi adatto ma non è il ruolo che sento mio”.

    Un friulano a Roma che vita fa?
    “Io sono andato via di casa mol to presto e sono cresciuto a Milano. Poi ho fatto un’esperienza a Lisbona. Quindi anche a Roma mi sono ambientato: certo non posso andare a passeggiare in centro la domenica pomeriggio se voglio stare per conto mio, ma girando la città ho imparato a conoscere i posti giusti per stare tranquillo con la famiglia”.

    Cristante ha esordito giovanissimo nel Milan, prossimo avversario di Europa League.
    ”Si, avevo 16 anni e ho avuto la fortuna di lavorare con la vecchia guardia: Ibra, Gattuso, Ambrosini, Thiago Silva, Seedorf. Imparare da certi campioni, se hai voglia, è fondamentale per maturare”.

    I legami nello spogliatoio

    Adesso lei è considerato un leader, un duro che i giovani devono temere nello spogliatoio.
    “Diciamo che sono un tipo esigente (ride, nda) e che cerco di far andare tutti al massimo. Ma con i ragazzi devi alternare bastone e carota, insomma mostrare equilibrio. Anche io quando ero piccolo, certi cazziatoni ho preso…”

    Ormai sappiamo che è il gruppo italiano a gestire lo spogliatoio nella Roma.
    “Penso sia normale. Abbiamo abbastanza esperienza e frequentiamo da tanti anni questo club. In più conosciamo la città. Sappiamo cosa serva per creare un blocco unico che vince le partite”.

    Mancini è il compagno più focoso. È lui il migliore amico a Trigoria?
    “Gianluca ma anche Spinazzola. Perché tutti veniamo dall’Atalanta e siamo cresciuti insieme. C’è un’amicizia che va oltre i momenti di campo”.

    E il giovane che può diventare il nuovo Cristante chi è?
    “Guardando il centrocampo mi viene subito da pensare a Bove. E un lavoratore instancabile e un giocatore forte”.

    L’esonero di Mourinho

    Facciamo un passo indietro. Domanda diretta c’è stata una fronda contro Mourinho?
    “Mai, sono tutte falsità. Il calcio funziona così: quando le cose non vanno bene, il primo che salta e l’allenatore. Anche se non è l’unico colpevole”.

    Si dice che i Friedkin abbiano consultato i giocatori principali, compreso Cristante, per chiedere un parere sull’eventuale esonero.
    “Altra cavolata. Credetemi: abbiamo saputo cosa stava accadendo la mattina in cui la notizia è stata comunicata a Mourinho”.

    Il rapporto con De Rossi e il suo arrivo in panchina

    De Rossi ha dato la scossa poi.
    “Ringrazierò sempre Daniele, che mi nominò come esempio durante la conferenza di addio alla Roma da giocatore”.

    Ma da allenatore sta facendo delle cose incredibili. E non era scontato, visto il contesto difficile, Quando gli parla, come lo chiama?
    “Mister. Ma se prendiamo un caffè al bar, magari scappa di chiamarlo Daniele”.

    L’obiettivo della Roma

    Sciogliamo il dilemma. Questa rosa è forte oppure no?
    “È forte. E deve stare tra le prime quattro del campionato. L’obiettivo è tornare in Champions, non bisogna nascondersi. E troppo tempo che non giochiamo con i migliori.

    Perché manca dal 2019, la sua prima stagione alla Roma?
    Per tanti motivi. Non dimentichiamo che c’è stato anche un cambio di proprietà. Ma è facile capire che con i Friedkin siano cambiate le prospettive: non arriva per caso a due finali europee consecutive”.

    Il lavoro dei Friedkin e la possibile permanenza di De Rossi

    La presenza dei Friedkin si avverte?
    “La proprietà negli ultimi mesi è molto presente e non ci sta facendo mancare nulla. Direttamente o attraverso la Ceo, Lina Souloukou. Non ci sentiamo abbandonati a noi stessi. La scelta coraggiosa di De Rossi è un motivo per ringraziare i Friedkin, credo”.

    De Rossi deve restare?
    “Stiamo andando bene”.

    È un si?
    “Si”.

    Budapest è sembrata l’inizio della fine dell’era Mourinho.
    “Non è stato solo questo. Tante piccole cose non hanno funzionato. Personalmente ho pensato a quella finale un paio di giorni, poi mi sono concentrato sul futuro”.

    Il futuro in giallorosso e il traguardo Europeo

    Ha dei sogni, Cristante?
    “Oggi vincere l’Europa League. E tornare in Champions”.

    Prima c’è il derby.
    “Prima c’è il Lecce, veramente. Non siamo nelle condizioni di distrarci, visto che abbiamo perso tanti punti. Poi è chiaro che cercheremo di battere la Lazio, sapendo che i tifosi ci tengono: se lunedì giocheremo al 100%, il derby lo giocheremo al 150%”.

    In conclusione: si vede per sempre a Roma?
    “Nella testa questa idea c’è. Ho ancora tre anni di contratto e qui la società sta costruendo una strada giusta. Unendo tutti i puntini della storia possiamo accorgerci di avere un grande potenziale”.

    L’Europeo?
    “Con il CT non ci siamo confrontati sulle prospettive del mio torneo. L’importante per me è esserci, dopo aver vinto l’Europeo nel 2021. Con i medici e con Spalletti abbiamo pensato che fosse meglio riposare durante questa pausa per recuperare bene ed è stato in effetti meglio così. La stagione è ancora lunga e piena di impegni. Adesso devo pensare solo alla Roma. Quando sarà finito il campionato mi dedicherò con tutto me stesso alla maglia azzurra. Bisogna ragionare un passo alla volta nel calcio”

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        1. Grazie Tiger, finalmente qualcuno che apprezza i miei commenti oggettivi su questo sito, cerco sempre di essere obiettivo ed equilibrato. Tifiamo per la Roma e per le altre italiane in Europa!

    1. Beh, insomma Elconde, equilibrato è un affermazione azzardata. Comunque l’intervista di Cristante è un altra prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, di tutte le panzane che quotidianamente ci propinano i giornalisti, questa è solo venuta allo scoperto perchè un diretto interessato è stato intervistato e gli hanno posto quelle domande diciamo scomode, provate a immaginare quante ce ne hanno rifilate ma non sono solamente venute allo scoperto. Comunque, anche se non dovessimo centrare l’obiettivo, si può arrivare ai guadagni che avresti avuto dalla Champions con un buon mercato. Se prendono un DS che sia un vero DS, non un bravo ragazzo educato ma con pochissima esperienza e quasi zero contatti importanti, oltre ad essere uno che non se ne intende molto di calcio, questa non è la mia opinione, parlano i fatti, non ne ha azzeccata una, Maitland-Niles, Vina, Reynolds, Shomurodov, Renato Sanches il suo capolavoro, Celik il meno peggio ma con 7 milioni trovi di meglio, Solbakken, Camara e forse me ne sto dimenticando alcuni. Inutile citare Dybala e Lukaku perchè il merito non è certo suo. Abbiamo un sacco di giocatori che rientrano dai prestiti e che saranno da rimettere sul mercato, speriamo arrivi un DS esperto, con fama, contatti negli ambienti e squadre giuste ecc si possono vendere 7 mediocri e qualche Primavera che si è fatto notare, il Sassuolo è sempre alla ricerca di giocatori così, se ne vendi 8/10 di quel calibro possono uscire guadagni per prenderne almeno un paio forti, poi qualche prestito ecc non sono un DS ma non mi pare sia utopia uno scenario così, il problema è nostro è stato che il budget spendibile da Pinto veniva speso sempre ad acquistare brocchi

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