CORRIERE DELLA SERA (V.Piccolillo) –Francesco Totti su Facebook si dice “pronto per una nuova sfida”. E i suoi tifosi? Alcuni soffrono per l’addio in silenzio. “Me ne frega talmente tanto che quello che penso me lo tengo per me“, dice Claudio Amendola. Altri cercano consolazione nei ricordi. “Domenica per me si chiude una bellissima storia d’amore durata 25 anni”, confessa Massimo Ghini che domenica allo stadio ci sarà: “Ho già comprato i biglietti. Andrò con i miei due figli Leonardo e Lorenzo, tutti e tre con la maglietta “C’è solo un capitano”. Se lo merita per le gioie pazzesche che ci ha regalato”. E poi? “E poi è libero — dichiara senza rancore —. Anche perché ha preso botte su botte, ha una gamba ricostruita, quindi si merita di poter decidere. Se vuole andare a giocare in Ucraina piuttosto che in Olanda non è che mi offendo“. “Ma allora ha deciso? Parla di memoria. Passione. Sembra un post di chi sta andando verso un’altra squadra“, chiede quasi incredulo Massimo Wertmuller. Tifoso da sempre (“Ho giocato nei lupetti poi, siccome ero più largo che lungo, mi hanno mandato a casa“), spera che Totti ci ripensi: “Con il cuore non vorrei mai vederlo giocare con un’altra maglia. È una leggenda. Mi piacerebbe che restasse. Magari come scopritore di talenti o come manager“. Ma se va via? “Leggo di gente che gli si rivolta contro. È una cosa brutta. A parte il fatto che il saluto non è stato dei migliori e che è un suo diritto continuare a giocare, se vuole, anche fino a 70 anni. Ma non si può dimenticare quanto ci ha fatto sognare. Gli sarò grato tutta la vita“.

Lino Banfi spera in un addio definitivo: “Domenica mi auguro che Spalletti lo faccia giocare tutta la partita. Penso che gli stessi genoani grideranno “Totti in campo”. Dopo però mi auguro che smetta perché dobbiamo fare un film come protagonisti“. E di che? “Allenatori nel pallone. La storia di un calciatore che diventa allenatore della Nazionale. Una volta glielo chiesi: “Quando smetterai farai un film con me?”. Mi disse: “Te lo prometto”“. Ma non lo vorrebbe allenatore della Roma? “No. Troppo poco. Minimo della Nazionale“. Maurizio Costanzo, amico caro di Francesco Totti, dice a SkySport: “Non credo che andrà a giocare all’estero, è molto legato a Roma, ha tre figli e mi ha detto che ne vorrebbe un quarto”. Le proposte le ha avute, rivela, “ma credo che resterà da dirigente, per il bene della Roma, per la contentezza di Totti e per la felicità della curva”. Su Luciano Spalletti Costanzo è durissimo: “Non si è ancora reso conto che Totti è l’ottavo re di Roma. Negli ultimi mesi lo ha fatto entrare per giocare 5-8 minuti. Vorrei per contrappasso che a Spalletti, nella prossima squadra, venga permesso di allenare a volte 7 minuti, a volte niente. Totti è il Garibaldi del calcio. Un campione come lui va gestito con rispetto”.