NOTIZIE AS ROMA – All’indomani del derby Roma-Lazio e degli scontri che hanno causato l’accoltellamento di due tifosi, si torna a discutere di ‘trasferte ultras’, con i sindacati di polizia che partono all’attacco, denunciando le lacune del sistema sicurezza. Quello visto anche ieri, è un tipo di ‘turismo’, sottolinea la Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia), “con l’obiettivo dichiarato di portare il tifo violento in giro per l’Europa, che ha un costo elevato che il nostro Paese paga da troppo tempo. Nel caso del derby di ieri – spiegano all’Adnkronos fonti del sindacato – si è trattato di una sfilata vera e propria, fatta ad uso e consumo di quella moda della ‘trasferta violenta’, della quale l’Italia è diventata meta privilegiata”. Questa ‘moda’, spiegano dal sindacato, “che riempie di foto e video i siti web che le forze di polizia monitorano costantemente è una abitudine diffusa tra le frange più violente delle tifoserie europee che vengono nel nostro Paese convinte di poter fare quello che vogliono perché da noi due macchine incendiate o qualche vetrina danneggiata sono considerate danni collaterali, tutto sommato accettabili. Siamo diventati, nei fatti, il paese da calpestare – aggiunge il segretario nazionale della Consap, Stefano Spagnolianche a costo di sobbarcarsi lunghe trasferte: tutti episodi che si ripetono con preoccupante puntualità e devono far riflettere profondamente chi per legge dove garantire la sicurezza dei cittadini, magari con norme meno permissive che sleghino finalmente le mani ai tutori dell’ordine”. Nonostante l’ingente schieramento di forze dell’ordine, che “hanno agito con altissima professionalità per impedire il peggio”, ieri non si è riusciti ad “evitare scontri gravissimi e due accoltellamenti”. Segno evidente che ormai, “tutto questo impegno non basta più – conclude Spagnoli – e il messaggio, oggi, i poliziotti della Consap lo indirizzano alla politica ed alla strategia dell’evitare il contatto, che sta trasformando questo Paese in un territorio senza legge, dove le divise hanno le mani legate e la magistratura le maglie larghe”.