L.ENRIQUE: “Ho visto la Roma inferiore solo al Milan, con la Juve hanno deciso i dettagli” (FOTO)

28/01/2012 - 13:30

CONFERENZA STAMPA – L’allenatore della Roma Luis Enrique incontra i giornalisti nella sala stampa di Trigoria alla vigilia della partita casalinga contro il Bologna. Ecco le dichiarazioni integrali (parola per parola) del tecnico spagnolo, trascritte fedelmente dall’audio della conferenza:

Le squadre che precedono la Roma si sono quasi tutte rinforzate: la Juve prende Borriello e Caceres o il Milan che non lascia partire Pato e prende Maxi Lopez.  Secondo lei la Roma non sta perdendo un’occasione per rinforzare la squadra in alcuni reparti?
“No, non credo sia così. L’obiettivo, e lo dico da un po di tempo a questa parte,  è ancora vendere qualche calciatore, è una rosa è troppo ampia per quella che penso debba essere la nostra rosa. Ma società e allenatore sono sempre aperti a rafforzare la squadra, se c’è la possibilità, ma come ho sempre detto senza fretta. La rosa mi sta bene così, se c’è un’opportunità di prendere un calciatore che possa migliorare la squadra e al giusto prezzo e la società lo considerà un ottimo calciatore allora si può fare, sennò continuiamo così e non penso che sia un’opportunità persa. Sono contento di quello che ho e del momento attuale”

Con la Juventus un passo falso? E che atmosfera c’è dopo l’ormai famosa cena del post Coppa Italia?
“Mi dispiace ma non penso sia un passo indietro. Per quanto riguarda il risultato è difficile vedere un allenatore parlare così. Ma io penso che non è stato un passo indietro. Finisco di vedere le statistiche che mai mi piacciono e non guardo molto le statistiche. Ho visto un miglioramento della partita che abbiamo pareggiato qui a Roma e la partita che abbiamo perso lì: molto meglio lì che qua, per me. Un passo indietro riguardo quello che cerco di vedere nella mia squadra, no, ma in questa partita la differenza l’hanno fatta i piccoli dettagli, ma il comportamento, l’atteggiamento, quello che io penso che debba essere la mia squadra è stato ottimo. La cena? Questa era la prima settimana in cui non ero arrabbiato e adesso non so chi  ha detto che ero “imbufalito”, imparo quasi una parola nuova ogni giorno. Mi dispiace ma no. Per me è un piacere vedere i giocatori che vanno a cena, sapevo che ci andavano e ho tantissima fiducia in quello che fanno i giocatori nella loro vita, penso che devono essere professionisti e il miglior modo per vedere se si comportano da professionisti è quando arrivano qui a Trigoria, vedo ogni giorno la loro faccia e il loro comportamento e quello che posso dire ai tifosi è che devono essere tranquillissimi, perchè adesso si allenano come mai hanno fatto da quando sono qui. Per me è una situazione di fiducia totale e questo non vuol dire che non possono fare una cena e fare quel che pensano sia normale. Non ho nessuna lamentela. Nessuna. Se la pensassi diversamente, sicuramente te lo direi. Ma questa squadra per me è un piacere allenarla adesso. Continuamente vedo miglioramenti, continuamente vedo il loro comportaemtno. Poi succedono cose di cui si parla e si parla…Succede sempre qualcosa a Roma, siamo abituati”

Hai avuto una partita martedì, ai giocatori hai dato un giorno libero mercoledì e poi gioved’ un allenamento programmato di scarico: questo vuol dire che la squadra sta molto bene o è stanca?
“Così siamo noi allenatori moderni: andiamo a giocare lo stesso giorno, non facciamo il ritiro. Ti do la mia spiegazione, magari sbaglio, ma sono io che devo mantenre le regole. Noi pensiamo che dopo una partita c’è più una stanchezza mentale che fisica che si sia vinto o meno ed ovviamente quando si può, perchè se giochiamo ogni tre giorni è impossibile. Lasciamo sempre libero il giorno dopo la partita e quello seguente facciamo lavoro differenziato tra quelli che hanno giocato più di 45 minuti e quelli che non hanno giocato. Chi non ha giocato ha fatto il lavoro al 100% e con dei carichi superiori, quelli che hanno giocato più di 45 minuti noi crediamo, anzi non noi ma il mio preparatore fisico che è bravissimo, io no io sono uno scemo ma lui no, è bravissimo, pensiamo che il lavoro debba essere così. Magari sbagliamo ma non credo: l’ho fatto sempre nei tre anni in cui ho allenato il Barcellona e la mia squadra ha avuto sempre un livello fisico altissimo. Perchp il problema della stanchezza per me è mentale, è una cosa della testa. Farò così e continuerò a farlo perchè penso che sia  il miglior modo di preparare una partita”

Quando dice che la rosa è troppo lunga e che alcuni giocatori non rischiano di trovare spazio a chi si riferisce? Chi sono i due-tre giocatori che non potrebbero trovare spazio?
“E’ brutto dire questo e non lo voglio dire. Non voglio dire chi sono i due-tre calciatori che penso possano andare via. Credo sia una questione di  rispetto verso il professionista e la persona. Penso che due-tre calciatori possono ancora andare via e se viene qualcuno sarà perchè lo considera ottimo, altrimenti ho la Primavera che ha tantissimi giocatori con qualità, ancora con inesperienza. Non è una cosa negativa  per me se non vanno via questi due tre, non è una cosa grave.  Preferisco lavorare così, con i calciatori della Primavera che si allenano con noi perchè è un livello molto superiore e credo che la squadra possa essere migliorata in questo modo”

Non ci sono momenti in cui le cene sono opportune e altri in cui in questa città non sono opportune, soprattutto viste le modalità molto allegre della cena?
“Io penso di aver quasi vissuto una vita monacale, da professionista e scusa se mi metto come esempio.  Ma sono andato a cena qualche volta, ho fatto una vita da professionista per 15 anni e sono andato a delle cene, a fare un giro o a conoscere la città. Penso che faccia bene vedere cosa succede in città, se i tifosi ti dicono qualcosa a fare un giro per la città, in Piazza di Spagna, Piazza del Popolo o a Fontana di Trevi e uscire a cena. Non dico si o no se qualcuno pensa che non sia stato il momento giusto per farla ma lo sapevo e non ho detto nulla. Continuo ad avere la stessa fiducia nei giocatori e penso che domenica faranno il loro lavoro al 100% per andare il lunedì di nuovo a cena. Con me? Penso di no, se c’è l’allenatore la cena è già diversa: perchè non si può parlare male dell’allenatore (ride n.d.r.)”

Lamela come l’hai visto? E’ la prima volta che non viene visto come un “buono”
“L’ho visto come al solito. Abbiamo parlato tutti insieme di quello che è successo e di quel gesto che ha fatto lasciando la squadra con un uomo di meno, che è un peccato e un errore, una sbaglio e lo sa, ma se succede a uno di 35 anni come può non succedere a uno di 19? Ha una personalità diversa e si può vedere: è un calciatore di 19 anni che ha questa personalità per giocare. Ma non possiamo passare, con un ragazzo di 19 anni, dal definirlo un crack che costa non so quanto  a farlo passare quasi un delinquente. Ancora mancano tantissimi errori  e cose che capiteranno a lui e agli altri calciatori, anziani e meno anziani, giovani e meno giovani. Noi allenatori non facciamo un discorso nè più ottimista nè più pessimista. Non è mai bianco o nero, quasi sempre è grigio. A Lamela chiedo la stessa cosa ogni settimana, la stessa cosa che chiedo a Bojan e Borini o a Francesco: “continuiamo a migliorare. Pensiamo a cosa si può fare per la squadra. Quello mi interessa. Il resto…”

Con la Juventus ha parlato di dettagli: come si fa ad essere contenti di una squadra che cresce molto e poi va a Torino, match verità, e perde 3 a 0. Cosa le è piaciuto? Non si poteva fare qualche critica costruttiva?
“Farò la critica costruttiva e qui l’ho dimostrato dal primo giorno: quando la squadra gioca male te lo dico, che è un disastro e che io sono il primo resposnabile e il primo colpevole. Ma non posso fare una critica costruttiva se penso che la mia squadra gioca bene. Che devo cambiare il mio discorso?  Nelle due partite con la Juventus, quella di Coppa per me è stata migliore di quella in campionato, e di molto. La supremazia territoriale, che significa avere possesso palla nel campo avversario, è il doppio di quella della Juventus…La Juventus eh! E non una squadra di bassa classifica ma la capolista. Sugli errori e la mancanza di palle gol allora li si che c’è un discorso che dobbiamo migliorare ed imparare, ma per questa partita, per quello che penso debba fare la mia squadra non posso farle critiche. Ho fatto i complimenti per quello che ho visto ma abbiamo parlato delle cose che dobbiamo migliorare.  So che è difficle capire come in una squadra che perde 3 a 0 l’allenatore è contento. Mi dispiace ma è quello che ho detto a fine partite in campo, un’opinione rinforzata dopo aver rivisto la partita, perchè a volte noi allenatori da dove siamo non riusciamo a verdelo, anche se da quella panchina si vede molto meglio. E’ il mio pensiero”

A distanza di un mese di nuovo il Bologna. Che partita sta preparando? Come pensa che giocherà la squadra?
“So che hanno cambiato il modulo di gioco dopo le vacanze di Natale e mi aspetto una partita difficile. Penso che il possesso di palla sarà nostro e loro andranno in contropiede. E’ una squadra che ha qualità nelle punte e sarà una partita difficile. Mi aspetto di vedere la mia squadra con l’intenzione di andare sempre in gol, con una buona circolazione di palla. Mi aspetto una buona partita, è importante iniziare il giorone di ritorno con una vittoria e rafforzando quindi le prestazioni in cui abbiamo fatto bene”

Roma fuori dalle coppe, lei come vive questo secondo fallimento e che obiettivo ha ora la Roma? Lei come si pone di fronte ad un altro fallimento?
“Alla rosa chiedo lo stesso che avrei chiesto se fossimo andati avanti in Coppa Italia:  preparare ogni partita come fosse l’ultima. Non cambia niente per quanto riguarda gli obiettivi. Non c’è un obiettivo, non ce l’ho. L’obiettivo è vincere la prossima partita ed essere una squadra migliore quella seguente e vedere se quello che facciamo è sufficiente per vincere con il Bologna. E’ quello che mi preoccupa. Così ho fatto dal primo giorno e dopo 5 mesi voglio migliorare ancora, che migliori la squadra, che si possa vedere ogni partita una squadra più forte e completa. Per me non esiste il futuro nel calcio: la prossima partita è la più importante ma non cambia nulla per me essere in Coppa Italia o non esserci”

Quando tornerà a disposizione De Rossi?
“Sta meglio, molto meglio, sta facendo il suo lavoro fisico programmato. Ho parlato ieri con lui e sta molto meglio. Per questa ovviamente non ci sarà e  non so se ci sarà per la prossima settimana. L’unica cosa che mi preoccupa è che lui torni nel migliore stato per giocare tutta la stagione. Non è una cosa nuova: credo sia importante recuperarlo al 100% e averlo a disposizione per il resto della stagione”

Roma al sesto posto all’inizio del girone di ritorno e non ha mai vinto con chi la precede. Secondo lei è un problema di bravura dei calciatori? O una questione psciologica?
“Ma come pure con l’Inter abbiamo pareggiato. Ricordo che ad inizio stagione avevi chiesto se giocavamo meglio con le grandi. Certo che quando giochiamo con una squadra di livello alto, ha più qualità, ha calciatori di categoria. Ma l’unica squadra con cui ho visto una serie difficoltà è stata la partita con il Milan e l’ho detto chiaramente. Le altre erano partite che potevamo vincere, perdere o pareggiare. Dobbiamo migliorare nella regolarità, in quello dobbiamo migliorare tantissimo e siamo dietro al Milan e soprattutto alla Juventus, che ha una regolarità incredibile ma nel resto nei confronti diretti non ho visto la mia squadra inferiore, solo con il  Milan in casa, e mi aspetto di non vedere questa differenza quando andiamo lì perchè noi abbiuamo migliorato”

Durante Juventus-Roma ha pensato alla mancanza di De Rossi sul primo gol?
“Daniele fa la differenza perchè è un grande campione, ma quello è stato un passaggio di fortuna. Hai visto chi ha fatto il passaggio e non era  destinato al calciatore che si inseriva all’interno ma ad un altro, credo Del Piero. Ma quello è un dettaglio senza importanza che però fa la differenza. Non penso mai a chi non è a disposizione, prima per rispetto di chi è in squadra e poi perchè penso che quelli che stanno in campo o a Torino, che fanno il viaggio per andare a giocare sono i più importanti. Non so che percentuale da De Rossi alla Roma. E’ un discorso che non mi piace. Io voglio recuperare Daniele al 100% quello è quello che mi preoccupa e quando lui sarà recuperato al 100% lo sfrutterò come calciatore della Roma”

Il Bologna viene da tre risultati utili consecutivi. Cosa la spaventa di più il suo contropiede o qualche individualità?
“Hanno migliorato il loro livello e mi aspetto una chiara difficoltà. Mi aspetto che facciano la ripartenza come hanno fatto nella partita precedente e mi aspetto delle difficoltà”

Aveva pensato ad un turno di stop per Lamela? Anche per farlo ragionare…
“No, gli ho detto che quello non si fa, è normale. Ma penso di no: anzi penso che domani sarà titolare così farà due gol e l’Olimpico tremerà e tutti sarano contentissimi e dovrà pagare una cena ai suoi compagni il giorno dopo come multa. Domani sarà così. E’ la prima volta che dico quando uno è titolare: e domani sarà titolare Erik Lamela”

(Fine)

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DAVIDE GAROFALO

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