La Spagna deve averla nel destino. Non solo perché con il Real Madrid ha vinto, di fatto, tutti i trofei possibili: tra il 1997 ed il 1998, infatti, ha sollevato al cielo la Champions e la Coppa Intercontinentale, dopo aver conquistato la Liga l’anno precedente; ma soprattutto perché Christian (con la ‘h’) Panucci, conti alla mano, con la maglia della Roma, in Champions, ha giocato il 30% delle gare contro squadre spagnole. Nove partite su trenta, in cinque edizioni. Quasi due volte all’anno. Real Madrid, Valencia e Barcellona: queste le compagini iberiche contro le quali Christian ha ottenuto quattro vittorie (una in trasferta), quattro sconfitte (di cui due in Spagna) ed un solo pareggio. Pari, quest’ultimo, che Panucci ricorda molto bene. Mercoledì 20 febbraio 2002, al Camp Nou di Barcellona si sono affrontate Barça e Roma, nella terza giornata della seconda fase a gironi. Il 14 giallorosso porta in vantaggio al 57’ la Roma che verrà, poi, raggiunta da Kluivert (con la complicità di Candela) a 480 secondi dal fischio finale di  Veissière. Quella Roma verrà eliminata il mese successivo (19/3), con la sconfitta per 2-0 a Liverpool. Il difensore savonese dovrà aspettare quasi cinquantotto mesi per togliersi, di nuovo, la soddisfazione di depositare il pallone in una rete spagnola, in un match di Coppa Campioni. Infatti, grazie alla firma di Panucci in Roma-Valencia del dicembre 2006, i giallorossi di Spalletti si aggiudicarono il passaggio del turno agli ottavi di finali, dove diedero spettacolo contro il Lione. Pur avendole incontrate già quattro volte, il numero 2 romanista contro le Merengues non ha ancora segnato. Ma le ha affrontate sempre con l’impegno e la professionalità che lo contraddistinguono. Christian tornò a Madrid da avversario il 17 settembre 2002. Ma Guti per due volte e Raùl sommersero l’undici di Capello che si rifece, eccome, 43 giorni dopo al Bernabeu. La Roma vinse quella gara, con Panucci in campo, grazie allo storico gol di Totti al 27’, che portò una squadra italiana a vincere in casa Madrid dopo 35 anni. Appena due anni e i capitolini ritrovarono ancora la squadra spagnola. Nel settembre 2004, con Ezio Sella in panchina, la Roma, venne travolta per quattro reti a due da un super-Real, dopo essere andata in vantaggio per 2-0, grazie ai gol di De Rossi e Cassano. Figo, Roberto Carlos, e due volte Raùl diedero forma, invece, al risultato finale. Negli anni successivi, le situazioni a Trigoria sono cambiate: si è imparato a vincere e non solo, come quindici giorni fa. Roma batte Real 2-1 e tutti al Bernabeu. Primo fra tutti: Panucci. Il quale, in casacca giallorossa, contro i suoi ex compagni, ha vinto in due circostanze (una in trasferta) e perso in altrettante, una volta all’Olimpico e un’altra a Madrid. Ora Christian (con la ‘h’), a quasi 35 primavere, con la Roma, in Europa, vuole arrivare là dove è arrivato con il Real. Ma per farlo deve superare proprio la sua ex squadra. È per questo, forse, che ha la Spagna nel destino… 

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