6 maggio 2001: è una data che vi ricorda qualcosa? Uno sforzo di memoria, e via: un flashback di rara intensità. Nella mente il film un campionato racchiuso in novanta minuti. Torino, Stadio delle Alpi, è il posticipo della ventinovesima giornata: Juventus e Roma una contro l’altra, dopo otto mesi di battaglie, in cui i giallorossi hanno fatto la parte del leone. La Roma viene dal pari-beffa nel derby, con il gol di Castroman al 95’ a tenere vivo il campionato. La Juventus non molla: sa di avere, davanti al proprio pubblico, la chance di riaprire tutto. Il settore ospiti è gremito in ogni ordine di posti, come avrebbe detto il compianto Sandro Ciotti; bandiere giallorosse a sventolare e tanti tifosi, partiti alla volta di Torino senza biglietto, che rimarranno nei pullman con le orecchie ben salde alle radioline. L’avvio, per i giallorossi, è uno shock: sei minuti e la Juventus è già sul 2-0. Sotto il segno di Zizou Zidane che, tra il 4’ e il 6’, prima pennella per la testa di Del Piero che anticipa Antonioli in uscita, poi si infila nella perplessa difesa giallorossa e fa esplodere il Delle Alpi. La Roma è in balia dell’avversario, ma ha un cuore immenso. I giallorossi soffrono, rischiano di affondare, assistono alla furia della Juventus quasi impotenti, ma pronti a tirar fuori l’orgoglio capitolino. Nella ripresa, dal tunnel degli spogliatoi spunta Vincenzo Montella, uno abituato a subentrare a partita in corso, altrettanto abituato a colpi da campione. Capello toglie Totti, tra lo stupore generale, per inserire Hide Nakata. Ma non cambia nulla, la partita sembra segnata, almeno fino al 34’: è proprio il giapponese a indovinare un destro potente e velenoso: un pallone che va dritto sotto l’incrocio dei pali. Il tifoso giallorosso si risveglia, spera, ci crede. La Juventus è sulle gambe. Ma regge l’urto. Il quarto uomo alza la lavagna luminosa, ancora cinque minuti di recupero. Il primo dei quali è decisivo: ancora Nakata, conclusione non irresistibile non trattenuta da Van Der Sar. Montella è lì come un falco, pronto ad avventarsi sulla preda. 2-2: dalla pista del Delle Alpi può decollare l’ Aeroplanino. Roma impazzisce, scende in strada, nonostante manchi un mese e mezzo all’epilogo. Nessuno osa pronunciare la parola “scudetto”: tutti la terranno chiusa a chiave nel cuore. Fino al 17 giugno.
 
JUVENTUS: Van der Sar, Tudor, Iuliano (44′ st Ferrara), Montero, Pessotto, Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Zidane, F.Inzaghi (40′ st Kovacevic), Del Piero (34′ st Conte). In panchina: Carini, Paramatti, O’Neill, Trezeguet. Allenatore: Ancelotti.ROMA: Antonioli, Zebina, Samuel, Aldair, Cafu, Tommasi, Zanetti (14′ st Assuncao), Candela, Totti (14′ st Nakata), Batistuta, Delvecchio (1′ st Montella). In panchina: Lupatelli, Di Francesco, Rinaldi, Mangone. Allenatore: Capello.ARBITRO: Braschi di Prato.RETI: 4′ pt Del Piero, 6′ pt Zidane, 34′ st Nakata e 45′ st Montella.NOTE: Espulsi al 47′ st Tacchinardi ed Assuncao per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Tacchinardi, Delvecchio, Pessotto, Iuliano, Cafu, Del Piero, Candela e Kovacevic.

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