Foto Tedeschi

ABRAHAM ROMA – Poco prima che la Serie A pigiasse il pulsante dello stand by dopo 180 minuti per lasciare posto alla nazionale, è arrivato il tanto invocato primo gol di Tammy Abraham che i tifosi romanisti hanno già adottato come nuovo idolo dopo la partenza di Edin Dzeko. Finalmente l’immensa mole di lavoro che l’attaccante svolge in ogni partita in cui sinora è stato impiegato, ha trovato il suo sfogo naturale, la rete. Contro la Salernitana l’inglese, ancora una volta travolgente, si è preso la scena assieme a Pellegrini, autore di una splendida doppietta e sempre più uomo-Mourinho, e Veretout, a segno anche allo stadio “Arechi” dopo le due reti rifilate alla Fiorentina. Il gol di Abraham è stato solo la ciliegina sulla torta di una prestazione maiuscola. Anche a Salerno la sua partecipazione al gioco si è rivelata decisiva. Finora ha preso parte a tre gol nelle prime due presenze in Serie A tra assist e reti. Straripante!

LEGGI ANCHE
Le pagelle di Salernitana-Roma

Veretout si riscopre vice-capocannoniere del campionato

Dopo la doppietta nella gara di apertura con i viola e la prima convocazione con la nazionale francese, Veretout mette lo zampino anche nel match con la neopromossa campana. Risolti tutti i problemi fisici, il centrocampista si sta rivelando una pedina preziosa per mister Mourinho. Sono pesanti le sue tre marcature su azione, senza neppure mai andare sul dischetto o tirare una punizione. Meglio di lui per ora solo il laziale Immobile, al comando della classifica marcatori con 4 segnature (tra cui un rigore). Jordan si riscopre bomber, chissà se soltanto “d’eccezione”.

Mourinho si gode la panchina lunga, ma sogna rinforzi di esperienza

Non ha segnato ma è stato fondamentale per uno dei quattro gol giallorossi. Carles Perez, a Salerno in versione vice-Zaniolo, non ha fatto rimpiangere il numero 22. Lo spagnolo ha pescato Abraham servendogli il pallone del suo primo sigillo in Serie A e con la sua prova di sostanza e qualità fa sperare a Mourinho di poter contare su una panchina lunga, anche se troppo “green”. Jose’ infatti vorrebbe giocatori con maggiore esperienza, con quel fieno in cascina prezioso a tentare il colpaccio subito, hic et nunc. Senza troppi giri di parole mette le carte in tavola: vuole accelerare il processo. Quel processo che il giorno della sua presentazione ha sintetizzato con la sin troppo inflazionata parola “progetto”. E poi il “tempo” e “i titoli arriveranno”. La testa della classifica, nel frattempo, ha già fatto cambiare prospettiva al portoghese? Gli inciampi di Juventus e Atalanta aprono scenari diversi al campionato della Roma?

GSpin