CALCIOSCOMMESSE. Criscito: “Penso che sia io che Bonucci dovevamo essere dell’Europeo”

01/06/2012 - 15:36

(foto Getty Images)

CRISCITO SUL CALCIOSCOMMESSE – Il giocatore dello Zenit San Pietroburgo e della Nazionale italiana, Domenico Criscito, ha parlato oggi ai microfoni di Sky Sport24 HD e di Sky TG24sul suo coinvolgimeneto nel calcioscommesse che lo costringerà a saltare gli Europei. Ecco le sue dichiarazioni integrali:

Come stai in questo momento e quanto avresti voluto giocare?
Va già un po’ meglio, a parte lo shock delle prime ore va molto meglio. Avrei voluto giocare, era quello che ho sempre sognato giocare con la Nazionale, ho giocato un Mondiale  e volevo giocare questo Europeo. Purtroppo mi è stato negato e sono qui adesso.

Psicologicamente ce l’avresti fatta a giocare questo Europeo? Saresti riuscito a scacciare queste voci?
Si, perché io per fortuna quando entro in campo non penso a nulla e penso a fare il mestiere che ho sempre sognato da bambino, quello di giocare a calcio. Quando sono in campo non penso ad altro.

Ci spieghi com’è nata e che situazione era quella in cui di fatto ti sei trovato con la foto pubblicata, poi, anche negli atti della Procura di Cremona?
Si, inizio dalla partita che è stata una partita giocata dal Genoa sottotono però ci sta. Dal secondo tempo i tifosi pensavano che noi ci fossimo venduti la partita e volevamo fare un favore alla Sampdoria, invece non era così, e quindi hanno iniziato ad insultarci. Poi alla fine è arrivato il gol di Boselli e tra tensione e tutto è scoppiata la rabbia, soprattutto mia, di Milanetto e di Rossi che eravamo i veterani di quel gruppo. Poi da lì sono nate altre cose, sono stato in contatto con i tifosi perché sono stato sempre in forte legame con la tifoseria del Genoa, hanno voluto chiarimenti, io sono andato lì per dare chiarimenti a loro e dopo i chiarimenti ho preso la macchina e sono tornato dalla mia famiglia.

Quindi tu dici che durante quell’incontro di cui abbiamo visto le immagini era per parlare del derby di Genova. Col senno di poi ti sei pentito di certe conoscenze e di certe amicizie?
Conoscenze no, perché tra tifosi e giocatori c’è sempre rapporto, quando c’è da parlare si parla. Io con la tifoseria del Genoa ho un grandissimo rapporto, sono stato tantissimi anni lì ed è normale che se vogliono un chiarimento io lo do perché sono una persona intelligente e di sicuro non mi vado ad immischiare in situazioni non belle.

Si è fatto tanto riferimento alla situazione di Bonucci. Tu hai ricevuto un avviso di garanzia e questo può essere, secondo te, il discrimine sufficiente per far si che lui possa giocare l’Europeo e tu no?
Io penso che sia io che Bonucci dovevamo essere dell’Europeo. A me è arrivato l’avviso di garanzia, ma questo vuol dire tutelarsi dall’accusa, non vuol dire essere colpevole. Io non sono colpevole, lo ripeto sono innocente. Purtroppo mi è stata negata una cosa che sognavo ed è un peccato. Adesso sicuramente farò il tifo per i miei compagni e per il mister, sperando che l’Italia possa vincere gli Europei.

Sei già stato sentito e se no quando avrai modo di chiarire la tua situazione?
No, assolutamente no. I miei avvocati hanno parlato a Cremona e non hanno assolutamente intenzione di sentirmi in questi giorni. Anzi penso che, purtroppo, si andrà per le lunghe. Io spero che tutto finisca presto e che la mia posizione si possa chiarire il prima possibile perché, ripeto, io sono innocente e adesso la mia immagine è diventata brutta davanti a tutta Europa. Anche in Russia, purtroppo, è arrivata questa voce brutta e io adesso mi devo ripulire l’immagine, perché ho un’immagine pulita. Io sono un ragazzo che è sempre stato leale in campo e fuori dal campo e purtroppo adesso mi trovo in questa cosa che è molto brutta. Mi dispiace per la Nazionale, che è entrata in questa brutta situazione per colpa mia, mi dispiace per l’immagine che mi stanno dando, per la mia famiglia. Io, ripeto, sono un ragazzo pulito, che ha sempre dato il massimo in campo e lo farò sempre.

Chi ti ha comunicato la decisione dell’esclusione dalla Nazionale e chi l’ha presa?
Ho subito parlato con il mister prima dell’allenamento. Ero ancora un po’ scosso ed è normale, le prime ore ero veramente scosso. Non mi vergogno di dire che ho anche pianto davanti ai miei compagni perché era una cosa inaspettata. È stato un risveglio bruttissimo, poi dopo ho riparlato con il mister  e gli avevo dato la mia disponibilità a giocare gli Europei, me la sentivo e poi loro hanno scelto così. Va bene, accetto le scelte e adesso faccio il tifo per l’Italia.

Che cosa ti sta insegnando questa situazione?
Se i tifosi del Genoa mi richiamassero per avere un confronto io glielo ridarei. Ripeto, con i tifosi del Genoa ho sempre avuto un ottimo rapporto, sono cresciuto con quella maglia e ho sempre detto che ci ritornerei al Genoa. Io sono andato lì solo per incontrare i tifosi del Genoa, non pensavo che ci fossero altre persone.

Chi conoscevi oltre a Sculli?
Sculli, i tifosi del Genoa e i ristoratori.

Qual era stata l’attesa e quali erano state le voci alla vigilia di quel derby?
Tutto è iniziato nella settimana del derby, quando una dichiarazione del sindaco diceva che voleva un derby di solidarietà. Da lì i tifosi hanno cominciato ad avere qualche dubbio. Poi noi nel secondo tempo abbiamo giocato male e tutti giustamente hanno avuto quel dubbio. Noi siamo andati in campo per vincere quella gara, il derby è sempre un derby, e non abbiamo mai tirato indietro la gamba perché sapevamo quanto ci tenessero i tifosi a mandare la Sampdoria in B. Io, personalmente, alla Sampdoria avevo Palombo che era molto amico e mi è dispiaciuto, però in campo sono, tra virgolette, tutti nemici e in quella partita in particolare siamo andati in campo per regalare questa gioia ai tifosi e mandare la Sampdoria in B.

Il chiarimento che chiedevano i tifosi poteva essere dovuto anche dalle reazioni, perché di fatto Milanetto la frattura con il Genoa l’ha avuta quel giorno in seguito ad una reazione.
Si, è stata una reazione brutta anche da parte mia, di Rossi e di Omar, perché comunque la tensione era alta.

Cos’era successo?
Gli altri sono andati ad esultare mentre noi eravamo sotto la curva a dire che noi non ci vendiamo nessuna partita, perché noi lottiamo sempre al cento per cento e sudiamo per regalare gioie proprio a quei tifosi che con la loro spinta ci hanno sempre aiutato. E io a quell’incontro sono andato proprio per spiegare tutto, poi da lì ci siamo chiariti e così abbiamo continuato questo rapporto.

Al di là di quella che è la tua posizione che idea ti sei fatto su quello che sta succedendo intorno a te, ma anche su personaggi che tu conosci?
A me dispiace solamente perché ho ancora adesso un ottimo rapporto con Sculli e con Milanetto e dispiace vederli in quelle condizioni. Io non so la gente che frequentano e non mi interessa, io penso a me, non ho mai sentito nessuno telefonicamente, non ho mai visto nessuno e dispiace vedere dei miei compagni coinvolti in questa cosa. Ancora adesso io non ci voglio credere.

Quanto credi che questa cosa stia condizionando la tua carriera? La tua sensazione?
Ci penso tanto, ogni giorno, le prime notti non dormivo neanche. In Russia è arrivata una brutta immagine di me e questo non mi piace perché la mia è sempre stata un’immagine pulita, spero che possa finire presto quest’incubo e ricominciare tutto da capo.

Hai sentito Spalletti.
Si, ho sentito subito il mister, gli ho spiegato subito come sono andate le cose e lui mi ha detto che non devo spiegare niente perché lui mi conosce, sa come sono fatto e quindi non c’era modo di spiegare nulla. Lui crede in me come chiunque mi conosce e questo mi da forza e spero che finisca tutto presto.

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