Buona la prima mezz’ora, finale in apnea

31/03/2014 - 13:40

L’ANALISI TATTICA, SASSUOLO – ROMA (4-3-3) contro (4-3-3) – Un avvio prepotente e aggressivo della Roma sorprende il Sassuolo, da cui invece ci si sarebbe aspettato proprio una condotta di gara del genere, e regala alla Roma un ulteriore passo avanti in classifica, al termine di una gara che ruota tutta attorno all’episodio del calcio di rigore discusso. Fino a quel momento i giallorossi sono padroni assoluti del campo e dispongono senza problemi dell’avversario, con una condotta di gara che vede un pressing molto offensivo, specialmente nella zona centrale del campo dove si gioca una gara speculare tra i due schieramenti che in fase difensiva diventano entrambi un 4-5-1.
L’avvio importante da parte dei giallorossi passa attraverso una fase di possesso dove la circolazione della palla molto veloce consente di arrivare con palloni importanti da gestire nei 30 metri finali per la rifinitura che avveniva puntualmente; ma per sbloccare il risultato i giallorossi devono comunque attendere il primo break importante in mezzo al campo grazie a Nainggolan che rifinisce per il gol di Destro. La gara sembra scorrere liscia senza pericolosità da fronteggiare, ma una palla persa centralmente innesca la ripartenza di Sansone che culmina nell’episodio del calcio di rigore, sul quale Rizzoli giustamente in un primo momento sorvola. Tutto quello accaduto in questa situazione ha finito per cambiare e condizionare mentalmente la gara degli uomini di Garcia che, nonostante lo scampato pericolo, disputano la restante ora di gioco con qualche apprensione di troppo, specialmente nella gestione della palla e delle ripartenze, concedendo supremazia territoriale al Sassuolo. Gli emiliani nella seconda metà della ripresa, con l’ingresso di Totti, alzano il baricentro e, guadagnando terreno , si appoggiano con grande pericolosità agli attaccanti che a più riprese mettono in difficoltà la Roma in fase difensiva. Giallorossi che sembrano stanchi nel finale, anche per via delle energie spese all’inizio e nel momento più caldo della giornata (oltre 25 gradi).

 

I 90′ DEI GIOCATORI

DE SANCTIS: complessivamente inoperoso; quando viene chiamato in causa, la palla raggiunge sempre la sua sagoma senza richiedergli particolari guizzi. Nel finale di gara i suoi rimbrotti ai compagni diventano sempre più frequenti.

TOROSIDIS: preso troppo spesso fuori zona, non sempre riesce a cavarsela con diagonali puntuali, rimanendo pericolosamente a metà strada. Cerca una spinta ridotta al minimo indispensabile ma il suo appoggio all’azione è comunque costante.

BENATIA: contro Floccari gestisce la fase difensiva senza il minimo problema, ma contro avversari guizzanti e rapidi ha il suo da fare; in quanto è proprio, ed unicamente, questa tipologia di giocatori che può creargli qualche difficoltà, ma sia da solo che con l’aiuto di Castan riesce a mantenere il tabellino avversario vuoto

CASTAN: lascia gestire Floccari al compagno di reparto e si dedica alla copertura nei confronti dei guizzanti attaccanti avversari

ROMAGNOLI: sempre attento, va a prendere molto alto il diretto avversario in zona e riesce ad essere puntuale anche negli scivolamenti in copertura. Spesso lasciato da solo per il tardivo raddoppio del compagno riesce a cavarsela comunque bene

PJANIC: alti e bassi in una gara dalla quale entra ed esce a seconda del momento. Spreca malamente un calcio piazzato che avrebbe potuto regalare qualche patema in meno nel finale della partita ; fino all’episodio del rigore è proprio lui che dà le cadenze alla manovra con grande influenza sullo spartito

DE ROSSI: gara con troppe sbavature. Si limita alla presenza davanti alla linea difensiva dove troppo spesso non viene aiutato da Pjanic e, nel finale, da Nainggolan rincorrendo a vuoto la palla nei 30 metri finali

NAINGGOLAN: suo il break decisivo e tanti altri distribuiti a tutto campo, in un lavoro costante che gli regala una parte finale in apnea con la spia della riserva accesa. Alcune pericolosissime seconde palle mal gestite, per fortuna dei giallorossi, dal Sassuolo nel finale di gara, nascono proprio dalla sua mancata presenza e puntualità nella pressione al portatore di palla

FLORENZI: a tutto campo, soprattutto in appoggio a Torosidis. Lavoro oscuro e tanta corsa, ancora una volta

DESTRO: segna, rincorre e rifinisce anche per Gervinho; si sacrifica tantissimo perdendo energie preziose per la fase di possesso, ma il gol dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale la sua presenza nei 30 metri finali della manovra

GERVINHO: gara secondo consuetudine, che lo vede troppo spesso scegliere di puntare l’avversario quando dovrebbe scaricare palla o, al contrario, appoggia inspiegabilmente palla senza offendere

TADDEI: entra cercando di chiudere gli spazi che gli stanchi compagni non riescono più a coprire. Molto bene in fase di possesso con una ricerca di un appoggio che consenta il congelamento dell’azione per fare respirare i compagni. Il modo con il quale recupera la palla per il raddoppio che mette fine ai giochi è uno spot luminoso al suo prolungamento di contratto

TOTTI: ingresso irrilevante, che però consente al Sassuolo (vista la sua scarsa velocità) di alzare ulteriormente il baricentro; in qualche frangente si limita a conservare il pallone, fino al momento in cui manda Bastos a chiudere i giochi

BASTOS: chiude i giochi con freddezza, ma la sua gestione di palla fino a quel momento aveva lasciato molto a desiderare

 

La Redazione di Romanews.eu

 

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