Buffon: “Con la Roma si parte alla pari, i giallorossi si sono rafforzati”

04/08/2014 - 13:00

RASSEGNA STAMPA – Il portiere della Juventus e della Nazionale, Gigi Buffon, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano torinese “La Stampa” nella quale parla anche delle possibilità di Scudetto e della lotta con le rivali: “La Roma? Dopo il campionato dell’anno scorso partono dall’entusiasmo e dalla consapevolezza di essere stati competitivi e di essersi rafforzati. Ai nastri di partenza sono al nostro pari”

Buffon viene inevitabilmente interrogato anche sul caso Tavecchio: “La frase delle banane era e resta infelice, poi è stata strumentalizzata ma non è quella a essere determinante. Il futuro del calcio dipende da un cambiamento radicale, da programmi molto più precisi. Già il fatto che ci sia un’atmosfera così è una mezza sconfitta, vediamo se entro l’11 agosto la sconfitta diventa intera. Tavecchio bruciato? In questa diatriba quel che mi dà più fastidio è chi insiste a sostenere a priori qualcuno perché è convinto di avere aiuti in futuro. Levare certe poltrone e cambiare certe logiche di potere che ormai sfiniscono non può essere così complicato. In politica ci provano e nello sport pure, il nuovo presidente Coni ha idee e si presenta come un riformista. Chiunque sia eletto deve avere lo stesso vigore nel trasmettere un senso di responsabilità a chi si ostina a lottare per l’interesse di bottega”. 

Si torna a parlare anche del fallimento Mondiale: “In Brasile abbiamo perso tutto, avevamo l’opportunità di rendere orgoglioso il nostro paese in un momento difficile e i siamo usciti in modo indecoroso. Non so ancora le vere motivazioni di una debacle simile ma sono d’accordo con De Rossi: si vince con gli uomini e non con le figurine. Balotelli è una figurina? Nel mio sfogo dopo l’eliminazione non mi riferivo a un singolo. Non ci serve un capro espiatorio. Solo che mi infastidisce ancora il sistema di condizionamento di certi media: si esalta il giovane prima che questo giocatore abbia concretizzato qualcosa in carriera. Ma che vuol dire largo ai giovani? Pirlo che è il più forte al mondo deve stare a casa? Non digerisco questa voglia di pompare un nome appena uscito, magari solo per far alzare il cartellino del prezzo”.

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