Brighton-Roma, l’analisi tattica: partita in controllo nonostante il gol preso

Redazione RN
15/03/2024 - 7:08

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Brighton-Roma, l’analisi tattica: partita in controllo nonostante il gol preso

BRIGHTON ROMA ANALISI TATTICA – Da Brighton la Roma torna senza punti, ma la sconfitta è assolutamente indolore, visto il passaggio ai quarti di finale, con i giallorossi ancora una volta nelle prime 8 della competizione continentale in cui partecipa. Con Smalling, Lukaku, Sanches a casa, e con Paredes e Dybala in panchina, la risposta della rosa è ancora una volta all’altezza. Non serviva in serata l’abito buono, ma la concretezza visto il risultato roboante della gara di andata, leggasi pochi fronzoli, e le consegne sono state rispettate, non senza qualche patemi, al quale come al solito ha risposto Svilar in versione calamita.

Moduli e sviluppi di gioco

De Rossi sviluppa il prediletto 4-3-2-1, con davanti a Svilar, Mancini e Ndicka centrali, Celik e Spinazzola sulle corsie laterali, Cristante a dettare i tempi in mezzo. Bove e Pellegrini sono le mezzali a supporto dell’azione offensiva, con Zalewski e Baldanzi a piede invertito ai lati di Azmoun. Per De Zerbi è, come all’andata un 4-2-3-1, con il bellicoso (nelle dichiarazioni della vigilia) Veerbruggen, i due centrali difensivi VanHecke e Dunk, con Lamptey ed Estupinian esterni difensivi. Gross e Gilmour sono i due mediani, con Lallana trequartista sotto punta, Adingra ed Enciso i lati di Welbeck.

Primo tempo in controllo nonostante lo svantaggio

Come prevedibile il Brighton parte subito aggressivo in avanti, una partenza veloce, con le catene esterne terzino/trequartista esterno attiva in interscambio, e la necessità di avere il possesso della palla, per raccordarsi nelle combinazioni con Lallana, che gioca tra le linee. Per i giallorossi una pressione medio alta sui riferimenti, con Azmoun che balla tra centrale e terzino per chiudere la linea di passaggio tra i due, e le due punte esterne che stringono in zona palla lasciando l’uscita esterna agli uomini di De Zerbi, il tutto equilibrato da Zalewski, che fa una fase difensiva decisiva. In fase di non possesso il Brighton ha una baricentro medio, evita di lasciare troppo campo aperto alle spalle della linea (memore della gara d’andata), ma i pericoli maggiori della prima parte di gara, da parte degli inglesi arrivano piazzati.

Mancini, e successivamente Ndicka, vengono presto ammoniti, e lo scenario diventa ben presto un problema, specie per i fraseggi che gli uomini di De Zerbi operano nei 30 metri finali del campo. I Blues costruiscono a tre (più Gilmour) prendono campo sempre dai corridoi esterni, attaccano a destra con la corsa di Lamptey e a sinistra con l’interscambio a 3 Estupinan, Enciso, Lallana. La fase difensiva dei giallorossi vede due linee a 4, in una sorta di 4-4-2, con Cristante e compagni che difendono lavorando su chiusura linee di passaggio, perché gli inglesi sono molto mobili e marcando a uomo si aprirebbero troppi spazi. Al tramonto del primo tempo arriva il vantaggio Brighton con Welbeck che si tira fuori dalla marcatura, i due centrali giallorossi si schiacciano troppo dentro all area, lasciando tempo di mirare.

Ripresa accademica, passaggio del turno mai in discussione

Si riparte con gli stessi 22 della prima frazione di gioco, con i giallorossi che non vanno più a prendere alti gli avversari, mantenendo un baricentro medio, e compattandosi sempre dietro in un 4-4-2 molto ordinato. De Zerbi inserisce Fati e Buonanotte per Enciso e Lallana (cambi offensivi) e Svilar comincia ad incidere sul risultato, sbrogliando più di una situazione negativa. Ora diventa ancora più evidente il 4-4-2 difensivo giallorosso, con Baldanzi e Azmoun davanti e con Llorente per Zalewski si ripristina il 3-5-2, che diventa 3-5-1-1 quando Aouar subentra per Baldanzi. Per il Brighton un finale di gara arrembante, ma velleitario, e la certezza che ancora manca qualcosa per sedersi al tavolo con protagoniste dalle credenziali superiori.

Maurizio Rafaiani

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      1. Del tuo Mou? Perché, tu per chi tifavi? Per gli avversari? Ma fatela finita, tutti questi amanti del “bel gioco”, usciti all’improvviso dal nulla…

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