• Betis-Roma, l’analisi tattica. Abraham-Belotti, segni d’intesa. Secondo tempo autoritario, pari meritato

    Manuela Fais
    14/10/2022 - 8:12

    Da Siviglia gli indizi dicono che la Roma è viva e consapevole e che l'unità di intenti genera pensieri ottimistici sia nel medio che lungo termine. 

    Foto Tedeschi
    Betis-Roma, l’analisi tattica. Abraham-Belotti, segni d’intesa. Secondo tempo autoritario, pari meritato

    Fare risultato per mantenere intatte le chance di passaggio del turno, risposta all’emergenza infortuni, reazione alle critiche giustificate verso più di un interprete del momento poco brillante di squadra. Da Siviglia gli indizi dicono che la Roma è viva e consapevole e che l’unità di intenti genera pensieri ottimistici sia nel medio che lungo termine. 

    MODULI E SVILUPPI DI GIOCO

    Mourinho ha ancora più di un assenza da compensare, ma la profondità della rosa consente scelte adeguate, indipendentemente dalla poca brillantezza attuale da parte di più di un interprete, che sta condizionando molto il periodo di stallo della stagione. Davanti a Rui Patricio il trio istituzionale Mancini, Smalling, Ibanez con Zalewsky e Spinazzola (finalmente segnali di concretezza e incisività) esterni, mentre in mezzo ancora una volta è Matic-Cristante, a supporto di Pellegrini che fluttua tra linea offensiva e centrocampo (plasmando in maniera dinamica il 3-4-1-2 attraverso una rotazione al 5-3-2). Davanti Abraham e Belotti sono chiamati a dare segni di vita, oltre che di intesa, vista la nuova e attuale emergenza dovuta all’assenza di Dybala, che priva i giallorossi non solo del giocatore più prolifico, ma anche del creatore di assist, di superiorità numeriche e di imprevedibilità delle giocate. Per l’ingegnere Pellegrini il consueto 4-2-3-1, con Ruibal, Pezzella, Luis Felipe, Miranda, davanti a Bravo, mentre

    Guardado e Akoukou gestiscono gli equilibri in mediana. Sul fronte avanzato, alle spalle di José, ci sono le idee di Rodri, Canales e Joaquin.

    PRIMO TEMPO POCO QUALITATIVO E FARRAGINOSO

    La posta in palio al fischio d’inizio consiglia prudenza, da entrambe le parti, atteggiamento che si esplica in ritmi bassi, equilibrio e produzioni offensive ai minimi termini, nonostante una circolazione fluida. Non c’è grande pressione offensiva, le squadre attendono con un baricentro medio aggredendo molto nella zona centrale del campo, si incastrano alla perfezione nei due moduli contrapposti e quando il Betis entra dentro al campo con le punte esterne (agevolando la salita degli esterni bassi) la Roma rischia poco, essendo le catene già dislocate in zona palla. Quando il Betis lavora sui cambi di gioco i giallorossi scivolano senza eccessivi patemi, compattandosi poi centralmente e concedendo solo il tiro dalla distanza, fondamentale che ancora una volta si dimostra letale in occasione del vantaggio andaluso di Canales, che però nasce questa volta nella sfortunata deviazione di Ibanez che mette fuori causa Rui Patricio. A conferma dell’equilibrio in campo, il pari giallorosso arriverebbe se non fosse per questione di centimetri (decisivi ai fini dell’annullamento), con Belotti finalmente vivo e presente nell’occupazione dell ‘area, assistito da un tracciante di qualità di Spinazzola. La Roma c’è e l’immeritato svantaggio col quale giunge il doppio fischio, lascia margini favorevoli per la ripresa.

    SECONDO TEMPO AUTORITARIO, SENZA RISCHI, PARI MERITATO  

    Si riparte con Matic indisponibile, sostituito da un Camara che darà il cambio di passo decisivo al reparto centrale e agli sviluppi di gioco finali, mentre Pellegrini mantiene l’undici iniziale. E’ una Roma ancora più convinta, e si vede, che alza baricentro e possesso, impatta il risultato dopo 8 minuti, con un inserimento di Camara che assiste Belotti, ripristinando un risultato che non stava rendendo giustizia agli uomini di Mourinho. Pellegrini comincia per primo a rileggere la gara, inserendo Henrique e Iglesias (fuori  José e Joaquin), e di li a poco risponde Mourinho con Vina rileva lo stanco Spinazzola, mentre con Bove (che rileva Belotti) vira verso un chiaro 5-3-1-1 conservativo. I restanti cambi (El Shaarawy per Pellegrini, Rodriguez e William per Canales e Guardado) non incidono sulla parte finale di gara, su un pari congelato negli intenti e nelle risultanze del campo.

    Maurizio Rafaiani

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