Atalanta-Roma, l’analisi tattica: Ibanez disattento. Abraham ancora in difficoltà

Redazione RN
25/04/2023 - 9:07

La nostra analisi della sconfitta della Roma contro l'Atalanta nella 31a giornata di Serie A

Getty Images
Atalanta-Roma, l’analisi tattica: Ibanez disattento. Abraham ancora in difficoltà

ATALANTA ROMA ANALISI TATTICA – Bergamo si conferma campo ostico per una Roma che perde pezzi, bersagliata dalla malasorte e ora avvicinata e raggiunta da Milan e Inter in una sorta disperato sprint al posto Champions. Ma al fischio finale, ancora più che del risultato, sono le condizioni fisiche di Dybala e Llorente, usciti malconci dal terreno di gioco, a preoccupare…

Moduli e sviluppi di gioco

Mourinho prova a capire quanto può essere affidabile la profondità della rosa, nell’imminenza del finale di campionato, con una sorta di turn-over con Mancini ,Llorente,Ibanez davanti a Rui Patricio, con Celik e Zalewsky quinti difensivi. Se in mezzo Cristante e Bove compongono la mediana, c’è poi Pellegrini vertice alto del centrocampo, che agisce alle spalle degli avanzati Sollbakken e Abraham. Per Gasperini un 3-5-1-1 dinamico, ma al lato pratico poco pericoloso nell arco dei 90 minuti, con Toloi ,Djimsiti e Scalvini davanti a Sportiello, con i quinti Zappacosta e Maehle. In mezzo al campo ci sono Ederson, De Roon e Kopmeiners, a supporto degli avanzati Pasalic e Zapata.

Primo tempo senza sussulti, deciso dall’errore di Ibanez 

Con ritmi alti, come consuetudine, l’Atalanta ha un avvio di gara furioso, con la Roma che fronteggia la costruzione bassa degli orobici scalando molto in avanti e chiudendo le linee di passaggio al centro e agevolando l’uscita sui quinti dove poi giocarsi i duelli tra gli esterni. La Roma tiene bene il campo, buona circolazione e conservazione palla, va ad aggredire subito i riferimenti avanzati avversari chiudendo centralmente gli sviluppi delle combinazioni e scivolando bene sulle catene esterne. L’Atalanta disegna sul campo il consueto gioco delle coppie con Pasalic su Cristante, DeRoon su Bove, Ederson su Pellegrini, mentre Kopmeiners esce sui braccetti. Con un Bove che brilla per recuperi palla, la Roma chiude la prima frazione di gioco in svantaggio per non sapere opporsi (nonostante si trovasse a difesa schierata) ad una azione di recupero palla operata su Abraham. L’inglese ha una gestione palla approssimativa, la riceve di spalle insieme alla pressione avversaria, ma anziché scaricarla ai sostegni del momento la porta verso l esterno, tagliando fuori anche il possibile intervento di Bove. Dal successivo recupero palla orobico nasce poi la gestione di Zapata, che si porta a spasso la catena esterna Celik-Mancini assistendo poi a centro area, dove poi Ibanez si perde completamente Pasalic che appoggia in rete.

Ripresa fotocopia del primo tempo, ma assurda nel finale

La Roma rientra col piglio giusto, serra i tempi nel tentativo di recuperare, ma la sua conservazione palla viene spesso vanificata da Abraham che tende a venire sempre incontro anziché allungare la linea a 3 avversaria, farsi dare palla profonda e così facendo consente alla linea di Gasperini di salire e stare corta chiudendo spazi di fraseggio. Mourinho prova a cambiare inerzia alla gara con Dybala, Spinazzola, El Shaarawi, Matic, per Bove, Zalewsky, Mancini, Sollbakken, ridisegnando un 4-2-3-1 con Celik e Spinazzola terzini, Matic e Cristante in mediana, El Shaarawi, Pellegrini, Dybala alle spalle di Abraham. Gasperini perde Djimsiti (entra Palomino), ma trova subito il raddoppio sugli sviluppi di un calcio d angolo, dove Ibanez ancora una volta si perde l’avversario di turno, con l’Atalanta che nelle due gare di campionato coi giallorossi capitalizza al massimo tirando 2 volte e raccogliendo 6 punti.

Gasperini sceglie le ripartenze e la fisicità davanti affiancando Hojlund (esce Pasalic) a Zapata e blindando le retrovie con Demiral (fuori Maehle), mentre tra i giallorossi Abraham viene rilevato da Belotti. E proprio da una sponda dell’ex granata che nasce il gol con cui Pellegrini riapre la gara, fin li episodica, dove nessuna delle squadre aveva ancora prevalso sull altra ne per percentuali di possesso, supremazia territoriale e indice di pericolosità. Ma quando pensi di avere rimesso in gioco la gara irrompono sulla gara i 10 minuti più assurdi della stagione, dove accade tutto il peggio che possa accadere. Dapprima Pellegrini coglie il 30esimo palo stagionale. A seguire un intervento criminale di Palomino (graziato clamorosamente da Irrati) azzoppa Dybala. Si completa l’opera Horror con l’infortunio muscolare di Llorente, in un finale incredibilmente assurdo, al quale si aggiunge un inspiegabile ostinarsi a volere tenere Dybala in campo visibilmente sofferente e claudicante, a gara irrimediabilmente compromessa anche nei minuti finali conclusi in 9.

Maurizio Rafaiani 

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  1. Rui Patricio 5
    Ibañez 4 (male, superficiale, si perde la marcatura)
    Llorente 5 (in difficoltà)
    Mancini 5
    Zalewski 5,5 (dalle sue iniziative difficile esca fuori qualcosa)
    Celik 5 (molto modesto)
    Cristante 5 (modesto)
    Bove 5 (modesto)
    Pellegrini 6+
    Solbakken 5 (modesto)
    Abraham 4,5 (di nuovo molto male, alla fine sbaglia tutto)
    Mourinho 5, al solito non c’è gioco che possa sopperire alla stanchezza/cambi
    Gli altri ng
    Dybala purtroppo è sempre infortunato.
    Le partite per vincerle DEVI andare a prendertele, da sole non vengono. Già gli schemi latitano…ln generale non si può attaccare con un giocatore e mezzo, ci vuole molto più coraggio.

  2. Riassunto:
    un ennesimo palo;
    una papera;
    4 titolari infortunati e una rosa corta!
    Mano male che c’è Totti a far capire quanto sia grande Mourinho !!!

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