Da quell’infortunio nel tempio di Old Trafford sono passati centotredici giorni. Giorni in cui la Roma ha continuato la rincorsa all’ Inter, ma ha anche guadagnato l’accesso agli Ottavi di Champions, conquistandosi il diritto ad affrontare un’altra delle superpotenze del calcio europeo. Ma per Alberto Aquilani sono stati giorni amari: la diagnosi dopo quel maledetto 2 ottobre parlò subito chiaro: lesione di secondo grado del retto femorale destro che, tradotta, voleva dire tre mesi di stop. Lontano dai campi, lontano da quel posto da titolare che si era conquistato con le unghie nelle prime gare della stagione. Aquilani ha lottato, ha bruciato le tappe, e questa sera, a distanza di tre mesi e mezzo da quel piattone che tanto gli è costato, sarò di nuovo titolare. L’emozione di poter ascoltare il fischio d’inizio in prima persona, accanto a Daniele De Rossi, per un centrocampo di qualità, romano e romanista. Spalletti ieri, in conferenza stampa, è stato eloquente: “Alberto è pronto e domani giocherà dall’inizio”. Per tornare protagonista, per offrire quelle prestazioni che lo avevano portato a segnare due gol belli e importanti, contro Palermo e Siena. Ma anche per riguadagnarsi la fiducia del ct Donadoni e quella Nazionale che tra cinque mesi sarà in Austria e Svizzera a giocarsi l’ Europeo. Aquilani la fiducia vuole conquistarsela con quella che da stasera tornerà ad essere la sua Roma. In questo primo scorcio di 2008 ha già riassaporato il campo in tre occasioni, contro Atalanta, Torino e Catania, mostrando una buona condizione atletica e una voglia matta di dare il suo contributo. Talmente matta da essere ammonito a Bergamo per aver calciato in porta a gioco fermo. I grandi club ci hanno provato in più di un’occasione ad accaparrarsi il giocatore. Il Chelsea bussò alla porta di Trigoria nel 2000, quando Aquilani aveva sedici anni, faceva magie con la Primavera, attirando su di sé le attenzioni degli scout d’ Oltremanica. Non se ne fece nulla. Otto anni dopo, di squadre disposte a spendere per il talento di Montesacro ce ne sono, e come. Il suo agente, Franco Zavaglia, proprio ieri ha annunciato che a febbraio si inizierà a trattare per il rinnovo di un contratto che scade nel 2010. Ma prima, ci sono da riconquistare il giallorosso e l’azzurro. All’apparenza soltanto tre colori, ma che nascondono i due grandi obiettivi di un calciatore che nella Capitale ci è nato e cresciuto. E allora, in bocca al lupo, Alberto.   

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