19 Gennaio 2009

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Torino-Roma: Baptista,** il più camaleontico dei giocatori

A fine partita per Julio Baptista l’intervista è stata più complicata del gol capolavoro appena segnato in rovesciata. L’uomo partita Sky è rimasto perplesso osservando il suo allenatore fuggire con il pannello dello sponsor. Lo sfondo indispensabile da regolamento per l’intervista a fine partita del migliore in campo.“Cosa succede?”. Se lo deve essere chiesto più volte in silenzio Julio Baptista. Sorpreso dalla goliardia di Spalletti e costretto ad aspettare il ritorno in campo dopo qualche minuto del pannello pubblicitario.Nessun segno di insofferenza, però. Nessuna intervista negata. Julio Baptista ha sempre pronto un sorriso radioso.Una serenità che lo ispira in campo e fuori. Un’infanzia difficile la sua. Per vicende familiari e difficoltà economiche. Forse anche per questo, avendo vinto la partita più difficile con la vita, è sempre dalla parte di chi ha bisogno. Anche solo di un autografo o di una foto.Per interminabili ore, fuori dai cancelli di Trigoria, ogni giorno piccoli gruppetti di tifosi si fermano ad attendere i loro idoli. Anche sotto la pioggia. Alcuni tifosi vengono da lontano, hanno viaggiato per ore con i mezzi pubblici o chiesto permessi di lavoro per accompagnare i loro bambini.Molti giocatori all’uscita sgommano e accelerano con le loro fuoriserie quando li vedono. Forse infastiditi di perdere qualche prezioso minuto del loro pomeriggio. Julio si ferma sempre.  Sorride, firma autografi e rende felice i tifosi. Questione di sensibilità, di rispetto, di educazione.In campo con Spalletti c’è molto feeling. Accetta i consigli con umiltà. Guarda spesso verso la panchina per capire se è tutto ok nei suoi movimenti. Il resto lo fa con la sua naturale versatilità di gioco abbinata a mezzi fisici straordinari.E’ il più camaleontico dei giocatori della Roma. Il più versatile. In giallorosso ha già giocato centravanti, seconda punta, trequartista e attaccante esterno. Da centrocampista ha giocato in Brasile e anche nei primi tempi nel Siviglia. Spostato in attacco è poi diventato capocannoniere nella Liga. Talmente completo che volendo potrebbe giocare anche da difensore centrale. Pensate a una coppia Baptista-Juan o Baptista-Mexes. Non male.Segnare rimane però il suo mestiere preferito. Senza la sua doppietta a Bordeaux, la Roma sarebbe già fuori dall’Europa. Senza il suo gol nel derby, il campionato della Roma, che era a -14 dalla Lazio, non avrebbe mai avuto una svolta. Senza le due vittorie consecutive tra Samp e Torino, con 3 gol in 4 giorni, la corsa al quarto posto sarebbe irrimediabilmente fallita.Si è già ripagato il conto del suo cartellino: dodici milioni di euro. Se qualcuno dei suoi compagni, tra quelli in scadenza 2010, aspira a guadagnare come lui, che arriva al tetto salariale  più i bonus, nessun problema. Ma se ne potrà parlare solo quando segnerà gol pesanti come i suoi e magari uno in rovesciata come quello di Torino. Ma se vogliono emulare qualcosa di Baptista, possono copiare anche altre cose. Il sorriso e la disponibilità per esempio. Quelli, non hanno prezzo.

Angelo Mangiante(Sky Sport)

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