12 Maggio 2009

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Spalletti lascerà la** Roma per andare alla Juventus

 
“Del mio futuro parlerò con la Dottoressa Sensi a fine campionato”. Questo lo slogan che Spalletti dispensa in ogni frangente. Prima e dopo un inutile Cagliari-Roma. Una frase che ripeterà nei prossimi giorni.
 
Visto che però qualche informazione l’abbiamo, senza che nessuno si offenda, proviamo ad anticipare cosa avverrà in quel colloquio.
 
Il giorno dopo la fine del campionato, Spalletti varcherà il cancello di Villa Pacelli. “ Dottoressa, la prossima stagione allenerò la Juve. E’ questa la mia decisione”.
 
La risposta di Rosella Sensi sarà irremovibile: “Mi dispiace Mister. Non la liberiamo. Ha firmato un contratto fino al 2011 ed è un suo dovere rimanere a Roma”.
 
Il colloquio tra l’allenatore e la Presidente sarà questo. Freddo, anzi gelido, ma molto chiaro. Da una parte chi ha scelto un altro futuro professionale. Dall’altra chi ritiene che i contratti esistano per essere rispettati.
 
A sbloccare la situazione ci penserà Cobolli Gigli. Un signore. Uno che lo scorso anno chiese ufficialmente Alberto Aquilani a Rosella Sensi. La risposta fu che il giocatore non era in vendita. La trattativa si interruppe lì, ma i rapporti tra i due club sono rimasti eccellenti.
 
Cobolli Gigli gestirà la situazione con diplomazia. Proponendo prima lo scambio con Ranieri. Poi di fronte al fermissimo “Ranieri non ci interessa”, sanerà il tutto liberando un giocatore alla Roma. Marchionni, ad esempio, prelevato a suo tempo a parametro zero dal Parma bruciando proprio la Roma.
 
Spalletti ha deciso e andrà fino in fondo. Malgrado la squadra voglia che rimanga. “Voglio giocare fino a 38 anni con Spalletti accanto come allenatore” ha scritto un mese fa Francesco Totti nella sua rubrica settimanale sul Corriere dello Sport.  “ Dove passa Spalletti dovrebbero baciare per terra” ha dichiarato De Rossi a Sky a fine partita poche settimane fa.
 
I giocatori della Roma sono consapevoli che qualsiasi soluzione alternativa a Spalletti sarà un rischio. Un’involuzione tecnica che nessuno vuole percorrere dopo una stagione negativa.
 
Anche i dirigenti, da Bruno Conti a Pradè, si augurano che Spalletti rimanga a Roma. Sono sempre stati alleati fedeli. Hanno sempre remato dalla sua parte. Per quello che era possibile gli hanno concesso tutto. Anche una squadra di collaboratori tecnici, bravissimi, ma anche i più numerosi della serie A.
 
Non solo i giocatori, i dirigenti e la proprietà. Anche i tifosi a Roma sono con Spalletti. Sono stati conquistati dal suo gioco e dai risultati in Italia e in Europa. Tutti gli riconoscono la qualità di essere uno dei più bravi allenatori in circolazione. Insieme ad Ancelotti, il più spettacolare in Italia.  Nessuno lo ha mai contestato. Gli hanno perdonato una stagione difficile. I tifosi sono stati duri con la società e i giocatori. Spalletti ha invece sempre avuto in questa stagione il dono dell’immunità. Tutto il contrario di quello che è avvenuto a Torino per Ranieri, che pure ha ottenuto quest’anno risultati migliori di lui. E in cambio ha subito pesantissime critiche da Tuttosport e dall’ambiente.
 
Spalletti pensa ora di ringraziare tutti uscendo di scena. Con due anni di anticipo sulla scadenza del contratto.
 
Nella sua testa ha già deciso e andrà fino in fondo. Può farlo. Ma è una scelta che farà discutere.
 
Dopo la stagione dei cinque allenatori, aveva preso la Roma dalle ceneri. L’ha portata in alto. La lascia a terra.
 
Se la stagione della Roma è stata di basso profilo la colpa è anche dell’allenatore. Lui lo ha ammesso: “Sono io il principale responsabile del fallimento”. Non si danno 56 giorni di inattività prima del ritiro. Non si aspettano tre mesi per capire che il 4-2-3-1 è un modulo superato, visto che il mercato non ha portato gli esterni che servivano. Non si polemizza aspramente in conferenza stampa, dopo che con il dialogo aveva conquistato tutti.
 
Ma soprattutto non si lascia la barca quando affonda. Un vero condottiero rimane a lottare. Con Totti e De Rossi. Con i dirigenti e una proprietà che gli garantisce, anche in un momento di crisi economica, otto milioni lordi per i prossimi due anni.
 
Il richiamo della Juve aveva fatto fuggire di notte Fabio Capello. La fuga da Roma e dalla Roma. Era il maggio del 2004. La storia che sta per ripetersi. Cinque anni dopo.
 
Angelo Mangiante(Sky Sport)

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