4 Febbraio 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante **Siena-Roma

A Siena è andata in scena la Roma più brutta dell’anno. Dal campo si è avvertito subito che i giocatori erano vuoti. Una falsa partenza durata tutto il primo tempo. Con l’incapacità di reagire nel corso dei 90 minuti.
Spalletti si è assunto la responsabilità:” Quando in troppi giocano al di sotto delle proprie possibilità significa che la colpa è dell’allenatore”.
Lodevole il tentativo di coprire i suoi calciatori. Il tentativo di evitare critiche a una squadra troppo arrendevole per essere vera.
In realtà, sotto la pioggia di Siena che ha fatto naufragare i sogni scudetto della Roma, Spalletti ha cercato in tutti i modi di scuotere i giocatori. Lo ha fatto sollecitando inizialmente la difesa a salire, in particolare con i due esterni Tonetto e Cassetti: “Max scendi di più devi sostenere Mancio sulla fascia”, “Marco allunga la corsa devi inserirti fino al limite della loro difesa”. Indicazioni energiche che non hanno  mai provocato quella reazione positiva vista altre volte.
“Entrate, entrate dentro”, ripeteva spesso Spalletti. Ma è rimasto il grido inascoltato nel corso della partita. Soprattutto da parte di chi come Perrotta, Mancini o Taddei non si sono mai buttati nello spazio come sono soliti fare.
Ma allora di chi è la colpa? Dell’allenatore o di chi non aveva in questa partita l’adrenalina per combattere la grinta del Siena? Difficile non assolvere Spalletti. Chiedendo semmai ai giocatori perché, in blocco, hanno pensato che stavolta si poteva vincere solo con il biglietto da visita.
L’amara sconfitta fa emergere pensieri che sembravano ormai rimossi con la chiusura del mercato il 31 gennaio. E’ innegabile che mentre le rivali si sono rafforzate ulteriormente nella sessione invernale, la Roma abbia solo venduto senza nessun acquisto. La Roma aveva chiesto ufficialmente al Torino Di Michele. Offrendo soldi e il prestito di Andreolli. E dopo il no, ha provato a farsi dare in prestito Bielanovic.
La necessità di un attaccante in più, soprattutto quando Totti per il mal di schiena non può allenarsi durante la settimana, avrebbe fatto comodo. Ma la Roma si è mossa sulle trattative di riparazione troppo tardi. E non ha senso non vendere Esposito al Napoli, per un accordo sfumato di pochissimo, e poi tenere il giocatore in tribuna a Siena.
Adesso le ambizioni cambiano. La resa dei conti con l’Inter nello scontro diretto del 27 febbraio si è improvvisamente affievolita. Una sfida che rischia di diventare una semplice vittoria di Pirro, come nello scorso campionato.
Gli obiettivi da non fallire diventano Juve e Real Madrid. Il secondo posto passa attraverso la sfida del 16 febbraio a Torino. Tre giorni dopo arriva all’Olimpico il Real Madrid. Saranno le sfide per capire il vero volto della Roma. Contro il Siena Spalletti alla fine si è arreso per sua stessa ammissione “ad un approccio mentale in cui gli avversari sono stati superiori” .
L’allenatore si è poi assunto le responsabilità che toccavano ai giocatori. Ancora una volta è stato grande anche nella sconfitta. Ma nelle partite verità della stagione non ci dovranno essere più alibi. Di nessun tipo.

Angelo Mangiante (Sky)

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