6 Maggio 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Sampdoria-Roma

 
Nella settimana del torneo del Foro Italico bisognerà verificare se il braccino del tennista si trasferirà dalla terra battuta di Roma al manto erboso di San Siro. Ci sarà da capire se i match point già sprecati da Roberto Mancini non provocheranno una pressione micidiale contro il Siena. Nella corsa scudetto in questo momento la Roma ha solo da guadagnare. Anche se prevale la tentazione di guardare indietro alle occasioni perse. Ci sono due stati d’animo che accompagnano il -3 dall’Inter a due giornate dal termine. Da una parte il rimpianto perché si avverte che poteva essere l’anno giusto per mettere la freccia anche sull’Inter. Dall’altro la soddisfazione per un secondo posto che significa moltissimo sul piano economico e per programmare la preparazione estiva. Nei 90 minuti contro la Sampdoria tutte queste considerazioni si sono intrecciate. Acuite nel primo tempo dalla paura di vanificare tutto in chiave secondo posto. Quando la Samp sembrava padrone del campo. In pochissime partite la Roma aveva subito così tante palle gol nei primi 45 minuti. Cassano sembrava irridere i romanisti. Strano comportamento quello dell’ex romanista. Nel prepartita ha parlato quasi esclusivamente con il suo amico Mancini. Inseparabili. Poi appena ha sentito i tifosi della Roma fischiarlo, è andato sotto di loro e ha incitato i tifosi della Samp ad alzare al massimo il tifo. Infine lo sfogo isterico con Mazzarri al momento del cambio. E, se non bastasse, è rimasto seduto per terra fuori dagli spogliatoi a lungo. Senza volersi neppure fare la doccia. Spalletti in campo ha avuto molto da fare. Mancini e Vucinic erano due corpi estranei alla squadra: “Dovete essere concreti. Mancio non sprecare il pallone, Mirko muoviti di più a cercare gli spazi vuoti”, continuava a ripetere. Anche Pizarro e Tonetto, in genere lasciati liberi da Spalletti di trovare gli spazi, venivano ripresi e invitati a essere più concentrati. Attenzione e grinta che sembrava mancare anche a Panucci. Poi il gol liberazione dell’ex genoano ha fatto saltare il grigio copione. Le notizie del derby hanno dato la carica in più per spingere. All’improvviso il caldo asfissiante non si sentiva più. E alla fine è venuto fuori un punteggio che neppure il più inguaribile degli ottimisti poteva prevedere dopo il primo tempo. Ora la palla del match point è di nuovo sulla racchetta dell’Inter. Se interverrà il braccino del tennista, significa che si decide tutto nell’ultima giornata. Ma in questo caso, a Parma, sulla panchina dell’Inter dovrebbe sedersi, anziché Mancini, il Dott. Freud.
 
Angelo Mangiante (Sky Sport)

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