6 Aprile 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Roma-Genoa

 
Esistono allenatori che non vincono nulla pur avendo tutti insieme nel proprio attacco Henry, Ronaldinho, Eto’ e Deco. Esistono allenatori, uno ad esempio è nato a Certaldo e non ha il passato da calciatore di Rijkaard, che invece anche nell’emergenza lasciano un segno indelebile.
Senza Totti, ma anche senza Aquilani, Pizarro e con Juan a mezzo servizio, Spalletti contro il Genoa ha dato un’altra dimostrazione di gestione perfetta dalla panchina.
Ha inserito in campo una squadra capace di metterla sulla corsa pur essendo in debito d’ossigeno. Ha modificato interpreti e atteggiamento della squadra riportando Perrotta mediano, Tonetto esterno alto, Giuly trequartista.
L’onda lunga di Spalletti è partita il giorno prima del match, elogiando Taddei apparso evanescente contro il Manchester. Il 200esimo gol della gestione Spalletti non poteva che arrivare dal giocatore brasiliano, uno dei più preziosi sul piano tattico.
La partita a scacchi di Spalletti è proseguita sul campo con Vucinic: “Mirko, non allargarti sulla fascia altrimenti perdiamo il punto di riferimento centrale”. Dopo pochi minuti, non a caso, da posizione centrale l’attaccante ha trovato il gol capolavoro.
Tanta energia dalla panchina quando sul 2-2 si è spenta la luce. La carica di Spalletti per Cassetti: “Marco sali sulla fascia, devi portarti fuori ogni volta Leon”. Alla linea difensiva che tendeva nel finale ad abbassarsi: “Alto il baricentro, stringete i reparti altrimenti ci allunghiamo troppo”
Serviva il contributo di tutti, anche di Mancini che ci teneva a segnare: “Mancio dai una mano anche rientrando, non lasciare solo Cassetti”.
 Il sacrificio di tutti è fondamentale, soprattutto nel finale:“Mirko devi tornare, devi sacrificarti di più”.
Il resto lo ha fatto il pubblico. Risuonano ancora forti le parole a caldo, al 90esimo, di Daniele De Rossi: “ Il pubblico della Roma è maturato. Averci applaudito quando abbiamo perso contro il Manchester ci ha ricompattati. Valeva molto di più dei tremila che ci aspettano a Fiumicino quando vinciamo”.
Un messaggio in linea con Spalletti che aveva sottolineato come la squadra dovesse prendere esempio dalla carica dei tifosi. E De Rossi tifoso della Roma lo è sempre stato. Come Totti e Aquilani. Un concentrato di passione la loro. Con il Capitan Futuro dal dischetto e gli altri due romani, Totti e Aquilani, aggrappati in tribuna a quel gol decisivo che alimenta il duello scudetto. Un rigore fondamentale per continuare a sognare una rimonta epica.  Una volata tutta di un fiato, senza più respiro per tifosi e giocatori. Un bellissimo batticuore.

 
Angelo Mangiante (Sky Sport)

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