26 Febbraio 2008

Appunti dal campo di Angelo Mangiante: Roma-Fiorentina

 
APPUNTI DAL CAMPO DI ANGELO MANGIANTE: ROMA-FIORENTINA
 
La prima operazione di mercato nel sottopassaggio di Roma-Fiorentina l’ha condotta con consumata abilità Salvatore Scaglia. Validissimo team manager della Roma e romanista doc. Ha abbracciato a lungo Adrian Mutu e con lui ha parlato dei tempi trascorsi insieme a Parma. Un viaggio a ritroso arrivando fino alle loro attuali esperienze.
 
Con grande calore Mutu si è astratto dalla partita  ed è addirittura entrato in campo continuando a conversare e sorridere con il team manager della Roma. Se il binomio dovesse ritrovarsi anche in giallorosso, propongo un aumento di ingaggio a Scaglia. La sua opera diplomatica di convincimento su quello che Mutu potrebbe trovare a Roma è stata da fuoriclasse.
 
Per il momento il romeno ha trovato però all’Olimpico un Doni insuperabile. Versione superman nel parare tutto. Un portiere d’acciaio anche nel contatto face to face alla fine del primo tempo che ha messo fuori causa l’attaccante della Fiorentina per un mese.
 
Sul piano tattico le difficoltà della Roma sono arrivate soprattutto nel tentativo di neutralizzare Mutu nella prima mezz’ora. A Spalletti creava problemi quel suo movimento su tutto il fronte d’attacco. L’ex centravanti del Chelsea era in grado di interpretare il ruolo di prima punta, ma anche di alternarsi tra le due linee quando era Bobo Vieri a fare la boa.
 
La sensazione che Mutu ha dato ancora una volta è stata chiarissima: sarebbe uno spettacolo vederlo in campo con Totti o al posto di Totti quando il capitano deve tirare il fiato. Il talento e il dinamismo del romeno lo rendono sicuramente perfetto per giocare in tutti e tre i ruoli dietro Totti nel modulo spallettiano.
 
Mutu sarebbe il massimo per il gioco della Roma che ha l’obbligo di metterlo in cima ai desideri di mercato. Se la Fiorentina non dovesse arrivare nelle prime quattro, e l’aggancio del Milan complica molte le cose alla squadra di Prandelli, difficile che Mutu accetti di rimanere in una squadra senza la vetrina di champions.   L’ingaggio è tra l’altro inferiore al tetto salariale della Roma che oggi ha anche un buon rapporto con il procuratore del giocatore: Alessandro Moggi.
 
Poter schierare Totti, Mancini e Mutu sarebbe un incubo per qualsiasi difensore avversario.  Più difficile invece la permanenza a Roma di Vucinic. Spalletti nel primo tempo gli ha gridato spesso “ Muoviti, non aspettare la palla, devi essere più reattivo”. Alla fine è riuscito a scuoterlo e, dopo un primo tempo impalpabile, qualche spunto nel secondo tempo si è visto. Ma Mancini in quel  ruolo è di un’altra categoria.
 
La sensazione è che Vucinic non senta più la fiducia dell’ambiente. La stessa cosa che sta succedendo a Ferrari e Esposito. Vucinic è stato portato in Italia da Corvino, allora ds del Lecce. Corvino oggi si riprenderebbe di corsa il suo pupillo. Inserire il montenegrino come contropartita tecnica nell’affare Mutu è una possibilità in più per abbassare il costo del cartellino. Il resto, scherzandoci un po’,  potrà farlo Salvatore Scaglia. Mutu troverebbe subito un grande amico in più. Uno che gli ha già iniziato a raccontare qualcosa sull’ambiente fantastico che troverebbe. Le magiche notte di champions potrebbero fare il resto.                                            
                                                                                                                                            Angelo Mangiante – Sky Sport

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